Pubblicità

RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Fibrillazione atriale e ictus"

Mia madre (82 anni) in gennaio è entrata in una struttura per dei semplici controlli perché era ansiosa (premetto che mamma alla vista dei dottori si agita a dismisura) e l'elettrocardiogramma effettuato il primo giorno ha evidenziato una fibrillazione elevata (150). Il giorno dopo mia madre è stata colpita da ischemia e dopo 24 ore da ictus emorragico. Perché?

La fibrillazione atriale è la più comune fra le aritmie cardiache, con una prevalenza dello 0,5% nella popolazione adulta. Il rischio di esserne affetti aumenta con l’età: la percentuale dei pazienti affetti sale al 5% oltre i 65 anni. La fibrillazione atriale è un’aritmia cardiaca caratterizzata da una irregolare conduzione elettrica degli atri. Per questo motivo, invece di esservi un'armonica contrazione atriale vi sono movimenti caotici, inefficaci ai fini della propulsione del sangue. La fibrillazione atriale può essere cronica, ovvero continua oppure parossistica, con episodi di durata variabile da pochi secondi ad alcune ore o giorni. Per quanto riguarda le complcanze neurologiche, esse sono dovute al fatto che il sangue ristagna negli atri a causa di questa anomala contrazione e si possono così formare coaguli all’interno del cuore che, tramite il torrente sanguigno, raggiungono le arterie cerebrali occludendole e provocando un infarto: l’ictus cerebrale di origine cardioembolica. Per questo motivo i pazienti con fibrillazione atriale vengono solitamente trattati con farmaci anticoagulanti.


Ha risposto Zilioli Angelo

Foto zilioli

Angelo Zilioli

Neurologo

Dal 1997 esercita presso il reparto di neurologia dell’Azienda Ospedaliera di Lodi. È responsabile dell’USS Stroke Unit. Si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Pavia, dove si è anche specializzato in Neurofisiopatologia.

CHIEDI ALL'ESPERTO
Registrati ACCEDI

Nel caso volessi comunicare qualche effetto indesiderato, segnalalo al Tuo medico o al Tuo farmacista, oppure direttamente alla Tua struttura sanitaria di riferimento secondo le modalità riportate al seguente sito dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)


Torna su