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RISPOSTE DELL'ESPERTO

Tiroidite

Tiroidite, iperprolattinemia e obesità

Mi è stata diagnosticata la tiroidite di Hashimoto e aumento della prolattina. La RMN ha evidenziato una parziale sella vuota. Assumo cabergolina ed eutirox. Ho 47 anni, sono alto 1.80 e peso 115 kg. Ho due figli e normali rapporti sessuali nonostante basso testosterone. Faccio 2.000 km in bici all'anno, un'ora di corsa tre volte alla settimana e porto a spasso il cane 3 volte al giorno. Mangio in maniera regolare non fumo e non bevo. Possibile che lo scompenso ormonale (ipofisi+tiroide) fermi completamente il metabolismo? Cosa posso fare per riattivarlo?

Da ciò che scrive sembra che le abbiamo diagnosticato due distinti problemi: un ipotiroidismo autoimmune per il quale assume terapia sostitutiva con levotiroxina e una sella vuota parziale condizionante iperprolattinemia per la quale assume cabergolina. La prima considerazione da fare è se la terapia sostitutiva sia ben calibrata in corso di levotiroxina e se la prolattina sia rientrata nel range di normalità in corso di cabergolina. Il basso valore di testosterone che riferisce potrebbe essere legato all’obesità, ma altre cause devono essere prese in considerazione. Ritengo quindi che, alla luce della nota sella vuota, il suo quadro richieda una valutazione ormonale e metabolica complessa e approfondita perché solo dopo avere escluso altri squilibri ormonali concomitanti il suo problema dovrà essere messo nelle mani di un bravo dietologo.

Terapia sostitutiva sottodosata in caso di tiroidite di Hashimoto

Vorrei sapere: in presenza di tiroidite Hashimoto se non si aumenta il dosaggio dell'ormone sintetico cosa può accadere?

La domanda non è molto chiara; mi sembra di capire che, nell’ambito di una condizione di ipotiroidismo in terapia sostitutiva, le sia stato proposto di aumentare il dosaggio di levotiroxina e che lei si chieda cosa accadrebbe se non facesse questo aumento di dosaggio. Se la dose di levotiroxina non è sufficiente, significa che la condizione di ipotiroidismo permane con tutte le possibili conseguenze endocrino-metaboliche: stanchezza, difficoltà di attenzione e concentrazione, aumento di peso, stipsi… È fondamentale che la terapia dell’ipotiroidismo sia ben calibrata con l’ottenimento di un valore di TSH compreso nel range di normalità (0,4-4 mU/l).

Tiroidite e assunzione di alcol

La tiroidite asintomatica con TSH 12.120 può essere determinata o aggravata da un elevato uso di alcol (vino bianco fino a 1,5 l giornalieri)?

Non esistono note correlazioni dirette fra tiroidite e alcol; l'abuso alcolico può però determinare nel tempo una condizione di immunodeficienza che potrebbe favorire l'insorgere di patologie autoimmuni come la tiroidite cronica di Hashimoto. Sottolineo che con un valore di TSH di 12,1 mU/l, è comunque necessario iniziare un trattamento ormonale sostitutivo.

Tiroidite di Hashimoto e tsh elevato dopo 10 mesi di terapia

Nel febbraio 2013 mi hanno diagnosticato la tiroidite di Hashimoto e ho iniziato la cura con eutirox fino ad arrivare, di recente, a 100 mcg, ma ancora i valori del tsh non sono in range e continuo a sentirmi male. Vorrei sapere se è normale che dopo dieci mesi di cura mi senta ancora così. Vorrei inoltre sapere se esiste una correlazione tra Hashimoto e intolleranza al glutine.

Quando in corso di terapia ormonale sostitutiva con levo-tiroxina per tiroidite cronica di Hashimoto il Tsh non è adeguatamente normalizzato ma persiste alto bisogna valutare attentamente una serie di fattori: in primis è necessario verificare che la dose di levotiroxina sia adeguata in base al peso corporeo, inoltre bisogna escludere interferenze alimentari o farmacologiche che possono ridurre l'assorbimento intestinale della levotiroxina e verificare che siano sempre assunte le compresse in modo corretto e cioè al mattino a digiuno aspettando almeno 30 minuti prima di fare colazione (l'assunzione anche del solo caffè subito dopo l'ingesione della levotiroxina ne può alterare l'assorbimento intestinale). Un'altra possibile causa di persistenza di un valore elevato di Tsh in corso di terapia è un malassorbimento che come lei dice può essere legato alla malattia celiaca, la cui diagnosi deve sempre essere esclusa in questi casi.

Tiroidite autoimmune in gravidanza

Da poco ho scoperto di essere in dolce attesa e sono in ansia: ho la tiroidite autoimmune da circa 3 anni; gli anticorpi sono alti, ma il mio dottore non mi ha prescritto finora alcun farmaco in quanto il TSH è nella norma. Ora essendo in attesa corro qualche pericolo?

