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Dolori articolari notturni: che cosa sono e cosa si può fare?

La scelta di un materasso e di un cuscino adatti non è da sottovalutare per prevenire o alleviare dolori articolari che possono disturbare il sonno.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 5 minuti

La scelta di un materasso e di un cuscino adatti non è da sottovalutare per prevenire o alleviare dolori articolari che possono disturbare il sonno.

Doversi alzare al mattino non piace a nessuno, ma se allo strillo della sveglia si aggiungono anche indolenzimenti muscolari e articolari di varia localizzazione e intensità, scendere dal letto con il piede giusto diventa veramente difficile, e non soltanto dal punto di vista psicologico.

A volte, il dolore a una spalla, al collo o alla schiena si manifesta in modo del tutto inatteso, dopo un sonno apparentemente tranquillo; altre, è la prevedibile continuazione di problemi articolari o muscolari già presenti, che avevano contribuito a disturbare il riposo notturno, imponendo posizioni innaturali e ripetuti risvegli.

In entrambi i casi, una causa frequente e spesso sottovalutata dell’insorgenza o dell’aggravamento di dolore articolare durante il sonno è la scelta del materasso e/o del cuscino sbagliati, con tutto quel che ne consegue in termini di infiammazioni e contratture, soprattutto quando l’età avanza e la propensione a soffrire di artrosi aumenta.

Il letto ideale per notti indolori

Molti non lo amano e quando capita di trovarlo in una camera d’albergo, se ne lamentano sentitamente. Tuttavia, il materasso ideale per proteggere muscoli e articolazioni da sicure sofferenze è rigido, perché soltanto un supporto poco o per nulla deformabile permette all’apparato muscoloscheletrico, e alla schiena in particolare, di mantenere posture fisiologiche durante il sonno.

Soprattutto se si ha la tendenza a soffrire di lombalgia, si dovrebbe cercare di individuare un materasso confortevole, ma nel quale sia impossibile “affondare” pericolosamente. Se non si dispone di un materasso con queste caratteristiche e non si intende cambiarlo, si dovrebbe (almeno) appoggiare sulla rete un’asse rigida, di circa 2 cm di spessore, per ridurne la deformabilità. Questo accorgimento è necessario e utile anche se si sta usando una rete a doghe, migliore di quella a molle, ma comunque insufficiente a garantire una tenuta adeguata.

Un secondo aspetto cruciale per prevenire e contrastare i dolori articolari notturni riguarda l’individuazione di cuscini adatti alla propria conformazione fisica e alla posizione in cui si è abituati a dormire.

Contrariamente a quanto comunemente si pensa, i cuscini andrebbero utilizzati un po’ ovunque, tranne che sotto la testa, dove rischiano di imporre a collo e spalle curvature inadeguate e facilitare contratture muscolari e attacchi di artrosi cervicale. Se proprio non si riesce a fare a meno del cuscino in posizione classica, lo si dovrebbe scegliere molto basso o con conformazione anatomica, adatta al proprio collo e alla postura assunta durante il sonno (supina o su un fianco).

Cuscini piccoli e conformati andrebbero, invece, sempre collocati: tra le gambe, per riempire i vuoti ed evitare tensioni, se si dorme su un fianco; sotto la curva lombare della colonna vertebrale e sotto le ginocchia leggermente flesse, se si dorme supini; sotto l’addome se si dorme proni. In quest’ultimo caso, bisogna anche cercare di non tenere le braccia sotto la pancia durante il sonno per evitare disturbi circolatori e indolenzimenti all’origine di sgradevoli risvegli.

Se il dolore impedisce di addormentarsi

Non di rado, soprattutto dopo i 50 anni, il dolore articolare “notturno” è, in realtà, già presente prima di coricarsi e può rendere abbastanza complicato riuscire a prendere sonno. In questo caso, i consigli in merito a materasso, cuscini e posizioni protettive restano validi, ma per attenuare il disagio serve anche un aiuto farmacologico.

Che si tratti di lombalgia, artrosi cervicale o mal di spalla, i principi attivi di riferimento per contrastare episodi dolorosi acuti della durata di uno o pochi giorni, appartengono alla classe degli antinfiammatori non steroidei (FANS), farmaci che mentre esercitano il loro effetto analgesico contrastano anche l’infiammazione all’origine del dolore. A seconda della localizzazione del dolore e della sua intensità si può scegliere se utilizzare la formulazione topica, gel o creme, o invece preferire la somministrazione orale. Qualsiasi sia la formulazione utilizzata è sempre importante attenersi alle posologie riportate in foglietto illustrativo, o raccomandate dal medico, per assumere il farmaco in maggiore sicurezza.

Se, dopo 7 giorni di trattamento con un farmaco antinfiammatorio non steroideo, il dolore articolare non accenna a diminuire, è bene consultare il medico per effettuare ulteriori accertamenti o magari decidere di seguire una terapia alternativa. Il consiglio del medico è invece indispensabile se il paziente è già in terapia con altri farmaci, o ha una storia pregressa di eventi a carico del sistema gastrointestinale.

Rosanna Feroldi

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