Cattiva digestione: ecco cosa evitare

Ormai troppo spesso non consumare i pasti come si dovrebbe: seduti comodamente a tavola e con calma. A risentirne è la nostra digestione e non soltanto.

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Digestione consigli alimentazione indigestione

Capita ormai troppo spesso di non consumare i pasti come si dovrebbe: seduti comodamente a tavola senza l’assillo di telefono, appuntamenti o riunioni. Comportamenti che rendono più probabile una cattiva digestione (dispepsia). Ecco cosa fare

Fretta e stress: i due grandi “compagni di tavola” di molti di noi, nemici acerrimi del nostro stomaco. Ma non solo. La cronica mancanza di tempo tende a spingere sempre più a soluzioni pratiche e veloci, a scapito di piatti più salutari, che richiedono cura nella preparazione.

Tutto questo si ripercuote sulla digestione: non è infatti soltanto il pasto consumato di corsa, ma anche la qualità di ciò che si mangia a sottoporre il nostro apparato digerente a un vero e proprio iperlavoro.

Ecco che compaiono malessere, sonnolenza in fase di digestione e disturbi gastrointestinali, come sensazione di pesantezza, acidità, gonfiore o stitichezza. Solo per citarne qualcuno.

Cerchiamo allora di identificare ed esaminare più da vicino quelli che potremmo denominare i nemici della buona digestione in modo da evitare, nei limiti del possibile, gli errori più grossolani.

Ritmi sincronizzati e lenti

Partiamo innanzitutto da buone abitudini quotidiane: i nutrizionisti consigliano di evitare il digiuno e di mantenere orari regolari per i pasti. Questo semplice accorgimento è fondamentale, sia per favorire la sincronizzazione dell’intestino con le esigenze della nostra giornata, sia per gestire la sensazione di fame.

Per quanto saltare il pranzo non rappresenti per molti un sacrificio (anzi potrebbe anche essere erroneamente considerata un’opportunità per controllare o ridurre il peso), di fatto porta a un pericoloso “recupero” alla cena successiva.

In questi casi, la necessità di soddisfare il proprio appetito supera l’eventuale senso di colpa per qualsiasi trasgressione – qualitativa e quantitativa - che appare più ammissibile. Peccato però che il riposo notturno, a fronte di un sovraccarico nel pasto serale, renda più lungo il processo digestivo e faciliti l’accumulo degli eccessi calorici.

Come e che cosa mangiare

E, comunque, in linea generale è sempre meglio consumare pasti più contenuti e frequenti che non abbuffarsi una volta al giorno, mangiando troppo e con foga.

Altro grande nemico della buona digestione è, infatti, la voracità: la masticazione è importante non soltanto perché dà il via al processo digestivo, ma anche per far apprezzare il sapore dei cibi, promuovere la sazietà, nonché attivare la peristalsi e i processi di assimilazione.

Ulteriori fattori da non sottovalutare sono la qualità e l’abbinamento dei cibi che ingeriamo.

  • Notoriamente i grassi (di cui sono ricchi per esempio formaggi, uova, burro e condimenti) fanno rallentare lo svuotamento dello stomaco e appesantiscono la digestione. Tale è anche l’azione delle bevande alcoliche, specie se assunte in quantità elevate.
  • Le proteine e le fibre di frutta e verdura svolgono invece l’effetto contrario. Mentre gli zuccheri semplici (zucchero e dolciumi), malgrado la sazietà temporanea promuovono una più precoce ricomparsa del senso di fame.
  • L’eccesso di sale, poi, obbliga a bere più acqua durante il pasto (si dovrebbe bere, invece, preferibilmente tra un pasto e l’altro) e può quindi concorrere ad aumentare inutilmente il volume gastrico.

Per queste ragioni è opportuno che ogni pasto sia equilibrato - e cioè strutturato all’insegna della varietà e completezza di tutti i componenti alimentari - e consumato in un intervallo di tempo non inferiore ai 20 minuti.

