Pubblicità

Infertilità maschile: ecco gli esami da fare

Rivolgersi all'andrologo è il primo passo da compiere.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 3 minuti
Infertilità maschile esami

Quando una coppia non riesce ad avere un figlio, a lungo cercato, è bene rivolgersi a uno specialista in grado di valutare le possibili cause e individuare se esistono terapie adeguate.

In quali occasioni si può parlare di infertilità di coppia? Gli esperti sostengono che la situazione va approfondita con esami e controlli quando non c’è concepimento dopo 12-24 mesi di rapporti regolari non protetti.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, nei Paesi industrializzati come l’Italia, il fenomeno riguarda il 15-20% delle coppie. Nel 40-50% dei casi è responsabile della mancata gravidanza il fattore maschile.

L’esperto di riferimento dell’uomo è l’andrologo: ecco gli esami che potrebbe prescrivere.

In genere, per individuare problemi di infertilità maschile, il primo passo è la visita obiettiva a cui possono seguire questi accertamenti clinici.

Spermiogramma

Fornisce informazioni sulla quantità e sulla qualità degli spermatozoi, e pertanto è l’esame più importante. Serve per valutare il numero di spermatozoi, la loro forma (morfologia) e la loro capacità di muoversi (motilità spermatica).

Per eseguire questo esame basta un campione di liquido seminale ottenuto attraverso masturbazione. È fondamentale che il momento del prelievo segua almeno tre-cinque giorni di astinenza sessuale.

In genere occorre ripetere l’esame almeno un’altra volta, a distanza di due o tre mesi dalla precedente.

Se dall’esito dello spermiogramma si sospetta un’infezione, l’andrologo potrebbe prescrivere una spermiocultura.

Se invece emerge un quadro di spermatozoi immobili potrebbe essere utile sottoporsi a una ricerca degli anticorpi antispermatozoi.

Ecografia e doppler scrotale

Questi esami servono per valutare la struttura dei testicoli e scoprire eventuali anomalie. Sono indolore: si eseguono inserendo una sonda nello scroto e in alcuni casi servono anche a scoprire la presenza di varicocele.

Biopsia testicolare

Qualora dallo spermiogramma si scopra un’azoospermia, occorre capire se il testicolo produce gli spermatozoi: si preleva una piccola quantità di tessuto del testicolo, con un ago sottile, e si fa l'esame istologico.

Dosaggio degli ormoni

Serve a misurare i livelli ormonali presenti nel sangue e stabilire così se le ghiandole che li producono funzionano correttamente.

È un esame che da solo è difficile da interpretare, per questo occorre che l’andrologo valuti, assieme a questi risultati, il quadro generale.

Fausto Zappoli

CHIEDI ALL'ESPERTO

Hai bisogno di un consiglio? Un team di esperti è a tua disposizione per consulti online gratuiti e anonimi. Chiedi ai nostri esperti per avere risposte sulla tua salute. Le domande saranno pubblicate in forma anonima. Per inviare le tue domande registrati o effettua il login qui .

Fotomggi Mario Maggi
Andrologo e sessuologo

CONSULTA IL TEAM DI ESPERTI

CONSULTA IL DOSSIER "PROSTATA"
VIDEO

La sessualità maschile: parliamone...

Andrologo sessualita maschile problemi

Sessualità maschile: ecco quali sono i problemi più frequenti, le loro cause e la prevenzione

LEGGI TUTTO
Fotogallery

Il menù salva prostata

  • Prostata frutta e verdura

    Frutta e verdura

    La prima regola per seguire una dieta salva prostata è mangiare ogni giorno almeno 2 o 3 porzioni di frutta e verdura, più o meno la quantità contenuta in una tazza.

  • Prostata fibre

    Fibre alimentari

    Essenziale anche l’apporto di fibre: è stato dimostrato che introdurne ogni giorno 30-35 grammi aiuta a mantenere la ghiandola in salute.

  • Prostata legumi

    Legumi

    Per migliorare l’apporto di fibre alimentari e garantire anche un introito di isoflavonoidi, che alcuni studi indicano come preventivi per diversi disturbi della prostata, si possono consumare i fagioli, ceci e gli altri legumi.

  • Prostata zucchero

    Zuccheri raffinati

    Gli zuccheri raffinati mettono a rischio la salute della prostata, soprattutto se assunti in eccesso. Meglio andarci piano quindi con i dolci e con le bevande zuccherate.

  • Prostata olio di oliva

    Olio di oliva

    Alcuni studi hanno evidenziato che chi consuma prevalentemente olio di oliva, rispetto a chi invece predilige i grassi di origine animale come il burro, corre un rischio minore di andare incontro al tumore della prostata.

  • Prostata te verde

    Tè verde

    Secondo alcune ricerche scientifiche sembrerebbe che il tè verde, ricco di antiossidanti, sia in grado di proteggere la prostata dall’insorgenza del tumore.


CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
Torna su