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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Risonanza magnetica e altre indagini in gravidanza"

Il 29 agosto, non sapendo di essere gravida, ho fatto una risonanza magnetica: può essere grave? Potevo essere al massimo di 10 - 12 giorni. È il primo figlio e mi sto facendo mille domande a riguardo.

La risonanza magnetica si può fare in gravidanza, perché non somministra radiazioni. Si tratta infatti di un esame in cui la donna viene immessa in un campo magnetico (come fosse in mezzo a grosse calamite). Invece le radiazioni da raggi X (dal comune Rx al torace alla mammografia, dall'urografia alla Tac) somministrate a dosi elevate a una donna gravida possono essere teratogene per il feto se effettuate entro il primo trimestre; nel secondo e terzo trimestre possono diventare carcinogene, con manifestazioni evidenti nella prima decade di vita. A modeste dosi, comunque, le radiazioni possono essere tollerabili e non inducono effetti dannosi. Non rappresentano un pericolo teratogeno per il feto se sono inferiori a una dose assorbita di 5 rad (= 5.000 millirad = 5 cGy). Sono certamente pericolose se le dosi sono maggiori di 50 rad, essendo il rad l’unita’ di misura della radiazione. In ogni caso ci vuole prudenza, e occorre sottoporre la donna gravida ad accertamenti radiologici solo se indispensabili e con le opportune protezioni. Per quanto oggi sappiamo invece l’ecografia non crea alcun danno al feto. Ma anche qui la prudenza non guasta.


Ha risposto Arisi Emilio

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Emilio Arisi

Ginecologo

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Parma, si è specializzato in Ostetricia e Ginecologia nella stessa Università. Dal 1993 al 2010 è stato Direttore della U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Regionale “S. Chiara” di Trento dove, dall’inizio del 2002 è stato coordinatore del Dipartimento Materno-Infantile della Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia di Trento.

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