Perdere il lavoro mette a rischio anche il desiderio

Rimanere all’improvviso senza lavoro non è deleterio soltanto alle finanze. A farne le spese è spesso anche la vita di coppia.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti

Rimanere all’improvviso senza lavoro non è deleterio soltanto alle finanze. A farne le spese è spesso anche la vita di coppia.

Il desiderio sessuale è variabile da persona a persona e può dipendere dalle circostanze, ma anche dalla qualità del rapporto di coppia o dalla maggiore o minore soddisfazione nei confronti del proprio corpo. Quando le difficoltà sessuali sono legate al desiderio, si parla di “disturbi del desiderio”.

Se il desiderio sessuale diminuisce intorno ai 50 anni, il disturbo potrebbe dipendere dal fatto che in età matura il bilancio ormonale dell’organismo comincia a perdere qualche colpo: si tratta di situazioni che purtroppo sono sempre più frequenti.

Tra le cause di tali disturbi si possono però annoverare anche quelle provenienti da stress esterni: in questo caso parliamo di disfunzioni non organiche. Uno di questi, soprattutto in periodi di crisi economica, può essere determinato dalle preoccupazioni derivanti dalla perdita del lavoro.

Una condizione lavorativa instabile può influenzare anche storie d’amore già consolidate, soprattutto se ad avere problemi professionali è l’uomo. Subire un licenziamento o veder fallire la propria attività ha un effetto deleterio sull’autostima maschile: a farne le spese è in particolare la frequenza di rapporti intimi, che tende drasticamente a diminuire a causa di un progressivo calo del desiderio.

La disfunzione erettile

Oltre al calo della libido, le preoccupazioni derivanti dalla perdita del lavoro possono peggiorare i rapporti intimi a causa di ripetute “defaillance” sotto le lenzuola. In questo caso il disturbo prende il nome di deficit erettile.

Si tratta di una ricorrente incapacità di ottenere o mantenere un’erezione piena e adeguata per il completamento dell’attività sessuale.

«Nella maggior parte dei casi la disfunzione si verifica su base organica - ovvero vascolare - e si stima che circa il 35% degli uomini di 50 anni o più abbia avuto almeno una volta nella propria vita un episodio di disfunzione erettile. Tra i fattori di rischio vi sono anche i disordini psicologici, in particolare la sindrome ansioso/depressiva, che può causare o aggravare un deficit erettile» dichiara Vincenzo Mirone, segretario generale della Società italiana di urologia e ordinario di Urologia dell’Università di Napoli Federico II.

Analisi e terapie

Innanzitutto per verificare se è presente un vero e proprio deficit erettile occorre eseguire un esame ecografico denominato power color doppler penieno, che permette di discriminare tra disfunzione arteriosa, venosa o mista.

Esiste anche la valutazione delle fisiologiche erezioni notturne, un esame principalmente impiegato per escludere un deficit erettile su base psicogena. «I pazienti affetti da deficit erettile di tipo vascolare e, in alcuni casi di tipo psicogeno, si possono giovare di un trattamento con i farmaci inibitori dell’enzima fosfodiesterasi di tipo 5», puntualizza Mirone.

Esistono poi rimedi naturali che possono influire sui livelli di testosterone totale. È infatti indispensabile che i livelli di questo ormone siano sufficientemente alti al fine di innescare una buona erezione.

«Un consiglio è certamente ridurre il proprio peso in relazione all’altezza (quindi aspirare a un indice di massa corporea nella norma) e praticare attività fisica quotidianamente. L’attività fisica di media durata, ma intensa, è il modo più efficace al fine di migliorare i propri livelli di testosterone circolante», conclude Mirone.

Maria Eva Virga

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