La tiroidite cronica autoimmune è una malattia benigna associata o meno a una condizione di ipotiroidismo; in corso di gravidanza le cose sono più serie in quanto la tiroide affetta può non essere in grado di aumentare il suo carico di lavoro, per cui il range di riferimento del TSH diventa trimestre-specifico e, quindi, non è più quello segnalato dal laboratorio. Le consiglio pertanto di eseguire una visita specialistica endocrinologica per valutare se lei debba o meno cominciare una terapia con levotiroxina.

Sintomatologia non riferibile alla tiroidite

A mia figlia, di 24 anni, è stata diagnosticata una tiroidite di Hashimoto in eutoridismo, perrtanto non le è stata data alcuna cura, ma la ragazza ha tantissimi "fastidi": astenia, ansia, sbalzi d'umore tendenti al basso, prurito e senso di avere un oggetto in gola che impedisce di deglutire normalmente, perdita di capelli e altro ancora. Davvero è tutto da ricercarsi da altre parti o è la tiroidite che le causa tutto questo? Sono mesi che non sta bene.

Se la diagnosi di tiroidite di Hashimoto in eutiroidismo è corretta, ciò significa che a fronte di una infiammazione cronica della ghiandola tiroidea la funzione tiroidea è nella norma, cioè la quantità di ormoni che la tiroide produce è normale. Quindi le cause dei sintomi che riferisce sua figlia sono da ricercarsi altrove. Segnalo che la tiroidite autoimmune può associarsi altresì ad altre malattie autoimmuni, endocrine e non, e quindi in base ai sintomi riferiti dalla paziente, il medico dovrà fare eventuali approfondimenti per escludere alterazioni ormonali concomitanti.

Tiroidite in assenza di anticorpi anti-tiroide

Nel mese di dicembre 2013 mi è stata diagnosticata infezione da parvovirus B19 (V malattia). Dalle analisi della tiroide risultava: TSH 4,58 mU/l e all'eco la tiroide era lievemente aumentata con ecostruttura finemente e diffusamente disomogenea (tiroidite?) senza lesioni nodulari o adenopatie laterocervicali. Dopo un mese, ho ripetuto le analisi del sangue con valori: TSH 4,49, FT3 2,93, FT4 1,09, e anticorpi anti-tireoglobulina e anti-tireoperossidasi negativi. L'endocrinologo che mi ha visitata esclude una tiroidite di Hashimoto, ma mi ha detto che il quadro generale potrebbe indicare che io stia sviluppando questa forma di tiroidite autoimmune. Ho 36 anni e non ho mai sofferto fin'ora di nessun tipo di patologia, soprattutto alla tiroide. Il parvovirus B19 o l'ingestione di un piccolo frammento di amalgama di una vecchia otturazione possono in qualche modo aver causato questa tiroidite?

Basandomi sulle informazioni fornite a distanza, escludo una connessione tra il parvovirus B19 o il mercurio contenuto nell'amalgama e la tiroide. Quella che emerge da quanto da lei riportato è una forma di tiroidite cronica che noi endocrinologi chiamiamo "sieronegativa" cioè una tiroidite del tutto simile, dal punto di visita clinico ed ecografico, alla tiroidite autoimmune di Hashimoto ma con riscontro nel siero di negatività degli anticorpi anti-tiroide. Attualmente la funzionalità della sua ghiandola tiroidea è nella norma, tuttavia è utile che lei esegua annualmente un controllo degli ormoni tiroidei per intercettare l'inizio di un ipotiroidismo che richiede la terapia ormonale sostitutiva.

Tirode di Hashimoto, legami con l'aumento di peso

A mia mamma di anni 71, facendo le analisi per la tiroide hanno riscontrato FT3 = 2,48, FT4 = 0,76 e TSH = 8,29, e al doppler è risultato una forma di tirode di Hashimoto. Ora so che questa tiroide porterebbe all'aumento di peso, ma qui sta avvenendo il contrario: mia mamma ha perso parecchi chili. Da premettere che prende la pillola per il colesterolo e acido acetilsalicilico a bass dosi: potrebbero influire su questo suo dimagrimento?

I risultati dei dosaggi delgli ormoni tiroidei e tireotropo sono indicativi di un ipotiroidismo subclinico, di una condizione cioè in cui gli ormoni prodotti dalla tiroide sono ancora nel range di normalità a fronte di una maggiore secrezione di TSH da parte della ipofisi. La diagnosi di tiroidite di Hashimoto si avvale del riscontro ecografico di ipoecogenicità diffusa della ghiandola tiroidea e della determinazione ematica degli anticorpi anti-tiroide. Il calo di peso della sua mamma va quindi indagato al di fuori del riscontro della patologia tiroidea, in questo caso ininfluente. I farmaci che che assume non influiscono sul peso corporeo.

Farmaco topico contro la cellulite in caso di tiroidite

Soffro di tiroidite di Hashimoto, ma non mi è stato somministrato alcun farmaco. I valori dello scorso anno erano: FT3 2,8, FT4 6,5 TSH 2,088, Anticorpi antiperossidasi superiori a 1.000. Poiché mi è sopraggiunta la cellulite, vorrei trattarla con una crema a base di levotiroxina ed escina, ma ho visto che è sconsigliata a chi ha patologie della tiroide.

