RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Esame per il citomegalovirus in gravidanza"

Sono alla scadenza della mia prima gravidanza: ho eseguito gli esami per la valutazione del CMV (al quale risultavo negativa) fino alla 28° settimana. Ora però ho letto che viene consigliato di monitorare la situazione in caso di CMV negativo fino a fine gravidanza, cosa che io non ho fatto. Che rischi corro?

L'esame per il citomegalovirus (CMV) in gravidanza viene addirittura ignorato da alcuni in quanto questa infezione può dare problemi solo se viene contratta per la prima volta in gravidanza. E, comunque, se la madre si infetta non è detto che il virus passi al bambino; e, ancora, ammesso che passi al bambino non è detto che dia dei danni (che se, quando ci sono, possono anche essere gravi). In ogni caso, non esiste una terapia specifica per l'infezione da citomegalovirus. Ciononostante la maggioranza dei ginecologi prescrive questo esame in corso di gravidanza, da ripetere una volta al mese nelle donne che risultino negative a inizio gravidanza per verificare l'eventuale presenza di una infezione ex novo.


Ha risposto Arisi Emilio

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Emilio Arisi

Ginecologo

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Parma, si è specializzato in Ostetricia e Ginecologia nella stessa Università. Dal 1993 al 2010 è stato Direttore della U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Regionale “S. Chiara” di Trento dove, dall’inizio del 2002 è stato coordinatore del Dipartimento Materno-Infantile della Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia di Trento.

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