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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Tubercolosi: diagnosi terapia, contagio"

A mia moglie in un paese asiatico con standard sanitari non elevati è stata recentemente diagnosticata la tubercolosi, mentre io al momento mi trovo in Italia. Informandomi su internet ho visto che questa malattia non sempre è contagiosa, ma quando a breve la raggiungerò come dovrò comportarmi? Dovrò usare sempre la mascherina ed evitare ogni rapporto intimo? Per quanto tempo? Come fare a capire se può essere contagiosa? Inoltre la malattia è stata diagnosticata solo sulla base di raggi X al torace, e il giorno stesso ha cominciato la terapia antibiotica che mi ha detto le procura vomito e colorito giallastro al viso: è cnormale tutto questo?

La tubercolosi è una malattia contagiosa che si trasmette per via aerea mediante un batterio, il Mycobacterium tuberculosis. Il contagio può avvenire per trasmissione da un individuo malato, tramite saliva, starnuto o colpo di tosse. Per trasmettere l’infezione bastano pochissimi bacilli, anche se non necessariamente tutte le persone contagiate dai batteri della Tb si ammalano subito. Si calcola che solo il 10-15% delle persone infettate dal batterio sviluppa la malattia nel corso della sua vita. Un individuo malato, però, se non è sottoposto a cure adeguate può infettare, nell’arco di un anno, una media di 10-15 persone. La diagnosi si effettua col radiogramma del torace e con il test di Mantoux, si approfondisce poi la diagnossi effettuando, dove è presente un servizio di endoscopia toracica, un broncoaspirato per verificarne la presenza o, in assenza di questo, si cerca il bacillo nell'escreato. Il trattamento farmacologico si basa sull’uso di antibiotici, in particolare di isoniazide, rifampicina, etambutolo (o streptomicina) e pirazinamide (definiti farmaci di prima linea), per due mesi. Nei successivi 4-6 mesi, la terapia prosegue con due farmaci in associazione, ad esempio isoniazide e etambutolo. Nel caso di farmacoresistenza, in particolare segnalata contro rifampicina e isoniazide, è necessario utilizzare per un periodo molto più lungo farmaci di cosiddetta seconda linea, che possono essere molto più costosi e provocare più effetti collaterali. Per rispondere nel particola alla sua domanda: se la paziente è bacillifera e cioè se ha una caverna polmonare, dovrà usare la mascherina e non potrà avere rapporti intimi con lei; se la paziente invece non è contagiosa potrà comportarsi normalmente. Il colorito di sua moglie è doovuto all'uiso di farmaci che sta prendendo però potrebbe manifestare un intossicazione da parte degli stessi, per cui porti sua moglie appena può presso in centro infettivologico italiano.


Ha risposto Tursi Francesco

Tursi

Francesco Tursi

Pneumologo

Dal 2005 è Dirigente medico presso l’UO di Pneumologia dell’Ospedale Maggiore di Lodi. È dal 2002 Segretario dell’Associazione Italiana per lo Studio della Tosse (A.I.S.T.) e dal 2009 Presidente dell’ALOR onlus (associazione lodigiana di ossigenoterapia riabilitativa).

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