Anche il dopo-pasto è importante

Basta davvero poco perché il momento della tavola sia un piacere, come giustamente dovrebbe essere, e non comporti fastidiose ripercussioni.

Ma qualche accorgimento è necessario anche dopo che ci si è alzati da tavola: evitare di esporsi a sbalzi di temperatura, che influiscono negativamente sulle funzioni dello stomaco, è la prima regola per non rallentare o, peggio, bloccare la digestione.

Così come subito dopo aver finito di mangiare sdraiarsi è deleterio, tanto quanto lo sono eventuali sforzi intensi.

Piercarlo Salari

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Specialista in Gastroenterologia ed endoscopia digestiva

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Sette trucchi per digerire meglio

  • Digerire pranzo stress

    Mangia con calma

    La fretta è il peggior nemico della digestione. Meglio prendersi il tempo necessario per mangiare e masticare con calma, boccone dopo boccone. Meglio evitare quindi il panino ingurgitato in fretta e furia al bancone del bar perché è il modo migliore per sentirlo andare su e giù per tutta la giornata. Se possibile, nella pausa pranzo, vanno evitate anche le fonti di stress. Quindi niente discussioni di lavoro, almeno a tavola.

  • Digestione pantaloni

    Evita le cinture che “strizzano” la vita

    Almeno un merito la tanto vituperata moda dei pantaloni “a vita bassa” ce l’ha: lascia libero lo stomaco da inutili costrizioni, facendo appoggiare le cinture o fasce sui fianchi. Chi invece preferisce vestirsi in modo più classico deve orientarsi verso tagli più morbidi e tessuti meno rigidi. E le donne che indossano gonne o shorts e collant dovrebbero evitare di posizionare gli elastici proprio all’altezza dell’ombelico.

  • Digerire fritto

    Stai lontano dai cibi grassi

    Fritti e condimenti a base di burro sono tra gli alimenti più difficili e lunghi da digerire. Lo stomaco deve lavorare un bel po’ prima di riuscire a smaltirli. Chi soffre di problemi digestivi deve quindi evitare, a pranzo e a cena, di mettere troppi grassi nel piatto.

  • Pennicchella digestione

    No alla pennichella

    Dopo un pranzo abbondante, a volte anche dopo un pasto leggero, viene l’abbiocco. Non è nulla di grave: il sangue scorre copioso verso lo stomaco, per favorire la digestione, e diminuisce l’afflusso al cervello. Stanchezza, spossatezza, palpebre abbassate sono un fenomeno naturale. Meglio evitare però la classica pennichella se si fa fatica a digerire perché la posizione orizzontale e il sonno non facilitano il lavoro dello stomaco.

  • Acqua digestione

    L’acqua frizzante non serve

    C’è chi pensa che l’acqua gassata aiuti a digerire. Sarebbe bello, ma in realtà è soltanto un’impressione. L'anidride carbonica non ha alcuna proprietà digestiva: le bollicine si limitano a dilatare lo stomaco, favorendo l'espulsione del gas. Ma questo non certo è sinonimo di digestione.

  • Digestione freddo

    Niente sbalzi di temperatura dopo mangiato

    Anche il classico colpo d’aria allo stomaco, così come il tuffarsi in acqua, subito dopo un pasto è un deterrente alla digestione. Il freddo è un ostacolo al lavoro dello stomaco e se per alcune fortunate persone non cambia nulla, per quelli che soffrono di difficoltà digestive può rappresentare un problema.

  • Antiacido

    Un antiacido all’occorrenza

    Se dopo il pasto insorgono bruciori e dolori allo stomaco è molto probabile che ci sia un problema di iperacidità gastrica. Niente di grave, se succede di tanto in tanto. Nella gran parte dei casi può bastare un antiacido, di quelli che si comprano in farmacia senza ricetta medica. Si tratta di sostanze che reagiscono con l'acido cloridrico, neutralizzandolo. Si presentano sotto forma di compresse o granulati, come per esempio i preparati a base di carbonato di calcio e di magnesio. Neutralizzano rapidamente l'iperacidità e sono rimedi efficaci per facilitare la digestione.


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