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Uveite: come si manifesta, diagnosi e terapie

È una malattia rara dell’occhio che ha bisogno di una diagnosi precoce perché, se protratta, può portare alla cecità.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti

È una malattia rara dell’occhio che ha bisogno di una diagnosi precoce perché, se protratta, può portare alla cecità.

Le uveiti sono patologie oculari dovute a un processo infiammatorio che interessa l’ùvea, cioè una sottile membrana situata tra la retina e la sclera.

Ci sono molti modi di classificare le uveiti: a seconda della zona colpita si distinguono uveiti anteriori, intermedie, posteriori e pan uveiti; in base al decorso clinico, si parla di uveiti acute o croniche.

Le uveiti possono essere provocate da agenti esterni (e in questo caso vengono definite uveiti esogene) oppure già presenti nel nostro organismo (uveiti endogene); possono essere inoltre dovute a virus, batteri, funghi e parassiti (uveiti infettive).

I sintomi

La sintomatologia dipende da quale parte dell’uvea è colpita dall’infiammazione: le uveiti anteriori acute si presentano con intolleranza alla luce, dolore oculare, annebbiamento visivo e lacrimazione, mentre quelle anteriori croniche possono presentarsi con lieve rossore e visione di “mosche volanti” oppure possono essere asintomatiche.

Le uveiti intermedie possono presentarsi con visione di corpi mobili o divenire sintomatiche sino alla comparsa di complicanze quali l’èdema maculare (liquido che si forma tra gli strati del centro della retina). Le uveiti posteriori possono presentarsi come quelle intermedie, ma possono anche causare un rapido calo della vista nel caso in cui il processo infiammatorio colpisca la fòvea (zona centrale della macula deputata alla visione distinta).

Le complicazioni

Le uveiti anteriori si possono complicare con la formazione di aderenze tra l’iride e la superficie anteriore del cristallino. Quando si formano attorno alla pupilla, si può avere la cosiddetta seclusio pupillare, che può portare a un aumento della pressione oculare. Altre complicanze dell’uveite anteriore sono la cataratta e le sofferenze della cornea.

Le uveiti intermedie, invece, hanno come complicanze l’edema maculare cistoide e il distacco di retina.

Nelle uveiti posteriori le complicanze riguardano l’edema maculare, fenomeni di occlusione dei vasi della retina, formazione di nuovi vasi nella coroide e infiammazione del nervo ottico.

Diagnosi e terapie

Le uveiti vanno diagnosticate e trattate con tempestività, perché ci sono forme che, nei casi peggiori, possono portare alla cecità. La diagnosi inizia con una visita oculistica completa che comprende:

  • esame dell'acuità visiva
  • valutazione del segmento anteriore
  • misurazione della pressione oculare
  • esame del fundus oculi con dilatazione della pupilla.

Il tipo di terapia dipende dalla forma di uveite: quelle infettive necessitano di una terapia topica (ossia farmaci per la superficie oculare come colliri, gel o pomate) e sistemica (antibiotica, per via generale) per combattere l’agente patogeno.

Possono essere anche usati farmaci cortisonici sia per bocca sia sotto forma di collirio, ma sempre sotto il controllo di un medico oculista. Alcune forme di uveite possono, inoltre, necessitare di ulteriori opzioni terapeutiche quali gli immunosoppressori o i farmaci biologici.

Per prevenirla sono necessari, oltre a controlli periodici degli occhi, anche una certa igiene, soprattutto da parte di chi porta le lenti a contatto.

Maria Eva Virga

CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
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