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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Fumo di sigaretta dopo infarto e angiopastica"

Mio marito (48 anni) lo scorso gennaio è stato colpito da infarto e sottoposto ad angioplastica con impianto di stent metallico. In questi mesi ha fatto tutti i controlli e fortunatamente il cuore non risulta minimanente danneggiato. L'unico problema è il fumo: non è stato capace di smettere completamente. Non fuma più un pacchetto però quelle 2-3 al giorno ha continuato a fumarle. Possono danneggiare la situazione e procurargli un altro infarto?

La risposta è, ovviamente, sì. Già la situazione di un infarto è molto a rischio di recidive se chi lo ha subito non conduce uno stile di vita sano, tenendo per esempio sotto controllo il peso, la pressione, l'eventuale iperglicemia e il colesterolo; se poi non smette di fumare la possibilità di restenosi dello stent e di progressione della malattia in altre sedi coronariche, ora sane, diventa elevato. Bene il risultato dell'angioplastica che ha ricanalizzato la coronaria senza che ci siano stati danni residui al cuore, ma il fumare, anche poco, può alterare le eventuali piccole placche non significative presenti nelle coronarie che potrebbero ulcerarsi e trombosarsi acutamente chiudendo la caronaria e favorendo un nuovo infarto: l'instabilità della placca di colesterolo sulle coronarie è estremente favorita dal fumo. Se poi siamo in presenza anch di una ipertensione borderline il fumo (anche poco) fa aumentare la pressione e quindi il rischio coronarico aumenta. Visto che è andata benone stavolta, non approfitti troppo della buona sorte: non fumi più!


Ha risposto Panciroli Claudio

Panciroli

Claudio Panciroli

Cardiologo

Dal 1985 esercita la professione presso l’Azienda Ospedaliera della Provincia di Lodi, in USS Interdipartimentale di Emodinamica di cui è responsabile e in USC di Cardiologia e, privatamente, in ambulatorio.

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