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RISPOSTE DELL'ESPERTO

Tiroide

Sintomi dopo tiroidectomia per ca. papillifero

Nel 1999 ho subito asportazione tiroide per tumore maligno (adenocarcinoma pappillifero). Prendo levotiroxina. Dopo aver corso (sia allenamento che gara) e dopo aver mangiato ho dei mal di testa che mi rovinano la giornata e spesso ricorro alla novalgina. Ultimamente mi succede anche quotidianamente di avere la sensazione di gonfiore alle tempie e alla testa. Nell'intervento che ho subito le arterie possono aver subito dei danni? Ovvero: tutto ciò che era collegato alla tiroide ora dove defluisce?

La prima cosa da chiarire è che dopo l’asportazione della ghiandola tiroide la terapia con levotiroxina a scopo sostitutivo, quindi con valore di TSH compreso tra 0,4 e 4 mU/l, ripristina una normale funzione ormonale ed eventuali sintomi come quelli da lei lamentati non sono da attribuire alla terapia, se ben dosata, né tanto meno al pregresso intervento chirurgico. Tuttavia dopo tiroidectomia per carcinoma differenziato della tiroide, a seconda delle caratteristiche del tumore, nei primi anni si instaura una terapia che noi chiamiamo TSH-soppressiva allo scopo di ridurre il TSH a un valore praticamente uguale a zero. Questo crea una condizione di ipertiroidismo subclinico che potrebbe, se la terapia non è ben dosata, causare sintomi. Consulti l’endocrinologo per sapere se lei sta facendo una terapia sostitutiva o soppressiva il che porta, appunto, a conseguenze cliniche diverse.

Agoaspirato tiroideo, quando si deve rifare

Una volta eseguito l'agoaspirato tiroideo è necessatio rifarlo negli anni successivi sugli stessi noduli anche se esami del sangue ed ecografia eseguiti ogni anno risultano invariati?

La citologia tiroidea attualmente fornisce una diagnosi presuntiva in base a nuove acquisizioni che sono state via via adottate dalle diverse divisioni di anatomia patologica; la ripetizione o meno dell'agoaspirato dipende ovviamente dalla risposta iniziale del patologo; se la citologia non è diagnostica (materiale inadeguato o scarso), è necessario ripetere l'esame; se la citologia è negativa per cellule tumorali maligne, basta seguire il nodulo nel tempo e ripetere l'agoaspirato solo se il nodulo aumenta di dimensioni o modifica le sue caratteristiche ecografiche; se il nodulo viene diagnosticato come proliferazione follicolare, a discrezione del clinico si può inviare il paziente alla tiroidectomia totale oppure ripetere l'esame per ulteriore approfondimento; in caso di refertata malignità, si avvia il paziente alla chirurgia. Gli esami di laboratorio in genere non forniscono informazioni utili, tranne nel caso di ipertiroidismo per cui una scintigrafia tiroidea può evidenziare noduli caldi che vengono considerati benigni per definizione e quindi da non sottoporre ad agoaspirato.

Iodio: quando è necessario dopo asportazione della tiroide

Mi è stata asportata la tiroide: avevo il gozzo, ma non è stato riscontrato alcun tumore maligno. Prendo regolarmente levotiroxina, i valori degli ormoni sono nella norma. La mia domanda è: devo integrare con iodio per garantire la funzionalità del mio corpo?

Lo iodio che introduciamo con la dieta e con il sale iodato (assolutamente necessario in quanto l'Italia è un paese a carenza iodica lieve-moderata) è necessario per la sintesi degli ormoni tiroidei; avendo lei asportato la ghiandola tiroidea in toto, il suo fabbisogno ormonale è totalmente soddisfatto dalla terapia ormonale sostitutiva nel senso che gli ormoni tiroidei che lei assume ogni giorno sono già attivi e contengono già lo iodio di cui sono costituiti. Ricordo che una donna tiroidectomizzata, in caso di gravidanza e allattamento, deve invece assumere la corretta supplementazione iodica per fornire alla tiroide del feto il "carburante" necessario per la sintesi degli ormoni tiroidei.

Esami della tiroide: solo TSH-R in prima istanza

Recentemente il medico di fiducia ha disposto esame della tiroide. Sono andato a effettuare l’esame alla tiroide, ma con sorpresa ho constatato che il dato presente nel referto era solo 1, relativo a TSH-R tireotropina riflessa con metodica Chemiluminescenza, tutto nella norma: il medico sostiene che per disposizione legislativa oggi effettuano solo l’esame della tiroide riflessa che nel caso di esito positivo esclude ogni problema di questa natura. Risulta corretta questa informazione?