La tiroidite autoimmune di Hashimoto è una malattia autoimmnunitaria della ghiandola tiroidea cioè scatenata dalla presenza di anticorpi diretti contro la tiroide con innesco di un processo infiammatorio cronico che più o meno lentamente porta nel tempo a una ipofunzione ormonale. Nel suo caso il dosaggio degli ormoni tiroidei risulta nella norma e quindi non è necessaria alcuna terapia sostitutiva. In letteratura sono noti casi di distiroidismo fino a forme di ipertiroidismo da iperfunzione ghiandolare dopo trattamento con emulsioni contro la cellulite che contengono ormone tiroideo ed escina, per cui noi specialisti ne sconsigliamo l’utilizzo.

Tiroidite di Hascimoto, quale correlazione con altri disturbi

Ho 33 anni e dal 2004 ho scoperto di soffrire di tiroidite di Hashimoto. Sono in cura con levotiroxina 75. Nell’ultimo anno ho avuto: un problema alla vista, ho contratto l’adenovirus e l’ho ripreso molte volte tanto che l’oculista non capiva come mai e secondo lui ho poche difese immunitarie. Inoltre, ho una ciste all’ovaio e un fibroma che sto tenendo sotto controllo perché aumenta di volume. La mia domanda è: secondo lei queste patologie sono fra loro correlate?

La tiroidite cronica di Hashimoto è una patologia autoimmune, il che significa che il suo sistema immunitario ha prodotto “per errore” anticorpi diretti contro la ghiandola tiroidea che innescano un processo infiammatorio cronico, con conseguente ridotta funzione ormonale. I sintomi che lei lamenta di per sé non dipendono dalla tiroidite cronica a patto che la dose di levotiroxina che assume abbia ricostituito una normale funzione ghiandolare, tuttavia la tiroidite cronica si può associare ad altre patologie autoimmuni nell’ambito di quelle che noi endocrinologi chiamiamo sindromi polighiandolari autoimmuni. Chieda al suo endocrinologo se, in base ai disturbi che lei lamenta, ci sia indicazione a fare un ulteriore approfondimento.

Tiroidite cronica di Hashimoto e valori anticorpali

Buonasera vorrei un'informazione per quanto riguarda una tiroidite cronica (di Hashimoto) che ho da un po'di anni e, man mano che gli anni passano, aumentano anche gli anticorpi. Ho 42 anni, tra gli esami fatti un anno fa e gli ultimi fatti di recente si è evidenziato un aumento degli anticorpi: siamo passati da 153,60 a 223,70 dell'anti tireoglobulina, 93,00 a 180,70 dell'anti microsomi, con un tsh perfetto. Io mi sento sempre stanca, ansiosa, con tachicardia, ma mi è stato detto che con una tiroidite di Hashimoto è normale avere questi valori. Volevo da lei un parere.

Nella tiroidite cronica autoimmune NON ha senso dosare più volte nel corso degli anni il titolo auto-anticorpale in quanto ciò che conta è la funzione ormonale della ghiandola tiroidea che, se il TSH è nella norma, è nella norma anch'essa. Le consiglio di valutare con lo specialista endocrinologo altri dosaggi per escludere che non ci siano altre alterazioni endocrine che si possono associare alla tiroidite di Hashimoto. Escluse queste e problemi cardiaci, i sintomi che lei lamenta sono su base ansiosa.

Morbo celiaco e tiroidite

Sono una 31enne celiaca e dal 2009 registro alti valori di anticorpi antitiroidei, ma ft3 ft4 tsh e abtpo sono normali così come l'ecografia tiroidea. Il medico di casa mi dice che è una tiroide da controllare, ma potrebbe spiegarmi qualcosa di più?

Il celiachia-cause-sintomi-rimedi">morbo celiaco si associa frequentemente ad altre malattie autoimmuni e, fra queste, la tiroidite cronica autoimmune di Hashimoto è una delle più frequenti; avere gli anticorpi anti-tiroide positivi non significa necessariamente avere una ipofunzione ghiandolare, quindi il suo medico ha ragione: lei deve controllare ogni 18-24 mesi il valore del TSH e solo nel caso in cui insorga una condizione di ipotiroidismo iniziare una terapia ormonale sostitutiva.

Tiroidite sieronegativa

Vorrei sapere che cosa si intende per tiroidite sieronegativa e quali possono essere le cause di tale patologia.

La tiroidite sieronegativa è una condizione clinica in cui è presente una diffusa ipoecogenicità della ghiandola tiroidea all’esame ecografico (come si verifica nella tiroidite autoimmune, espressione dell’infiltrato linfocitario all’interno della ghiandola), ma sono assenti gli anticorpi anti-tiroide (anti-tireoglobulina e anti-perossidasi), presenti invece nella tiroidite autoimmune. Ricordo che in generale nel campo delle patologie autoimmuni, avere gli anticorpi positivi non significa necessariamente avere la malattia, ma vale anche il contrario in quanto l’assenza di quel particolare autoanticorpo non significa non averne altri non ancora identificati e quindi al momento non dosabili.

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