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Misurare la pressione: come farlo e perché

Controllare i valori pressori è fondamentale per allontanare il pericolo di problemi cardiovascolari.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti

Controllare i valori pressori è fondamentale per allontanare il pericolo di problemi cardiovascolari.

Tenere sotto controllo la pressione è una delle più importanti forme di prevenzione del rischio cardiovascolare, e quindi di attenzione per il proprio stato di salute.

La pressione arteriosa è quella esercitata dal sangue, pompato con forza dal cuore, sulla parete delle arterie che distribuiscono il sangue stesso nell’organismo. Poiché il cuore batte a intervalli regolari, è possibile distinguere una pressione “massima” o “sistolica”, corrispondente al momento in cui il cuore pompa sangue nelle arterie, e una pressione “minima” o “diastolica”, che corrisponde alla pressione che rimane nelle arterie quando il cuore si ricarica di sangue per il battito successivo.

Pressione e malattie cardiovascolari

Il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari cresce con l’aumentare dei valori pressori.

Secondo una classificazione dell’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) negli adulti i valori della pressione massima devono restare al di sotto di 140 mmHg, quelli della minima sotto i 90 mmHg (cioè 140/90). Valori più elevati segnalano gradi di ipertensione più o meno gravi.

Misurare la pressione è importante anche perché nella maggioranza delle persone non si conoscono i motivi della crescita dei valori pressori: si parla in questi casi di ipertensione primaria o essenziale. Sono noti invece alcuni fattori di rischio, come il sovrappeso, l’uso di alcuni farmaci, l’ereditarietà.

Per controllare la pressione arteriosa con regolarità sono disponibili in commercio apparecchi per l’automisurazione che consentono una rilevazione automatica e semiautomatica dei valori. In alternativa è possibile recarsi in farmacia.

Attenzione al sodio

L’alimentazione svolge un ruolo importante nella lotta all’ipertensione. La dieta dovrebbe essere preferibilmente povera di sale: seguire un regime alimentare con poco sodio è una delle raccomandazioni principali degli specialisti.

Per farlo è necessario tenere conto che un grammo di sale da cucina contiene 400 mg di sodio, quindi un pizzico di sale apporta circa un grammo di sodio, un cucchiaino ne fornisce cinque e un pugno trenta.

Il sale nelle ricette può essere sostituito anche da prodotti iposodici oppure da aromi e spezie varie, come erbe aromatiche, peperoncino, aglio ecc.

Anche i prodotti confezionati sono spesso ricchi di sodio, per cui è importante controllarne la quantità leggendo attentamente l'etichetta. Attenzione anche agli ingredienti dei dadi da brodo e dei preparati per insaporire le pietanze, perché spesso contengono glutammato monosodico.

Da consumare con moderazione anche i salumi in quanto ricchi di sale, così come i capperi, le olive e gli altri alimenti conservati sotto sale o in salamoia.

Occhio alla pressione anche in gravidanza

Nei mesi dell’attesa la futura mamma può soffrire di ipertensione. Può essere un fenomeno transitorio o la manifestazione di una situazione preesistente.

Alcune forme di ipertensione in gravidanza (soprattutto se insorgono dopo il quinto mese) sono insidiose perché possono portare complicanze anche gravi per la salute del feto e della donna, come in caso di preclampsia, o gestosi. Per questo è sempre importante controllare la pressione durante i nove mesi e rivolgersi al medico per ogni dubbio.

Alessandra Margreth

CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
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