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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Bruciore alla minzione che persiste per diversi minuti"

Talvolta mi capita, immediatamente dopo aver avuto un rapporto sessuale, di sentire quando urino bruciore all'interno della cavità del pene, cioè il tratto che va dai testicoli al glande soprattutto nella parte più vicina a quest'ultimo. Dopo aver terminato l'espulsione urinaria il bruciore continua per diversi minuti ed molto fastidioso tanto da farmi interrompere qualsiasi azione io voglia fare anche il semplice stare fermo, il più delle volte lo lavo accuratamente solo con acqua ma il bruciore continua.

I disturbi che lamenta possono essere dovuti a diverse patologie a carico delle vie urinarie o seminali: ad esempio a una cistite, infiammazione della vescica, una uretrite, infiammazione della parte finale del condotto che porta l’urina alla punta del pene, oppure a una balanopostite, infiammazione delle mucose del glande e del prepuzio. Anche le prostatiti possono manifestarsi con i sintomi da Lei riferiti, spesso associati anche a dolore/fastidio perineale (zona tra retto e testicoli), aumento della frequenza minzionale e dolore post-eiaculatorio. L'origine di queste condizioni è nella maggior parte dei casi infettiva, per esempio da infezioni a trasmissione sessuale, ma tra le cause vanno valutate anche forme autoimmuni, allergiche, precipitate da disfunzioni metaboliche, o più raramente traumi, patologie benigne o maligne della pelle o altro. In tutti i casi è necessaria una corretta igiene intima, con lavaggio quotidiano del pene con acqua ed eventualmente detergenti, ma il trattamento specifico dipende dalla causa dei disturbi; per questo motivo è opportuno che si sottoponga a una visita andrologica o urologica. Per procedere all'inquadramento diagnostico, il medico ispezionerà la mucosa del glande e la cute del pene e procederà alla palpazione delle linfoghiandole regionali e all’esplorazione rettale. In relazione al sospetto diagnostico potranno poi essere richiesti esami di laboratorio, in particolare esame delle urine, esame microscopico del sedimento urinario, Test di Meares – Stamey, spermiocoltura, urinocoltura, tampone uretrale o esami di diagnostica ecografica. Se ha un partner fisso è inoltre consigliabile che entrambi vi sottoponiate ad una visita specialistica per evitare la continua ritrasmissione sessuale dell'eventuale infezione.


Ha risposto Maggi Mario

Fotomggi

Mario Maggi

Andrologo e sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Firenze, si è specializzato in Endocrinologia nel medesimo Ateneo. Dal 2005, è Direttore S.O.D. Medicina della Sessualità e Andrologia, Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, Firenze.

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