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RISPOSTE DELL'ESPERTO

Isterectomia

Isterectomia totale e terapia ormonale

All'età di 43 anni ho subito un intervento di isterectomia totale a seguito del quale sono entrata in menopausa. Ho letto che in questi casi è necessario assumere ormoni per evitare un'eventuale osteoporosi. Vorrei sapere se è vero e se è valida per tutti i casi oppure no.

La risposta è condizionata dal fatto che siano state rimosse o meno anche le ovaie. Se sì, pare in effetti correttto assumere per qualche anno una terapia ormonale sostitutiva nel caso che ci siano disturbi soggettivi tipici della menopausa, e comunque per ridurre un eventuale rischio di osteoporosi che i dati della letteratura indicano come più frequente in una menopausa precoce. Ovviamente la scelta va personalizzata in base a considerazioni sulla storia personale, su eventuali condizioni di rischio familiare e/o personali - in particolare per quanto riguarda tumori ormonodipendenti, come quello al seno - eventualmente corroborati da una MOC (mineralometria ossea computerizzata), così come da una condivisione della scelta con il medico proponente con il quale vanno discussi vantaggi e svantaggi della terapia.

Isterectomia per mioma: rimuovere o no anche le ovaie

Sono una donna di 44 anni a cui è stato diagnosticato un mioma uterino intramurale di circa 8 cm che provaca cicli mestruali molto abbondanti e conseguente anemia. I ginecologi che ho sentito sono tutti concordi nel procedere con una isterectomia totale laparotomica, invece ho verificato una discordanza di pensiero sulla conservazione o meno delle ovaie. Premetto che non sono in menopausa.

La menopausa è una condizione biologica della donna in cui le mestruazioni non sono più presenti da almeno 6-12 mesi. Tale condizione biologica si avvera in media attorno ai cinquant’anni. È dunque evidente che in questo caso, essendoci mestruazioni presenti e per di più abbondanti, non vi è menopausa. Se la donna ha compiuto il proprio ciclo biologico di fertilità e si trova in una condizione di ipermenorrea e di conseguente anemia secondaria, la asportazione dell’utero può avere un suo razionale, in particolare se si è ancora abbastanza lontani dalla possibile menopausa, che invece solitamente di per sé risolve il problema dei fibromi e delle loro conseguenze (la menopausa solitamente ne riduce il volume e li manda progressivamente in atrofia). In un’età ancora relativamente lontana dalla possibile menopausa, quando si pone l’indicazione alla isterectomia, si pone certamente anche il problema della rimozione contemporanea delle ovaia, ovvero di lasciarle nella loro sede. La maggioranza degli operatori è sicuramente per lasciarle in sede perché continuino a produrre i loro ormoni fino a quando la natura lo consentirà loro, anche per salvaguardare la donna da eventuali danni da menopausa precoce, incluse vampate di calore e perdite di contenuto minerale calcico dell’osso. Peraltro la probabilità di una evoluzione verso il cancro dell’ovaio è molto bassa, se non c’è una famigliarità per questa patologia o per altre patologie eventualmente correlate alla presenza di BRCA1 e BRCA2 (alterazioni genetiche che si possono correlare al tumore del seno, tumore del colon, oltre che dell’ovaio).

Isterectomia a 24 anni

Ho 24 anni e pur non avendo problemi ginecologici vorrei sottopormi a isterectomia in quanto nella mia vita non voglio gravidanze. Vorrei un parere su questo e chiedere se ci sono dei rimedi alternativi che non siano profilattico o pastiglie.

Alla sua età mi pare un po’ ardito decidere di sottoporsi alla asportazione dell’utero, se non nei casi in cui l’intervento si renda indispensabile per patologie maligne. La decisione di non avere figli in futuro viene spesso rovesciata da molti fattori che si possono incontrare nel corso della vita. In ogni caso vi possono essere alternative che, se escludiamo il preservativo e la pillola, possono andare dall’inserimento della spirale, la quale in ogni caso non è mai sicura al 100%, all’inserimento nelle due tube per via isteroscopia di due micro inserti metallici sicuri pressoché al 100% e da considerarsi non più rimovibili, alla legatura tubarica posizionando per via laparoscopica delle clips che chiudano il transito tubarico. Tutto ciò può essere discusso con il ginecologo.

Isterectomia totale laparoscopica o colpoisteroscopia

Ho 56 anni e un dubbio che mi assilla. Dopo aver subito un'ablazione endometriale per ipertrofia dell'endometrio, mi è stato consigliato di sottopormi a isterectomia totale perché dall'esame istologico è risultato iperplasia complessa atipica. Premetto che ho un utero piccolo e non soffro di cardiopatie o patologie in generale, sono solo in sovrappeso. Secondo il suo parere è meno invasiva l'isterectomia laparoscopica o la colpoisteroscopia?

L'iperplasia atipica complessa è, in questo caso, presumibilmente correlata con il sovrappeso. Questa condizione (il sovrappeso) influenza anche la scelta della via chirurgica. In mani esperte la via vaginale e quella laparoscopica sono ambedue valide e percorribili. Ovviamente nella scelta possono intervenire anche fattori specifici, come per esempio l'avere avuto o meno interventi addominali precedenti, oppure avere avuto o meno fatti flogistici endoaddominali, sia ginecologici sia intestinali, o, ancora, influisce la dimensione dell'utero o l'ampiezza dell'ambito vaginale o altro ancora. In altri termini la scelta della tecnica chirurgica va sempre adeguata alle caratteristiche specifiche della donna. Questa valutazione va fatta dal chirurgo che opera, che mette in gioco anche la sua esperienza nelle singole procedure.

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