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RISPOSTE DELL'ESPERTO

Crisi di pianto

Crisi di pianto a 15 mesi

Ho un bimbo di 15 mesi e da qualche giorno ha crisi di pianto che a tratti diventano isteriche. Piange se lo metto nel box o nel seggiolone, se lo cambio, se non gli do quello che vuole e così via. Non capisco se sta male o se sono capricci. Poi tutto passa e ride e gioca come al solito fino alla crisi successiva. È cominciato da quando siamo tornati da una settimana di ferie al mare tutti insieme e l'altro ieri ha fatto il richiamo del vaccino: possono essere queste le cause?

Le crisi di pianto mettono spesso a dura prova i genitori, perché non si sa mai come affrontarle, né perché arrivino. Quindici mesi non sono ancora l'età tipica del "capriccio", sono ancora molte le esigenze che non sanno risolvere da soli. Può essere che non sia stato gradito il rientro da una vacanza tutti insieme e la ripresa del lavoro dei genitori. Così come anche il vaccino può fare la sua parte, perché può dare, collateralmente alla risposta immunitaria, una sensazione di malessere generale che un piccino esprime con crisi di pianto. Sono entrambe situazioni passeggere. Per ipotizzare qualsiasi altra causa, andrebbe visitato il bimbo. Se passano calmandolo o distraendolo e negli altri momenti è il bambino di sempre, aspettate che si risolvano, senza sgridarlo e senza arrabbiarvi anche voi. In caso contrario o se vi sembra che aumentino per frequenza e intensità, consultate il vostro pediatra.

A tre mesi piange disperata dopo i pasti

La mia piccola di 3 mesi pesa 5,3 kg ed è da circa un mese e mezzo che prendere domperidone 1,5 ml e uno sciroppo antireflusso 3 volte al dì. Premetto che la crescita è buona e il sonno anche. I sintomi della bimba non erano rigurgiti, ma pianti e contorcimenti dopo i pasti, ruttini e singhiozzi dopo ore dal pasto. La piccola, che da un bel po' stava bene, da qualche giorno improvvisamente ha iniziato a fare ruttini e singhiozzi violenti dopo 3/4 ore dal pasto preceduti da pianti e urla; dopo che si è "liberata" smette e si tranquillizza. Il pediatra aggiungerebbe ai farmaci che già prende anche la ranitidina per 2 volte al dì per una decina di giorni. Mi chiedevo se era il caso dato che la bimba, a parte le urla quando deve digerire sta bene e dorme beata.

Non è possibile dare un parere specifico senza aver valutato di persona la bambina. Il farmaco che le ha proposto il suo pediatra è un antiacido, serve cioè a ridurre l'acidità della secrezione gastrica, in modo da ridurre il dolore che la sua bambina sente durante la risalita di materiale dallo stomaco all'esofago. Tale evento è piuttosto frequente nei bambini piccoli e tende poi a scomparire crescendo. Ciò che lei descrive fa pensare che la bimba abbia dolore. Il farmaco nuovo non è più forte degli altri già prescritti: è diverso e viene spesso dato in associazione: si affidi al suo pediatra.

Pianto ininterrotto per tre ore, effetti

Cosa comporta un pianto a squarciagola per tre ore di fila all'asilo senza che la maestra avvisi la mamma? La mia bimba si era fatta anche la pipì addosso e ha avuto febbre: può essere un trauma?

Un pianto di 3 ore non ha effetti specifici se non quello di perdere il controllo di sé, con conseguente pipì addosso, a volte vomito e aspetto sconvolto del piccolo, tutte evenienze rimediabili e che non lasciano tracce. Questo se l'episodio resta unico. Altrimenti, se ogni giorno all'asilo viene vissuto così male c'è da chiedersi che cosa ci sia che non va. È una scuola valida? Il personale è affidabile? Le sembra di lasciare la bambina in mani professionali e competenti? Se la risposta è sì, le consiglio di fidarsi. Piuttosto chiarisca cosa è successo, come mai non sono riusciti a calmarla. Non sempre chiamare la mamma è la soluzione, anzi spesso è controproducente. Se il problema è un distacco un po' difficoltoso, è proprio una soluzione da evitare fino all'ultimo. Si rischia di rendere un problema qualcosa che, al contrario, è fisiologico: qualche pianto lo fanno tutti, o quasi.

Apnee durante il pianto

Carissima dottoressa, la mia bambina di 10 mesi spesso quando piange va in apnea che dura un paio di secondi; stasera invece è durata un po' di più tanto da diventare cianotica. Sono molto preoccupato. Può eventualmente rassicurarmi. Distinti saluti.

Il trattenere il fiato durante il pianto è chiamato "spasmo affettivo"; se dura più di qualche secondo il bambino diventa cianotico e può arrivare a perdere conoscenza. Poi la respirazione ricomincia da sola. È una reazione esagerata a uno stimolo fisico o psicologico che porta al pianto. Ne parli col pediatra, ma è molto importante usare fermezza e rassicurare i bambini, per non rischiare un circolo perverso pianto - panico - bambino ancora più spaventato - episodi più lunghi e più frequenti.

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