Pubblicità

I luoghi “nascosti” dove si annidano i virus

Si possono depositare un po’ ovunque, anche in posti che forse non immaginiamo possano nascondere pericoli infettivi.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 6 minuti
Virus nascosti contagio

Si possono depositare un po’ ovunque, anche in posti che forse non immaginiamo possano nascondere pericoli infettivi.

I virus che provocano i classici malanni invernali possono depositarsi su oggetti e superfici dove rimangono attivi per giorni - o perfino settimane – per poi trasferirsi sulle nostre mani che, quasi inevitabilmente, porteremo alla bocca o al naso, infettandoci.

Molti oggetti sono ormai noti come possibili fonti di germi (maniglie delle porte, comodini, superfici dei bagni, giocattoli…), mentre altri sono insospettabili, o quasi.

Ecco quindi la “top ten” di nascondigli per virus e batteri ai quali, in genere, non prestiamo attenzione.

In casa

Gli amanti di cani e gatti forse se la prenderanno un po’, ma pare proprio che alcuni animali domestici vengano infettati da patogeni che colpiscono anche l’uomo (come il temibile stafilococco aureo meticillina-resistente) e possono anche trasmetterli ai loro padroni.

Perciò, oltre a lavarsi bene le mani dopo aver giocato con il nostro fedele amico, se in questo periodo lo sentiamo starnutire a ripetizione è meglio stargli un po’ alla larga.

Avreste mai pensato che, oltre al piacevole getto di acqua calda la doccia potrebbe spruzzarci addosso batteri patogeni? Secondo i ricercatori dell’Università del Colorado, a Boulder, è più che possibile.

Hanno infatti trovato che circa il 30 per cento delle docce studiate nascondevano nei loro soffioni carichi significativi di un agente che causa polmoniti. Meglio, quindi, smontare ogni tanto la nostra doccia per pulirla e disinfettarla.

I contenitori del sale e del pepe che troviamo sulle tavole imbandite contengono anche… tanti germi! O meglio, li trasportano sulla loro superficie scambiandoli da un commensale all’altro.

Ricercatori della University of Virginia School of Medicine, Charlottesville, infatti, hanno dimostrato la presenza su questi oggetti di una elevata quantità di rinovirus che possono trasferirsi così facilmente da un commensale all’altro.

Pubblicità

Al supermercato

Secondo un gruppo di esperti dell’Università dell’Arizona, oltre alla nostra spesa i carrelli del supermercato possono trasportare anche una gran quantità di microrganismi.

Studiando, per esempio, alcuni batteri fecali, i ricercatori hanno riscontrato un’elevata percentuale di impugnature contaminate.

Addirittura, la quota di batteri per centimetro quadrato era superiore a quella che, mediamente, si trova all’interno di un bagno pubblico.

Al bar

Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Environmental Health, nel 70 per cento dei casi gli spicchi di limone che abbelliscono le bevande al bar sono carichi di ogni tipo di microrganismi patogeni (fino a 25 specie diverse).

Forse è meglio, quindi, evitare di far mettere le fettine di limone nei nostri bicchieri e riservare questa abitudine ai party casalinghi, avendo l’accortezza di lavare con cura il frutto prima di utilizzarlo.

In viaggio

Che i voli in aereo aumentino le probabilità di ammalarsi di raffreddore non è proprio una novità, ma è bene ribadire il concetto.

Quello che forse ci può suonare nuovo è che le probabilità di infettarsi addirittura si centuplicano. I responsabili sono soprattutto il riciclo forzato dell’aria (che ricicla anche i rinovirus) e lo spazio ristretto che costringe a vicinanze forzate.

Se poi andiamo in albergo, attenzione al telecomando: insieme alle centinaia di canali ai quali può darvi accesso può trasportare sulle vostre mani anche un numero molto maggiore di germi.

Lo hanno controllato alcuni ricercatori dell’Università della Virginia, riscontrando sui telecomandi degli hotel un’elevata carica di rinovirus. In effetti, spesso questi dispositivi non vengono puliti, con la conseguenza di favorire il contagio.

