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Quale prevenzione per la degenerazione maculare senile?

La salute degli occhi non deve essere trascurata. Ecco un buon motivo per prendersene cura.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 3 minuti
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La salute degli occhi non deve essere trascurata. Ecco uno dei buoni motivi per prendersene cura sin da giovani.

Iniziare ad avere problemi di vista è considerato un fenomeno naturale durante l'invecchiamento. Capita, però, che il disturbo con cui si ha a che fare sia ben più serio rispetto alla comune presbiopia.

Lo sanno bene le decine di migliaia di italiani che ogni anno si trovano di fronte alla diagnosi di degenerazione maculare senile, una patologia che può portare a una perdita significativa della visione centrale, quella impiegata per svolgere compiti quotidiani come leggere o guidare.

Purtroppo non esiste ancora una cura definitiva per questa patologia.

Nel caso di una delle sue forme, quella definita “atrofica” o “secca”, non c'è a disposizione nemmeno un trattamento per contrastarne il peggioramento.

L'altra forma, quella “essudativa” o “umida”, può essere trattata con farmaci specifici, ma tende a peggiorare più rapidamente e richiede un attacco serrato per evitare conseguenze che nelle situazioni più gravi possono compromettere la qualità della vita tanto quanto un ictus.

Andare dall’oculista è la prima cosa da fare

In questo scenario appare ben evidente quanto sia importante la prevenzione. Il primo passo è sottoporsi a controlli regolari della vista.

Tutti dovrebbero andare regolarmente dall'oculista sin da quando iniziano i primi problemi di presbiopia.

Semplici esami del fondo dell'occhio possono svelare la presenza delle drusen, macchioline giallastre che indicano la necessità di intensificare i controlli per individuare precocemente la comparsa della degenerazione maculare.

Dato, però, che i problemi alla base della malattia impiegano decenni a svilupparsi la prevenzione della degenerazione maculare senile prevede di agire sullo stile di vita già sin da quando si è giovani.

Scelte amiche degli occhi

I fattori su cui è possibile agire includono il fumo, l'alimentazione e l'esposizione alle radiazioni ultraviolette .

Il fumo, associato a un aumento del rischio di degenerazione maculare senile, deve essere messo al bando.

I raggi ultravioletti possono essere schermati con occhiali da sole adatti, soprattutto in estate.

L'alimentazione dovrebbe invece essere ricca di frutta e verdura (in particolare cavoli, spinaci, broccoli e piselli, fonti di utili antiossidanti) e di pesce contenente grassi omega 3, come salmone e sgombro.

Meglio, invece, ridurre il consumo di altri grassi di origine animale.

Infine, un'attività fisica regolare che aiuti a mantenere il peso nella norma e la corretta gestione di eventuali problemi di salute non possono che contribuire a proteggere l'intero organismo, occhi inclusi.

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Le 5 cose da sapere sulla degenerazione maculare senile

  • Visita oculista

    Dopo i 50, controlli periodici dall’oculista

    Con l’avanzare dell’età sono diverse le patologie che possono colpire l’occhio, tra cui la degenerazione maculare senile. Diagnosticare questa malattia sul nascere è fondamentale per contrastarne il decorso: ecco perché dopo i 50 anni è opportuno programmare con regolarità visite di controllo dall’oculista, soprattutto se esistono in famiglia casi di questa maculopatia.

  • Sintomi

    Non sottovalutare i primi sintomi

    La degenerazione maculare senile colpisce quella regione della retina, la macula, deputata ad assicurare una visione netta e dettagliata del campo visivo centrale. Uno dei primi segnali di questa maculopatia è infatti la visione distorta delle righe dritte, oppure la difficoltà a leggere, guardare la televisione o guidare. Campanelli d’allarme sono anche la difficoltà ad adattarsi alle luci soffuse e a riconoscere i volti. Tutti questi sintomi non devono essere presi alla leggera, ma al contrario sono un valido motivo per recarsi dal proprio oculista.

  • Diagnosi

    Esami specifici per arrivare a una diagnosi

    Per individuare uno dei segni caratteristici delle prime fasi della malattia, ovvero la presenza di macchie bianco-giallastre sulla retina, dette drusen, è necessario un esame del fondo oculare. Inoltre, per valutare in modo non invasivo se effettivamente il paziente ha una visione distorta delle righe dritte, è utile la cosiddetta griglia di Amsler. Per una diagnosi più precisa, sono invece a disposizione dell’oculista esami strumentali come la tomografia a coerenza ottica e la fluorangiografia, che permettono di visualizzare eventuali irregolarità dei vasi sanguigni della retina.

  • Alimentazione

    Un aiuto dall’alimentazione per la forma “atrofica”

    Esistono due diverse forme di degenerazione maculare senile: quella “atrofica” (o “secca”) è la più diffusa e la meno grave, ma per contrastarla non esiste ancora un trattamento farmacologico. I pazienti che ne soffrono possono provare a rallentarne la progressione con un’alimentazione povera di grassi saturi e ricca di frutta, verdura e pesci che assicurino un buon apporto di omega 3, come salmone e sardine. Importante anche proteggersi dai raggi UV, indossando sempre all’aperto occhiali da sole con lenti dotate di appositi filtri.

  • Terapia

    Farmaci efficaci solo per la forma neovascolare

    Accanto a quella atrofica, esiste anche la più temuta, ma meno frequente, forma neovascolare (o umida): è dovuta alla crescita incontrollata di vasi sanguigni a livello della retina, che può essere però contrastata con una terapia a base di iniezioni intravitreali di farmaci antiangiogenici, come aflibercept e ranibizumab, che consentono, se somministrati per tempo, di bloccare la progressione della malattia e in alcuni casi anche di recuperare l’acuità visiva persa.


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