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Diabete e carne, un legame inatteso

Oggi anche il diabete rientra fra le patologie associate a un forte consumo di carni rosse. Ma qualità della carne e metodi di cottura possono fare la differenza.

Oggi anche il diabete rientra fra le patologie associate a un forte consumo di carni rosse. Ma qualità della carne e metodi di cottura possono fare la differenza.

In Italia sono circa in 4 milioni a soffrire di diabete. A questi, secondo i dati della SID, Società Italiana di Diabetologia, si aggiungono 7 milioni di persone che si trovano in una condizione di pre-diabete e un milione di malati ancora ignari. Uno stile di vita corretto, a partire dall'alimentazione, potrebbe però evitare lo sviluppo della malattia.

Sappiamo già che gli alimenti di origine animale, in particolare le carni rosse, contengono grassi saturi, responsabili di mettere a rischio la salute di cuore e vasi sanguigni. E il cuore è uno degli organi messi più dura prova nei pazienti diabetici.

Di recente, però, il Journal of Hepatology ha pubblicato uno studio secondo il quale l'assunzione di carne rossa potrebbe addirittura essere correlata a un maggior rischio di resistenza all'insulina. Che cosa significa? L'insulino-resistenza si verifica quando le cellule dell'organismo non riescono ad assorbire il glucosio che, quindi, rimane a livello ematico, cioè nel sangue.

Cotta o cruda?

Gli studiosi hanno inoltre evidenziato quanto il metodo di preparazione della carne abbia un ruolo fondamentale nel provocare danni alla salute: l'eccesso di cottura aumenta infatti l'infiammazione degli organi e lo stress ossidativo. Queste condizioni, a loro volta, provocano un'elevata produzione di glucosio da parte del fegato e una minore capacità della massa muscolare di utilizzarlo. In una simile situazione, l'organismo reagisce e attiva l'insulino-resistenza.

Le tecniche di cottura delle carni rosse da bandire sono:

  • alla griglia, a causa della facilità con cui le varie parti si bruciacchiano
  • arrosto
  • frittura.

In pratica, se proprio una volta ogni tanto si desidera un piatto di carne, meglio magrissima, biologica e cruda. Ma attenzione, sotto accusa non è tanto il prodotto acquistato in macelleria quanto la carne processata, cioè trasformata dall'industria. Sono pertanto da evitare tutti gli insaccati, i precotti, le preparazioni che sono state affumicate, salate, conservate, come per esempio le carni in scatola. Gli studiosi sono talmente sicuri della dannosità delle carni lavorate che estendono il monito anche a quelle bianche.

Danni cellulari

È stato osservato che modificare una dieta “carnivora” a favore di legumi, frutta e verdura fresche può migliorare la salute di alcune cellule molto importanti nella malattia diabetica. Si tratta delle cellule beta e alfa pancreatiche, responsabili dell'emissione di insulina e glucagone.

Livelli elevati e costanti di grassi di origine animale nel sangue, infatti, ne provocano il deterioramento e, a lungo andare, la morte. Ricordiamo che insulina e glucagone sono fondamentali per mantenere la glicemia nei parametri della normalità.

Shamiran Zadnich

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