Confermo solo in parte quanto le ha riferito il medico: se il TSH è nella norma, si esclude l'ipotiroidismo primitivo e l'ipertiroidismo primitivo, il che vuol dire circa il 90% della patologia tiroidea e non il 100%. Se il paziente fosse affetto da forme più rare di distiroidismo, di origine ipotalamo-ipofisaria, in cui il TSH può essere perfettamente nella norma, questa diagnosi risulterebbe persa. Tuttavia, a suo conforto, le dico che la decisione della Regione Lombardia ha un senso nell'ottica di un risparmio di spesa sanitaria; noi specialisti nel sospetto di una patologia ipofisaria ben sappiamo di dovere richiedere non solo il TSH, ma anche l'FT4, specificandolo nella causale della impegnativa.

Sindrome da resistenza agli ormoni tiroidei

Gentile Dottore, ho letto che esiste una forma di sindrome generalizzata da resistenza agli ormoni tiroidei dove i pazienti sono eutirodei con TSH alto ma non fanno terapia. Mi può spiegare cosa significa? Sono casi rari e qual'è l'entità della gravità? Grazie mille per la risposta.

La resistenza agli ormoni tiroidei è una sindrome su base genetica estremamente rara, basti pensare che sono descritti circa 1000 casi in tutto il mondo...dal punto di vista ormonale il quadro è caratterizzato da valori elevati di TSH e FT3 FT4 mentre dal punto di vista clinico i sintomi sono estremamente variegati e complessi in quanto solo alcuni recettori dei tessuti periferici sono mutati ma non altri,il che significa che il paziente può presentare sia sintomi di ipotiroidismo sia sintomi di ipertiroidismo;in genere sono presenti disturbi emozionali, iperattività e tachicardia e contestualmente anche possibili sintomi da ipotiroidismo come aumento ponderale e astenia.e' fondamentale fare una diagnosi precisa in quanto in questa patologia in genere non si prescrive nessuna terapia specifica,al massimo un betabloccante per rallentare il battito cardiaco.le cose si complicano ulteriormente se pensiamo che gli esami ormonali della resistenza agli ormoni tiroidei sono condivisi da una rara forma di ipertiroidismo di origine ipofisaria che richiede una terapia chirurgica.lo specialista endocrinologo ha dunque un compito arduo che è quello di distinguere fra loro due patologie che condividono gli stessi esami di laboratorio ma che hanno una strategia terapeutica completamente diversa.

Anticorpi antiperossidasi in bambini con normale funzione tiroidea

Il 27/02/14 ho fatto fare delle analisi di routine a mi figlio che ha 11 anni ed è risultato il TSH alto (5,540 mcUI/ml). Il medico mi ha detto che se il bambino non aveva niente non era da preoccuparsi; però abbiamo rifatto le analisi: TSH, T3 e T4 sono risultati normali ma sono emersi anticorpi antiperossidasi, mentre l'ecografia è nei limiti della norma. È il caso di metterlo in osservazione da uno specialista?

La positività degli anticorpi antiperossidasi in presenza di una normale funzione tiroidea significa che la tiroide è colpita da un processo autoimmunitario in assenza di un deficit della funzione ghiandolare. Sono utili controlli nel tempo per diagnosticare l'eventuale comparsa di ipotiroidismo che, a quel punto, richiede una terapia ormonale sostitutiva. In campo pediatrico inoltre la positività anticorpale si può associare ad altre autoimmunità concomitanti che vanno indagate dallo specialista nel caso compaiano sintomi specifici.

Masse colloidali nella tiroide

Ho effettuato un'ecografia alla tiroide in seguito a casi di familiarità con tiroidite di Hashimoto. Dalla diagnosi sono presenti masse colloidali con richiesta di follow-up. Che significa? Sono dei noduli? Che cadenza dovrebbero avere i controlli?

Se l'ecografista ha fatto bene il suo lavoro e ha refertato la presenza di cisti colloidali della tiroide, si tratta non di noduli veri e propri, ma di lesioni cistiche a contenuto fluido quindi di significato assolutamente benigno che richiedono un successivo controllo ecografico non prima di 18-24 mesi.

Utilità della scintigrafia tiroidea in caso di Basedow

Mi è stata diagionisticato il morbo di Basedow e sono in cura con tiamazolo. Ho fatto un'ecografia tiroidea che ha evidenziato vadi noduli. Ora mi è stata consigliata una scintigrafia tiroidea. Volevo sapere: che utilità può avere quest'esame nella futura terapia ed eventualmente per modificarla?

