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Alzheimer: si può prevenire?

Secondo diversi studi alcuni interventi sullo stile di vita possono aiutare a ridurre le possibilità di ammalarsi o ritardare l’esordio della malattia in chi è a rischio.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti

Secondo diversi studi alcuni interventi sullo stile di vita possono aiutare a ridurre le possibilità di ammalarsi o ritardare l’esordio della malattia in chi è a rischio.

Tra le malattie che spesso accompagnano l’invecchiamento, l'Alzheimer è una delle più temute. Il principale fattore di rischio per il suo sviluppo è proprio l'età: dopo gli 85 anni, due persone su dieci si trovano a fare i conti con questa forma di demenza.

Ma accanto a fattori di rischio non modificabili come appunto l’età, la genetica o più genericamente la familiarità, ne esistono anche alcuni, legati essenzialmente allo stile di vita, sui quali è possibile intervenire nell’ottica di ridurre le possibilità di ammalarsi o, quantomeno, ritardare l’esordio della malattia nelle persone a rischio.

Fattori di rischio modificabili

Il fumo di sigaretta, l’abuso di alcol, la carenza di vitamine, la sedentarietà, la scarsa attività mentale e sociale, una dieta scorretta sono tutti elementi associati a un maggior rischio di sviluppare l’Alzheimer. Come anche una storia positiva per traumi cerebrali, livelli elevati di colesterolo e malattie come il diabete, l’ipertensione, l’obesità e le patologie cerebrovascolari.

Recenti studi indicano, però, che fino a tre casi su dieci si potrebbero prevenire semplicemente intervenendo su questi fattori e quindi conducendo uno stile di vita più sano. Cambiare le proprie abitudini può aiutare a migliorare le proprie performance cognitive e tenere allenato e attivo il cervello.

Gli accorgimenti preventivi

Evitare la sedentarietà con una regolare attività fisica è sicuramente uno dei primi accorgimenti anti-demenza. L’attività fisica, soprattutto quella aerobica, ossigena il sangue e aiuta le cellule nervose. Via libera dunque a camminate, bicicletta, nuoto, ma anche a ballo, yoga, pilates, Tai Chi. Senza dimenticare che l’esercizio, oltre a far bene al cervello, aiuta a contrastare obesità, diabete e ipertensione, tutte condizioni collegate a maggiori possibilità di sviluppare l’Alzheimer.

Ma anche smettere di fumare, seguire una dieta equilibrata, allenare la mente e mantenere una vita di relazione sono grandi alleati. Per quanto riguarda l’alimentazione, la dieta mediterranea è senz’altro il modello da seguire. Via libera quindi a tanta frutta e verdura, a pasta, pane e cereali (meglio se integrali), all’olio d’oliva per condire e a grandi quantità di legumi e pesce. Da limitare invece carne rossa e insaccati, nonché il sale e i grassi animali.

Leggere un libro, un giornale, fare le parole crociate, visitare un museo, ma anche cimentarsi con videogiochi di “brain training” o con i moderni strumenti tecnologici, sono tutti modi per allenare la mente, favorendo così la plasticità cerebrale. Altrettanto importante è non isolarsi e condurre una vita di relazione, occupando il tempo libero con attività che mantengono attivi il corpo e la mente: socializzare, conversare, fare volontariato, frequentare luoghi di aggregazione.

Antonella Sparvoli

CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
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