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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Troppe birre e molta carne"

Vorrei chiedervi un parere riguardo l'alimentazione, secondo me scorretta, del mio compagno. Lui ha 54 anni, beve tre birre da 66 a pasto (pranzo e cena) mangia pochissima pasta o carboidrati in genere e mangia maggiormente carne (molto pollo o carni bianche, poca rossa) diciamo che in genere ne consuma sia a pranzo che a cena. È pericoloso questo suo regime alimentare? A cosa potrebbe andare incontro? Aggiungo che fuma circa 30 sigarette al giorno. Inoltre ha sofferto di diverticoli, andando addirittura in ospedale, ed ho notato che ultimamente non digerisce bene.

Per prima cosa è evidente che gli errori dello stile di vita del suo compagno sono molti e il suo regime alimentare attuale è senz’altro pericoloso. Cominciamo dalle 30 sigarette al giorno che sono da eliminare subito: meglio troncare di colpo che rallentare scalando. Se pensa di non farcela da solo il suo compagno può sentire il medico curante che può consigliargli come fare. E poi una bella ‘resettata’ alle abitudini alimentari. Niente birra tutti i giorni ai pasti, magari 1 birra a cena il sabato e per il resto acqua in abbondanza; con il caldo almeno 1 litro e mezzo al giorno, meglio 2. Se piace 1 bicchiere di vino rosso a cena. Se il peso è nella norma pasta, riso e pane si possono mangiare anche tutti i giorni in dosi adeguate. Carne rossa 1 volta ogni 2 settimane, carni bianche 2/3 volte a settimana. Pesce almeno 3 volte a settimana. Affettati 1 volta la settimana come secondo. Uova 2 alla settimana. Formaggio fresco 1/2 volte la settimana come secondo. Frutta e verdura tutti i giorni 5 porzioni da preferire tra quella fresca di stagione (2 di frutta e 3 di verdura). E possibilmente 20-30 minuti di passeggiata al giorno.


Ha risposto Gatti Patrizia Maria

Pgatti

Patrizia Maria Gatti

Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Laureata in Medicina e Chirurgia nel 1983 presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Milano si è Specializzata in Scienza dell’alimentazione (indirizzo dietetico) presso il medesimo Ateneo nel 1986. Nel 1994 ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Biochimica e la Specializzazione in Biochimica Clinica (indirizzo diagnostico) nel 1997

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