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Da ragazza a donna: l’adolescenza, tra sessualità e disinformazione

Oggi di sesso si parla di più, ma la maggior parte delle giovani è spesso impreparata ad affrontare i primi rapporti sessuali e vorrebbe più informazioni.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 3 minuti

Oggi di sesso si parla di più, ma la maggior parte delle giovani è spesso impreparata ad affrontare i primi rapporti sessuali e vorrebbe più informazioni.

La rete è una fonte inesauribile di informazioni (purtroppo non sempre corrette) sul sesso, ma quando si tratta di chiarire dubbi e confidare timori, le ragazze di oggi contano soprattutto su madri e amiche, anche se vorrebbero che fosse la scuola e il ginecologo a fornirgliele.

Secondo una recente indagine condotta dall’Istituto di sessuologia clinica di Roma, i principali temi di confronto con le mamme sono l’igiene e le malattie a trasmissione sessuale, seguiti dalle gravidanze.

Poche parlano dei metodi anticoncezionali e, nonostante la quasi totalità degli adolescenti conosca preservativo e pillola, meno della metà sa dell’esistenza di altri metodi contraccettivi e una percentuale ancora più bassa ne conosce il funzionamento.

Dato che trova conferma anche nell’indagine “Donne e contraccezione: da baby boomers a millennials: è cambiato qualcosa”. Il sondaggio ha rivelato che, nonostante i notevoli progressi compiuti nel mondo della contraccezione femminile rispetto agli ultimi decenni, la “pillola” rimane il contraccettivo più conosciuto tra le ragazze di età compresa fra i 20 e i 29 anni, insieme al profilattico che è utilizzato solo dal 22%.

Educazione sessuale

«Diversamente da quanto accade in altri Paesi europei, soprattutto nordici, dove l’educazione sessuale viene insegnata a scuola, da noi parlare di sesso è ancora un tabù» spiega Rossella Nappi, responsabile del Centro di procreazione medicalmente assistita e dell’Ambulatorio di endocrinologia ginecologica e della menopausa presso l'Irccs Fondazione San Matteo, Università degli Studi di Pavia.

«Le iniziative nelle scuole o sul territorio sono poche e anche in casa solo di rado se ne parla con i genitori. Sono poche le ragazze che hanno madri più aperte, con le quali riescono a confrontarsi, per esempio, sul tema della contraccezione. In questi casi, spesso le stesse madri affidano le figlie al loro ginecologo, consentendo alle giovani di instaurare sin da subito con lo specialista un rapporto proficuo a breve e lungo termine. Purtroppo, però, in gran parte dei casi le cose vanno diversamente, così la giovane si trova sola e impreparata a fare delle scelte» osserva la ginecologa.

La contraccezione

Quello della contraccezione è uno dei temi su cui le giovani andrebbero maggiormente informate, perché una gravidanza indesiderata può cambiare la vita.

«Le ragazze di oggi sono fortunate perché hanno molte più possibilità di scelta rispetto alla generazione delle loro mamme. Ma c’è ancora un grosso lavoro da fare, anche da parte degli stessi ginecologi, per fornire informazioni chiare e sfatare i numerosi falsi miti, soprattutto quelli inerenti la contraccezione ormonale» conclude l’esperta.

Antonella Sparvoli

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