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RISPOSTE DELL'ESPERTO

Defecazione

A quattro anni fa la cacca solo di notte

Mio figlio di 4 anni e mezzo presenta un disturbo particolare. Di giorno sembra trattenere le feci e poi di notte mentre dorme le rilascia. Credo sia un problema nervoso, di cui lui è consapevole, tant'è che mi ha anche detto che non va in bagno di giorno perché deve farla di notte. Come posso comportarmi? Consideri che ha imparato a tenersi pulito da solo tardi: aveva già tre anni.

La continenza sfinterica è una tappa importante della crescita. Non è solo un fatto di pulizia, è una conquista di autonomia e di controllo sul proprio corpo. A volte è traumatica, viene inizialmente rifiutata, alcuni bimbi non vogliono espellere le feci se non hanno il confortevole e conosciuto pannolino; altri diventano stitici, dopo aver iniziato a usare il vasino. Il suo bambino, probabilmente, trattiene le feci di giorno, con un notevole sforzo, di notte invece, perso ogni controllo per il sonno profondo, rilascia le feci. Per questo si parla proprio di "educazione al vasino". Il momento dell'evacuazione deve essere un momento gradevole. Si può aiutarli con lodi e approvazione, abituarli ad associare l'uso del vasino a un momento di relax dopo un pasto, magari leggendo un libro o un giornalino, concedendo un tempo ragionevole di 15-20 minuti, dopo il quale si può pensare che il bambino abbia terminato o non abbia necessità. Sono piccole e semplici regole che vanno, però, insegnate. Le consiglio di ricominciare daccapo, in caso di persistenza del disturbo, sarebbe meglio comunque consultare il suo pediatra.

Trattenere le feci a otto anni

Sono la mamma di una bambina di otto anni che da un po’ di tempo trattiene la popò, non vuole farla perché dice che le fa schifo e poi le da fastidio la puzza. Io le ho detto che è una cosa naturale, che bisogna farla e non bisogna trattenerla. Lei rimane a scuola fino alle 16.00 e le ho dato anche delle salviette per la scuola, ma ogni tanto si sporca le mutandine di popò.

Il rapporto con il proprio corpo e le sue funzioni è un aspetto complesso nell’età della crescita. A 8 anni è da valutare se si tratta solo di un periodo transitorio oppure se è successo qualcosa che può aver influito su questo comportamento di rifiuto verso un “prodotto” del suo stesso corpo. È comunque giusto accompagnare la bimba in un percorso fisiologico: rendere piacevole l’evacuare. Non di fretta, non in un momento in cui lei è a disagio per altri motivi, ad esempio a scuola, ma in momenti e luoghi più confortevoli, con il tempo necessario, magari distraendosi con una lettura o la presenza della mamma, se lei lo gradisce. Se il problema persiste, ne parli con il pediatra.

Bimbo di tre anni che si rifiuta di fare la cacca

Mio figlio di 3 anni da natale non si scarica più, mentre prima lo faceva tutti i giorni. Con la pediatra abbiamo provato tutto, ma niente; stava prendendo anche un prodotto per rendere le feci morbide, visto che lui dice che non vuole fare la cacca perché se no gli fa male il sederino. All’inizio andava bene ora si è abituato anche a quello e niente più, dopo 5 giorni macchia le mutande e quando lo siedo sul vasino mi dice “no non la devo fare, non mi scappa” e la fa solo con i clisteri di melilax. Non so più come comportarmi.

La ritenzione volontaria di feci è correlata alla paura della loro emissione: a volte è preceduta da stipsi cronica, da feci molto dure o ragadi che provocano dolore al passaggio delle feci. Se la ritenzione diventa un'abitudine, il retto si distende molto e diventa difficile percepire lo stimolo alla defecazione. La massa fecale comunque è presente e accade che quantità variabili di feci vengano emesse involontariamente. Escluse le cause organiche e funzionali dell'intestino, la motivazione psicologica è preponderante. Ansia legata all'uso del vasino o del bagno, conflitto con i genitori: l'alimentazione, l'uso del bagno o l'abbigliamento sono i principali canali attraverso cui si esprimono le prime ribellioni. Il trattamento è rivolto sia in senso funzionale diretto sull'intestino, sia come accompagnamento e sostegno al bambino. Qualche giorno di clisteri per eliminare le masse fecali che ingombrano il retto e il colon può servire, poi però si deve cercare di interrompere questo meccanismo che crea ansia e accanimento intorno a un evento fisiologico e anche gradevole: essere "leggeri" e mantenersi puliti è bello, è il messaggio che deve passare. Quindi, passare a sciroppi a base di oli minerali o di lattulosio, dati per bocca, che mantengono le feci morbide, difficili da trattenere. Contemporaneamente, lavorare sull'educazione al vasino/toilette: proporre al piccolo il loro uso nello stesso orario della giornata, possibilmente senza fretta, sfruttando il riflesso gastro-colico, cioè la necessità di svuotare il retto dopo un pasto, che si verifica dopo circa 15 minuti dal termine del pasto. Lasciare che il bimbo rimanga sul vasino per almeno 10-15 minuti, standogli accanto e parlando d'altro: una storia avvincente, un libro illustrato, un bel gioco, qualcosa che distragga bimbo e genitore dall'attesa. Lodare il piccolo quando "ha fatto" e indulgenza in caso contrario. Il vasino serve ai più piccini a vedere il prodotto del loro sforzo. Clistere come estrema ratio, senza mai accompagnarlo con rimproveri o atteggiamenti punitivi. Non sgridatelo quando si sporca, ma invitatelo affettuosamente a usare il vasino. Ci vorrà del tempo, i risultati non sono mai immediati.