Cercherò di semplificare un argomento complesso: il morbo di Basedow è una patologia autoimmune della tiroide che comporta una iperfunzione della ghiandola e conseguente ipertiroidismo; esistono 2 varianti della malattia: il gozzo tossico diffuso (aumento in toto della ghiandola senza noduli) e la variante nodulare (aumento in toto della ghiandola e associati noduli tiroidei); in quest'ultimo caso la scintigrafia tiroidea può apportare informazioni importanti, a completamento di quelle derivanti dalla indagine ecografica, al fine di identificare i noduli eventualmenti sospetti da sottoporre ad agoaspirato per eseguire un esame citologico. Se l'esame citologico è sospetto per neoplasia, questo può cambiare l'orientamento terapeutico verso la chirurgia (asportazione della tiroide), peraltro indicata anche nei casi di Basedow variante nodulare con tiroide molto aumentata di volume e compressione delle strutture del collo (esofago, trachea).

Scintigrafia tiroidea e successivi dosaggi ormonali

È possibile che dopo una scintigrafia tiroidea con curva di iodiocaptazione eseguendo gli esami ormonali a distanza di 3 mesi risulti il valore fT3 un po' basso? Può essere dovuto a tale esame?

Il tracciante usato per l’esecuzione di una scintigrafia tiroidea è in genere il Tc-pertecnetato (non contenente iodio), che è ininfluente su una possibile modificazione della funzione tiroidea. Inoltre le ricordo che in generale il dosaggio dell’fT3 va interpretato con cautela e ha un senso da un punto di vista diagnostico solo in alcune particolari situazioni cliniche, come per esempio l’ipertiroidismo da amiodarone e la sindrome da bassa T3.

Tiroidectomia totale: mare o montagna è uguale

Sono stata operata di tiroidectomia totale per due grossi noduli benigni il 4 giugno, vorrei sapere se posso recarmi in montagna in vacanza o se invece il mare è più indicato (dovrei andare in ferie la prima settimana di luglio).

La tiroidectomia totale comporta una condizione di ipotiroidismo acquisito che richiede una terapia ormonale sostitutiva con levotiroxina, quindi in assenza della ghiandola tiroidea non si verifica più la sintesi endogena di ormoni tiroidei, sintesi che, come è noto, richiede un normale fabbisogno di iodio; ecco perché nel suo caso specifico è ininfluente una vacanza al mare o in montagna.

Tiroidectomia e colon irritabile: quale relazione

Ho 58 anni e da oltre 5 sono senza tiroide, asportata insieme a una paratiroide. Ora sto discretamente e assumo regolarmente il sostituto, ma mi chiedo se alcuni disturbi da colon irritabile possano essere messi in relazione con la mia situazione endocrinologica. Vi è qualche ulteriore controllo che è opportuno fare oltre agli esami di routine?

L'asportazione della ghiandola tiroidea se ben compensata dalla terapia ormonale sostitutiva permette una condizione di assoluto benessere: se quindi la dose di levotiroxina che lei assume è congrua, nessun disturbo può essere attribuito alla terapia in atto. Se la patologia tiroidea che ha portato alla tiroidectomia comprendeva anche una positività degli anticorpi anti-tiroide, le consiglio di eseguire uno screening per la celiachia, al fine di escludere una patologia che spesso si associa alla tiroidite cronica autoimmune.

Astenia persistente dopo tiroidectomia

Ho subito un anno fa l'intervento di tiroidectomia completa, che mi ha creato non pochi problemi in termini generali, tra cui una gran spossatezza anche se gli esami eseguiti risultano nella norma. Il fatto è che io sto male, ed ho il corpo che pesa una tonnellata: da cosa potrebbe dipendere questo mio stato? Una dieta per dimagrire potrebbe aumentare l'astenia? Esistono integratori multivitaminici senza iodio?

Dopo tiroidectomia totale la terapia ormonale sostitutiva con levotiroxina deve essere adeguatamente calibrata affinché l’organismo si trovi in uno stato di compenso ormonale ottimale; inoltre, in caso di malessere persistente del paziente nonostante l’ottimizzazione della terapia con levotiroxina, solo in casi selezionati e solo sotto stretto controllo specialistico, si può affiancare la triiodotironina (terapia combinata T4 + T3); se persiste il malessere generale nonostante la terapia combinata, vanno indagate altre cause (ormonali e non).

Tiroide ingrossata con livelli ormonali normali

Una maggior visibilità e percepibilità della ghiandola tiroidea è meritevole di approfondimenti anche se a livello ormonale non appaiono alterazioni? È vero che la ghiandola in condizioni fisiologiche non è percepibile o visibile?

Confermo subito che la funzione della ghiandola tiroidea può essere perfettamente nella norma in presenza di alterazioni strutturali anche gravi della ghiandola stessa: tipico esempio è il gozzo multinodulare (aumento dimensionale della ghiandola per la presenza di plurimi noduli anche di dimensioni elevate) non tossico (ormoni tiroidei dosati nel sangue nella norma). Confermo inoltre che in condizioni fisiologiche la ghiandola tiroidea non è palpabile. È quindi opportuno che una tale situazione sia portata all'attenzione del medico.

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