Occlusione della vena centrale: quali terapie?

Fra le sue cause l'aterosclerosi occupa un ruolo di spicco. Meno certo è, invece, il trattamento più adatto.

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Fra le sue cause l'aterosclerosi occupa un ruolo di spicco. Meno certo è, invece, il trattamento più adatto. Ecco i metodi proposti per far fronte a questo problema oculistico

Aterosclerosi, ipertensione e diabete mettono in pericolo anche la salute degli occhi, che possono andare incontro a problemi seri come l'occlusione delle vene retiniche.

Particolarmente frequente è l'occlusione della vena centrale – il vaso che raccoglie il sangue dai capillari della retina e lo indirizza verso l'esterno dell'occhio – un problema che dal punto di vista clinico si manifesta con una perdita più o meno grave della vista associata a emorragie e ad edema maculare.

In effetti la causa principale della perdita della vista associata all'occlusione della vena centrale è proprio l'edema maculare. Il blocco del flusso del sangue porta infatti al suo ristagno nella retina, con conseguenti danni ai suoi tessuti.

L'ipotesi è che a entrare in gioco sia un aumento della produzione di una proteina, il fattore di crescita vascolare endoteliale (VEGF), che oltre a stimolare la produzione di nuovi vasi sanguigni porterebbe anche all'indebolimento delle pareti dei capillari, con conseguente fuoriuscita di fluidi, formazione di edemi e perdita della vista.

Un'azione mirata contro il diretto responsabile

Non a caso fra le terapie proposte per far fronte alle complicanze dell'occlusione della vena centrale spiccano i trattamenti diretti contro il VEGF.

Fra i principi attivi utilizzati sono inclusi i corticosteroidi. Sistemi impiantati all'interno dell'occhio permettono ad esempio il rilascio graduale di desametasone, che può essere così somministrato continuativamente per alcuni mesi, durante i quali il rischio di ulteriori cali della vista diminuisce ed è anche possibile recuperare parte dell'acuità visiva già perduta.

In alternativa i corticosteroidi possono essere iniettati direttamente nel vitreo (la massa gelatinosa che riempie l'occhio), dove agirebbero proprio riducendo le concentrazioni di VEGF e, di conseguenza, la permeabilità dei capillari e l'edema maculare.

L'iniezione intravitreale è il metodo di somministrazione scelto anche nel caso in cui la terapia contro l'occlusione della vena centrale sia a base di un farmaco anti-VEGF. Ranibizumab e aflibercept sono stati utilizzati con successo per trattare l'edema maculare, dimostrando la loro efficacia sia in termini di riduzione dell'edema che di miglioramento della vista.

Anche nel loro caso il meccanismo d'azione prevede un abbassamento dei livelli di VEGF che porta alla riduzione della permeabilità dei capillari e dell'edema.

Non solo farmaci

Accanto alle terapie farmacologiche anche la fotocoagulazione laser può essere utile in caso di occlusione della vena centrale. Al momento, però, non esistono linee guida definitive sul suo impiego. La chirurgia offre inoltre anche altre soluzioni.

Solo un medico esperto potrà suggerire l'approccio più indicato fra quelli oggi disponibili. Qualunque sia la soluzione proposta, chi ha a che fare con un'occlusione della vena centrale non deve dimenticare l'importanza di un monitoraggio regolare della situazione e di sottoporsi a controlli regolari della vista.

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