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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Uso di ciproterone acetato e pillola"

Ho 25 anni, ho assunto la pillola per 3 anni a causa di ciclo irregolare e acne papulosa del viso. Dopo due anni dall'inizio dell'assunzione ho cominciato ad avere la crescita di peli sul mento e dopo tre anni diradamento dei capelli su tempie e vertigine. Qualche giorno fa ho effettuato visita ginecologica che ha riscontrato ovaie lievemente multifollicolari. La ginecologa mi ha prescritto ciproterone acetato da assumere la mattina (continuando ad assumere anche la pillola). Mi hanno detto che il ciproterone acetato è un farmaco esclusivamente per gli uomini, indicato per la cura del carcinoma prostatico, e sconsigliato alle donne. Avevo piacere di avere un altro parere da un esperto.

Il ciproterone acetato è un progestinico a effetto antiandrogenico, che viene comunemente utilizzato anche in ambito ginecologico per il trattamento degli iperandrogenismi, solitamente in associazione con un estrogeno in modo sequenziale inverso (cioè l’estrogeno viene utilizzato per 20 giorni, e il progestinico vi viene associato/sovrapposto nei primi dieci). Come tale è infatti presente anche in una pillola del commercio, che è sul mercato da moltissimi anni. Talora viene invece associato in modo sequenziale inverso (cioè nei primi dieci giorni di assunzione, come detto) in aggiunta a una qualunque altra pillola anticoncezionale che all’estrogeno associ un altro tipo di progestinico, che può a sua volta avere anche un effetto antiandrogenico. Se potessimo indicare in una scala decrescente il potere antiandrogenico di alcuni progestinici, diremmo che, fatto 100 il più potente di tutti, che è il ciproterone acetato, il dienogest fa 40, il drospirenone fa 30, il clormadinone fa 20. Ecco perché nei casi ritenuti importanti il ciproterone acetato viene preferito. Anche se in realtà nell’uso di lungo periodo tutte le pillole risultano un po’ antiandrogeniche. L’assunzione di pillole a effetto antiandrogenico è molto utile nelle situazioni di ovarite microcistica, o policistosi ovarica che dir si voglia, che solitamente si accompagna ad acne, pelle grassa, peluria più abbondante, talora a perdita di capelli. In conclusione si può dire che in linea di principio l’associazione di una altra pillola con il farmaco citato, come proposto, ha un suo significato clinico. Anche se a questo scopo viene comunemente utilizzato a dose inferiore a quella proposta; ma la dose va personalizzata secondo valutazione del medico. Per averne completo giovamento occorre però che sia verificata per bene la causa di questi disturbi; anche se la causa più comune è l’ovaio microcistico, vi possono concorrere lo stress, patologie della ghiandola surrenale o dell’ipofisi, o altro ancora. Ciò può prevedere una completa valutazione clinica, ginecologica e/o dermatologica, talora endocrinologica, eventuali esami strumentali, come ecografia pelvica o delle ghiandole surrenali, eventuali dosaggi ormonali, che definiscano bene il quadro.


Ha risposto Arisi Emilio

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Emilio Arisi

Ginecologo

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Parma, si è specializzato in Ostetricia e Ginecologia nella stessa Università. Dal 1993 al 2010 è stato Direttore della U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Regionale “S. Chiara” di Trento dove, dall’inizio del 2002 è stato coordinatore del Dipartimento Materno-Infantile della Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia di Trento.

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