Pubblicità

RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Gravidanza, crampi e assunzione di liquirizia"

Dopo due anni di ricerca e un aborto spontaneo ho scoperto ieri di essere incita alla terza settimana. Sento crampi addominali abbastanza continui, come se mi dovesse venire il ciclo, mi devo preoccupare? Inoltre, giusto l’altro ieri, non sapendo ancora della gravidanza ho mangiato molta liquirizia gommosa. Ho letto ora che può essere causa di aborto: posso aver causato danni?

Piccoli dolori pelvici sono abbastanza frequenti nella gravidanza iniziale e non hanno nessun significato clinico negativo. Sono comunemente legati alle modificazioni in atto muscolo uterino. Se persistono o addirittura aumentano è opportuno mettersi comunque a riposo ed eventualmente parlarne con il proprio medico, in particolare se questi dolori si accompagnassero a perdite di sangue. Per quanto riguarda la liquirizia è molto difficile che le normali quantità ingerite siano in grado di determinare un aborto. Ovviamente non bisogna esagerare perché è noto che la liquirizia è in grado di aumentare la produzione delle prostaglandine, che sono sostanze con azione contratturante la muscolatura uterina.


Ha risposto Arisi Emilio

Arisi1

Emilio Arisi

Ginecologo

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Parma, si è specializzato in Ostetricia e Ginecologia nella stessa Università. Dal 1993 al 2010 è stato Direttore della U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Regionale “S. Chiara” di Trento dove, dall’inizio del 2002 è stato coordinatore del Dipartimento Materno-Infantile della Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia di Trento.

CHIEDI ALL'ESPERTO

Per poter scrivere ai nostri esperti devi essere un utente registrato.
Se non hai ancora effettuato la registrazione

Registrati


Se sei un utente già registrato effettua il login inserendo indirizzo e-mail e password

Nel caso volessi comunicare qualche effetto indesiderato, segnalalo al tuo medico o al tuo farmacista, oppure direttamente alla tua struttura sanitaria di riferimento secondo le modalità riportate al seguente sito dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)


Torna su