Gastrite cronica atrofica, cause

DOMANDA

Sono un uomo di 42 anni. Circa un anno fa la gastroscopia ha evidenziato una gastrite cronica atrofica solo nell'antro con focale metaplasia intestinale. Il mio medico mi ha prescritto un Ppi e dopo mesi di assunzioni ho accusato stipsi pesante e dolori muscolari. Dopo essermi informato ho visto che questa forma di gastrite può essere dovuta a ipocloridria e i farmaci Ppi possono addirittura aggravare il quadro generale. Per sicurezza ho interrotto il trattamento e nel contempo ho richiesto una visita da un gastroenterologo ed esami del pH. Ho fatto bene a prendere questa iniziativa.

RISPOSTA DELL'ESPERTO

Risponde: Samanta Mazzocchi, Specialista in Gastroenterologia ed endoscopia digestiva

Un controllo per un parere dello specialista gastroenterologo è sicuramente necessario. L’atrofia gastrica spesso si associa a un problema autoimmune (gastrite cronica atrofica autoimmune) e va indagata tramite esami ematici specifici. È caratterizzata dalla presenza di anticorpi circolanti anti-cellule parietali gastriche e anti-fattore intrinseco. Si tratta di una condizione a lenta evoluzione, che si manifesta quando il numero di cellule parietali si riduce al punto tale da rendere lo stomaco incapace di produrre quantità sufficienti di acido, pepsinogeno e fattore intrinseco. Si verifica, di conseguenza, un malassorbimento di vitamina B12 e lo sviluppo di anemia perniciosa. Per i disturbi clinici che ne conseguono (la mal digestione) può essere utile il trattamento con metoclopramide, domperidone, clebopride, levosulpiride, mentre l’uso di inibitori della secrezione acida è controindicato per evitare un ulteriore stimolo all’ipergastrinismo.

Samanta Mazzocchi
Specialista in Gastroenterologia ed endoscopia digestiva
Laureata in Medicina e Chirurgia nel 2002 presso l’Università degli Studi di Pavia. Ha operato come studente interna e poi come specializzanda presso l’Istituto di Medicina Interna del Policlinico IRCCS San Matteo di Pavia, dove nel 2008 ha conseguito il diploma di Specializzazione in "Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva".
Dal 2009 presta servizio presso l’U.O. di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’IRCCS Policlinico di San Donato Milanese. Dal 2013 opera come dirigente medico presso l’UO di Medicina dell’Ospedale di Castel San Giovanni, Azienda Ospedaliere di Piacenza, in qualità di Medico Gastroenterologo, occupandosi sia dell’ambulatorio di gastroenterologia sia di endoscopia digestiva.
Ha partecipato a diversi corsi e congressi di aggiornamento ed è coautrice di pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali.
Nel febbraio 2004 ha partecipato a Bologna al “Corso residenziale di addestramento sulle metodiche di studio della motilità gastro-intestinale”.
Nel maggio 2008 è stata relatrice al Corso “Screening, inquadramento e trattamento delle disfagie neurogene” a Pavia con una relazione sul Ruolo della manometria esofagea.
Nel novembre 2009 è stata relatrice al Corso “Se il freddo fa diventare la mani blu”, a Grumello del Monte (BG) con la relazione “le complicanze gastroenteriche e terapia”.
Nel Marzo 2010 è stata relatrice al Simposio di Chirurgia Colorettale funzionale dal titolo “Le disfunzioni del pavimento pelvico”, presso il Policlinico San Donato Milanese.

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