Sul posto di lavoro

Sulle scrivanie si trova una concentrazione di batteri e virus per centimetro quadrato centinaia di volte più elevata di quella rilevabile sulle sedute delle toilette dell'ufficio.

Il monito arriva dall'Università dell’Arizona a Tucson, dove i ricercatori hanno trovato che le scrivanie degli uffici sono un habitat perfetto per i virus di raffreddori e influenza.

Anche quei computer che, per ragioni di lavoro, sono utilizzati da più dipendenti possono rappresentare fonti di infezione. Attenzione soprattutto a tastiera e mouse.

Al telefono

Le mani sono un ottimo veicolo di germi e, con uso normale, il telefono cellulare risulta un oggetto davvero infetto.

I telefonini, inoltre, vengono spesso tenuti in tasca: un luogo caldo e piacevole nel quale i virus possono attendere tranquillamente di essere trasportati verso un nuovo individuo da infettare.

Specie in questa stagione, quindi, meglio non chiedere al collega o all’amico di fare una chiamata dal suo cellulare.

VIDEO

Influenza, quanti miti e leggende...

Foto prof giua

Intervista a Corrado Giuia, farmacologo e docente all’Università di Trieste, coordinatore del Master in farmacia clinica negli atenei di Milano e Cagliari.

LEGGI TUTTO
Fotogallery

Cinque leggende sul raffreddore: che cosa dice la scienza?

  • Raffreddore coperti caldo

    Vestiti bene altrimenti ti ammali

    È il classico tormentone che ogni madre riserva ai propri figli. Da piccoli, sempre. Ma a volte anche da grandi. Uscire di casa, in autunno e in inverno, senza il cappotto e la maglia di lana non aumenta il rischio di buscarsi un raffreddore. A causare il classico malanno invernale non è altro che un virus. Colpisce di più durante la stagione fredda per la semplice ragione che trascorriamo più ore al chiuso, in casa e al lavoro, e assieme a più persone. Per cui il rischio di contagio aumenta.

  • Raffreddore capelli bagnati

    Se non asciughi bene i capelli ti viene un malanno

    Uscire di casa con la testa bagnata in inverno non è certo una bella sensazione. Ma a parte questo semplice disagio non si corrono altri rischi. Il vero responsabile del raffreddore, a dispetto del nome, non è il freddo, ma un virus. E a meno che non si prenda così tanto freddi da andare in ipotermia, e quindi essere più suscettibili alle infezioni, la temperatura esterna non è così importante.

  • Raffreddore appetito

    Mangia che ti passa

    Il raffreddore toglie l’appetito, su questo non ci sono dubbi. E sforzarsi di mangiare non serve a nulla. Al limite è importante bere liquidi in abbondanza per restare ben idratati. Tuttavia, è bene evitare, in un’ottica di prevenzione, di sottoporsi a diete ipocaloriche in vista della stagione dei malanni invernali: uno studio del 2008 pubblicato sul Journal of Nutrition ha scoperto che mettersi a dieta in questo periodo non fa altro che indebolire le difese naturali dell’organismo. E se si prende un raffreddore ci mette di più per guarire.

  • Raffreddore brodo di pollo

    Bevi il brodo di pollo che guarisci prima

    È il classico rimedio della nonna contro i raffreddori. In questo caso però potrebbe avere ragione: uno studio pubblicato sulla rivista Chest ha infatti dimostrato che una tazza di brodo di pollo aiuta l’organismo a reagire, attraverso il sistema immunitario, contro i virus del raffreddore.

  • Raffreddore superalcolico

    Un bicchierino di whisky lo manda via

    È la classica leggenda metropolitana, che piace a molti uomini. Eppure non è mai stato dimostrato che gli alcolici aiutino a superare il raffreddore. Anzi, in teoria l’alcol è nemico del sistema immunitario, nel senso che chi ne abusa va spesso in contro a un deficit nelle difese naturali dell’organismo. Meglio dunque evitare alcolici e superalcolici.


CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
Torna su