RISPOSTA DELL'ESPERTO

"In tema di HPV"

In tema di HPV vorrei chiedere cortesemente la risposta a questi miei quesiti. 1) È possibile contrarre il virus mediante masturbazione o inserendo il pene senza preservativo tra i seni di una donna? 2) È possibile contrarre il virus mediante un rapporto orale passivo con il preservativo? 3) In caso di rapporto stabile in cui sia comparso l'HPV con lesioni reciproche, dopo la guarigione è necessario avere rapporti esclusivamente con il preservativo o si può tornare ad averli senza?

Quando parliamo di Human papilloma virus (HPV) parliamo di un gruppo molto numeroso di virus, oltre 150 diversi ceppi, di cui certamente alcuni possono essere pericolosi (HPV ad alto rischio), nel senso che possono dare delle trasformazioni cellulari precancerose e poi cancerose sul collo dell’utero, o in altre aree del corpo, ad esempio l’ano, e più raramente la cavità orale, l’esofago, la laringe. Altri virus di questo gruppo sono invece in grado di dare condilomi, più spesso presenti a livello genitale o anale. Infine altri HPV non danno nessun segno reale della loro presenza, vivono come commensali, ma potrebbero avere un ruolo biologico a noi oggi non ancora chiaro. L’impostazione della domanda fa presumere che si voglia parlare delle lesioni condilomatose da HPV. In realtà è molto difficile che questi ceppi di virus possano diffondersi attraverso le pratiche masturbatorie, mentre è più possibile, anche se abbastanza raro, diffondere il virus con rapporti orali pur protetti da preservativo. Una volta che le lesioni condilomatose siano state eliminate, sia nell’uomo sia nella donna, con apposite tecniche distruttive (diatermocoagulazione, laser, farmaci), purtroppo non è affatto dimostrato che il virus o i virus siano completamente guariti perché possono sopravvivere nelle mucose e iniziare una lotta con il sistema immunitario il quale da solo potrebbe essere in grado di eliminare totalmente il virus. Ciò nella pratica avviene più facilmente tanto più l’organismo è giovane e quindi dotato di più potente attività immunitaria. Nella realtà comunque si osserva che almeno il 70% delle donne nel corso della loro vita sessuale acquisiscono una qualche infezione dagli HPV e di questa si liberano con dei meccanismi spontanei e ripetuti di eliminazione delle cellule infettate (cosiddetto shedding). Va infine osservato che sono oggi in commercio vaccini contro quattro ceppi di HPV, due dei quali sarebbero oncogeni, il 16 e 18, e gli altri due, il 6 e l’11, sarebbero in grado di determinare condilomi. È già stato approvato in Usa e ha ricevuto anche il parere positivo dal Comitato Europeo per i Medicinali ad Uso Umano dell’EMA (CHMP), un vaccino nonavalente, cioè capace di combattere eventuali infezioni provenienti da nove diversi ceppi di HPV.


Ha risposto Arisi Emilio

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Emilio Arisi

Ginecologo

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Parma, si è specializzato in Ostetricia e Ginecologia nella stessa Università. Dal 1993 al 2010 è stato Direttore della U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Regionale “S. Chiara” di Trento dove, dall’inizio del 2002 è stato coordinatore del Dipartimento Materno-Infantile della Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia di Trento.

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