Crisi nervose nel momeno della cacca

La mia bimba di 2 anni e 9 mesi non ha mai avuto problemi legati al far la cacca fino a quando, quest'estate le abbiamo tolto il pannolino. Ha accettato subito il vasino e in un giorno ha imparato a riconoscere lo stimolo della pipì e della cacca. Il problema è che nella prima giornata non ha fatto cacca, così il giorno dopo nel farla le si sono formate delle ragadine che le hanno provocato dolore. Da quel momento è stato un delirio crescente. Siamo arrivati al punto che, dopo tre/quattro giorni che la tiene si fa sedere sul vasino e inizia a strillare, a sbattere in aria braccia e gambe, a piangere e sudare... ha delle vere crisi nervose. Quando poi non riesce proprio più a tenerla, si blocca ed inizia a spingere. Lì tutto si calma, la lascia andare tutta, si rasserena e torna di buon umore. Abbiamo provato di tutto, che si può fare?

Il momento in cui si raggiunge il controllo degli sfinteri è una tappa cruciale per la maturazione psicoaffettiva del bambino: impara a controllare il proprio corpo, scopre che una sua azione provoca delle reazioni in chi gli sta accanto. Scopre anche che può controllare e provocare queste reazioni. Non mi pare che la sua bambina abbia problemi di controllo sfinterico, anzi, forse siamo nella situazione opposta, di eccesso di controllo. Forse le difficoltà che incontra nell'assecondare uno stimolo fisiologico, che mi pare che percepisca benissimo, sono solo una spia, un sintomo di un momento di difficoltà di relazione un po' più ampio. Può essere una ricerca di protrarre l'accudimento da bambina piccola, oppure il timore di lasciare andare qualcosa di sé. Comunque, sposterei l'attenzione dal solo momento dell'evacuare, per valutare la bambina nel suo insieme, con l'aiuto del suo pediatra, per vedere a che punto è il resto della maturazione affettiva, come affronta il distacco dalla madre (lasciare il pannolino è anche lasciare un contatto molto stretto con la madre). Toglierei un po' di attenzione all'atto di evacuare, per sostenere e incoraggiare la crescita e l'autonomia della bambina in generale. Niente clisteri o simili, anche i libri sull'argomento vanno usati con moderazione. La "cacca" non è "il" problema, va affrontata come sintomo.

Se il neonato fa la cacca soltanto ogni 4-5 giorni

Ho un bambino di 42 giorni allattato artificialmente. Da quando siamo usciti dall'ospedale ha sempre evacuato ogni 4 o 5 giorni, le feci sono morbide e ben consistenti e non mi sembra neppure che soffra o si sforzi a farla. La pediatra mi ha consigliato maltodestrine, ma so che aumentano molto l'apporto calorico e tendono ad abituardi al gusto "dolce" del latte. Ho provato a stimolarlo con la punta di una supposta di glicerina ma senza risultati; le supposte di glicerina e i microclismi, ho paura che lo abituino ad essere sempre aiutato a defecare e non la faccia più da solo. Se lo lascio evacuare naturalmente ogni 4-5 giorni è un problema?

Il latte formulato a volte rende il bambino un po' stitico. Oppure l'intestino è pigro per cosituzione, magari perché qualcun altro in famiglia lo è. Il rpblema, però, è se il bambino soffre per questa situazione. Se il non evacuare lo rende irritabile o mangia meno bene, sicuramente è da aiutare. Vanno benissimo le stmolazioni locali con supposte di glicerina o microclismi, oppure una modifica della dieta. Ci sono molti latti in commersio studiati appositamente per questo problema. Le maltodestrine danno un maggior introito calorico (ma su alcuni bambini può essere anche un effetto voluto) e conferiscono al latte un sapore dolce, ma i latti formulati le contengono già, in percentuale variabile da una marca di latte all'altra. Ne discuta con la pediatra, esponendo le sue perplessità. Se, viceversa, il non evacuare regolarmente non da alcun problema al suo bambino, non occorre inseguire l'evacuazione quotidiana.

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