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Piede d'atleta: sotto accusa sole e sudore

Il nome non deve trarre in inganno. Non si tratta infatti di un disturbo che colpisce soltanto gli sportivi, anzi: specie d’estate può interessare chiunque. Vediamo come evitarlo e, nel caso, curarlo.

La tigna del piede, più facilmente conosciuta come piede d'atleta , è un'infezione fungina estremamente contagiosa. È provocata da dermatofiti che, a causa dell’umidità normalmente presente per la sudorazione, si installano tra le dita dei piedi dove è più facile l’attecchimento.

Le zone più colpite dalla micosi sono quelle tra le dita e la pianta dei piedi e la trasmissione avviene sia tramite contatto diretto, sia indirettamente tramite piccoli frammenti di pelle che si disperdono nell’ambiente.

Non si tratta di una patologia grave: il fungo non penetra in profondità e causa semplici eritemi, arrossamenti, screpolature e, a volte, piccole vesciche o piaghe.

Tuttavia, questi disturbi possono essere associati a effetti sgradevoli come intenso prurito, bruciore e cattivo odore e coinvolgere anche le unghie, che cambiano colore e si sfaldano.

Inoltre nutrendosi di cheratina, una sostanza abbondante negli strati più esterni della cute, questo fungo espone la pelle all'infezione da parte di altri microrganismi.

Agire tempestivamente per bloccarne la crescita è, quindi, importante anche per evitare complicazioni come tagli e sovrainfezioni batteriche.

L'umidità è complice del fungo

È l'umidità a favorire la proliferazione di questi funghi; basti pensare che nella zona in cui la micosi si presenta più di frequente (tra il quarto e il quinto dito del piede) il tasso medio di umidità può raggiungere il 98%. Proprio per questo il contatto prolungato con i pavimenti delle docce, delle saune e degli spogliatoi, caldi e umidi, rende più probabile l'infezione.

Questa predilezione per l'umidità fa sì che il piede d'atleta sia un disturbo più frequente in estate, quando una sudorazione più intensa favorisce la macerazione della pelle e la rende più facilmente aggredibile. Inoltre, camminare a piedi nudi in piscina, spiaggia e bagni di alberghi, villaggi turistici e campeggi aumenta la probabilità del contagio.

Una prima buona regola per scongiurare l'infezione è, quindi, evitare di camminare a piedi nudi nei luoghi pubblici, ma anche calzini sudati e calzature chiuse o che non consentono un'adeguata traspirazione del piede dovrebbero essere abbandonati.

Semplici rimedi e facili precauzioni

L'infezione può essere trattata con creme (soprattutto se la pelle è macerata), spray, polveri, unguenti e lozioni a base di antimicotici (bifonazolo, clotrimazolo, miconazolo, econazolo e sulconazolo).

La terapia dura qualche settimana e può essere abbinata all'impiego di prodotti che contrastano l'eccessiva sudorazione. Soltanto se si formano tagli o essudati potrebbe rendersi necessario un trattamento antisettico e astringente a base di alluminio.

Un aiuto può venire anche dai banconi dell'erboristeria: timo , lavanda , estratto di semi di pompelmo, propoli , aloe vera, calendula, unghia di gatto, echinacea e avena contribuiscono a migliorare lo stato della cute.

Infine, per guarire dalle forme più gravi di piede d'atleta il medico potrà prescrivere corticosteroidi o antimicotici per via orale (fluconazolo, itraconazolo e terbinafina), che permettono di eliminare l'infezione in 7-10 giorni.

Durante il trattamento anche le scarpe e i calzini possono essere trattati con polveri antifungine, mentre la biancheria e i pavimenti, soprattutto del bagno e della doccia, dovrebbero essere lavati con della varechina.

Per evitare di contagiare chi ci sta accanto sarebbe bene non frequentare le piscine e non scambiarsi asciugamani, teli mare, spugne, guanti da doccia e scarpe.

Infine, meglio evitare le abbuffate di dolci e frutta: lo zucchero, infatti, favorisce la crescita del fungo. Largo spazio, invece, alla verdura.

Silvia Soligon

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