Sordità infantile

Circa un neonato su mille, alla nascita, presenta un problema di udito.

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ipoacusia, problemi di udito

Che cos’è

Le sordità infantili si classificano sulla base dell’epoca di insorgenza in:

  • prenatali
  • perinatali
  • post-natali

Esiste anche una classificazione che prende come riferimento lo sviluppo del linguaggio, suddividendole in preverbali e postverbali. Infine, si possono distinguere le forme congenite e quelle acquisite.

Epidemiologia

Un neonato su 800-1000 presenta una grave sordità alla nascita. Le forme minori, comprese le ipoacusie da lievi a moderate, monolaterali o bilaterali, hanno una frequenza doppia o tripla.

Negli anni successivi, ma sempre durante l'infanzia, altri 2-3 su 1000 bambini acquisiscono una forma di ipoacusia da moderata a grave, progressiva o permanente.

Infine, molti adolescenti sono a rischio di ipoacusia neurosensoriale da eccessiva esposizione a rumore e da trauma cranico.

Cause

Secondo alcuni studi, il 60-70 per cento circa dei casi di ipoacusia grave sono di origine genetica.

Da non sottovalutare anche l’importanza che possono avere alcuni virus, come quello di rosolia, il citomegalovirus, l'herpes virus, o protozoi quali il toxoplasma, e le malattie trasmesse da batteri, come la sifilide.

Se tali agenti patogeni sono contratti dalla madre durante la gravidanza possono causare sordità nel neonato.

Sintomi

La sordità neonatale si riscontra facilmente, in genere un genitore si accorge che il bambino non sobbalza quando c’è un suono forte e improvviso e non reagisce al suono della voce.

Il sospetto di sordità, soprattutto in un neonato, deve essere colto immediatamente e occorre rivolgersi a un centro specializzato in audiologia infantile.

Diagnosi

Lo screening uditivo neonatale viene effettuato ormai in molti ospedali, subito dopo la nascita. Si basa sulle otoemissioni e permette un primo importante screening dei prolemi uditivi.

In caso di sospetta ipoacusia, il neonato viene inviato a un centro specializzato di Audiologia infantile per un accertamento diagnostico.

La diagnosi di un'eventuale sordità, nei periodi successivi, si esegue con questi esami:

  • audiometria comportamentale, consiste nell’osservare le reazioni motorie provocate da una stimolazione acustica;
  • otoemissioni, sono suoni generati dalla cellule ciliate esterne spontaneamente e dopo stimolo acustico. Vengono registrate con un microfono posto nel condotto uditivo esterno. In condizioni di ipoacusia, anche di grado lieve, le otoemissioni scompaiono.
  • potenziali evocati uditivi o ABR (authority Brainstem Response) analizzano la funzione delle strutture cocleari e retro cocleari;
  • impedenzometria analizza la funzionalità dell'orecchio, ma è complicata da eseguire nel bambino.

Conseguenze

L’integrità della funzione uditiva è condizione necessaria per il normale sviluppo del linguaggio, che inizia nei primi mesi di vita e si completa nell’adolescenza.

Pertanto la sordità infantile richiede una diagnosi precoce al fine di permettere un adeguato intervento riabilitativo audiologico e logopedico.

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Battaglioli1 Marina Battaglioli
Pediatra e neonatologa

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