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DMLE: una diagnosi precoce può fare la differenza

Da non confondere con quelli della cataratta, i sintomi della DMLE insorgono all’improvviso e progrediscono rapidamente.

Da non confondere con quelli della cataratta, i sintomi della DMLE insorgono all’improvviso e progrediscono rapidamente.

Con il passare degli anni, la vista molto spesso si indebolisce. Ma è importante prestare molta attenzione a determinati campanelli d’allarme, perché possono essere segnali di problemi oculistici anche seri.

Avverte Francesco Viola, ricercatore dell’ Università degli Studi di Milano e dirigente medico presso la Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico: «I sintomi iniziali della degenerazione maculare legata all’età (DMLE) non vanno confusi con quelli della comune cataratta (l’opacizzazione del cristallino dell’occhio)».

I sintomi da non sottovalutare

A cosa si deve fare attenzione? A una distorsione delle immagini al centro del campo visivo, ossia dove si punta lo sguardo. «Un altro campanello d’allarme» aggiunge l’esperto «è l’improvvisa difficoltà nella lettura e nello svolgere attività a distanza ravvicinata. Quello che distingue questa malattia della retina dalla cataratta è la rapidità della sua insorgenza: in poche settimane la vista non è più la stessa. Consiglio inoltre di controllare la situazione mettendo una mano su un occhio per “esaminare” l’altro».

Cosa fare se si pensa di avere qualche problema? Risponde Viola: «In questi casi è fondamentale rivolgersi subito al proprio oculista. È importante riuscire a diagnosticare il più precocemente possibile la patologia. Perché prima si diagnostica questa malattia e più si ha possibilità di avere successo dalle terapie».

Le due forme della malattia

La degenerazione maculare legata all’età o degenerazione maculare senile, è una patologia che colpisce la parte centrale della retina, detta macula.

L’avanzare della malattia porta a una progressiva perdita della visione centrale. Il rischio di DMLE aumenta con il passare degli anni.

Può insorgere intorno ai 55 anni, ma il rischio di esserne colpiti diventa più frequente man mano che ci si avvicina agli 80 anni. Dato l’allungarsi della vita media, nei paesi industrializzati, la DMLE è sempre più diffusa.

Esistono due forme di DMLE, entrambe legate ad alterazioni del microcircolo capillare, tipiche dell’età avanzata: la forma secca (o atrofica) e quella umida (o essudativa).

La forma secca (riguarda l’85-90% dei casi), è caratterizzata da un assottigliamento progressivo della retina centrale. La zona, di conseguenza, si atrofizza determinando la formazione di un aspetto a “carta geografica” nella regione maculare.

La forma umida o essudativa è meno comune (riguarda il 10-15% dei casi). Nella zona retinica si forma una rete di nuovi capillari. Questi minuscoli vasi sanguigni si possono rompere facilmente, provocando un’emorragia retinica. E una conseguente compromissione della vista centrale.

Diagnosi e terapia

Per una diagnosi completa l’oculista può prescrivere esami diagnostici specifici, come la tomografia a coerenza ottica (OCT), che consente di visualizzare i singoli strati della retina, oppure la fluorangiografia, che “fotografa” la circolazione sanguigna della zona. Spetta poi allo specialista stabilire i provvedimenti da prendere per trattare le differenti maculopatie.

In caso di degenerazione maculare essudativa il trattamento più diffuso si avvale invece di iniezioni intravitreali di farmaci che contrastano la formazione di nuovi vasi (anti-VEGF e VEGF-Trap).

Alessandra Margreth

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