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Capricci dieta bambini alimentazione verdure cavolfiore

«Col cavolo che lo mangio!»

Far mangiare le verdure ai bambini è sempre una sfida. Eppure sappiamo quanto siano importanti per la crescita, e non solo quella. Ecco una serie di consigli utili.

Ogni genitore lo sa: far mangiare le verdure ai bambini è sempre una sfida. Eppure sappiamo quanto siano importanti per la crescita, e non solo quella. Ecco una serie di consigli utili.

Ci sono bambini che i piselli non vogliono vederli nemmeno dipinti in cartolina. Altri che detestano asparagi, zucchine e carote.

Poi crescono, e magari le preferenze cambiano. Ma spesso succede che i sapori “imparati” da piccoli rimangono anche una volta diventati grandi.

Secondo gli esperti di nutrizione infantile, infatti, proporre varie tipologie di verdura a partire dalla prima infanzia predispone i figli a una maggiore accettazione di questi preziosi alimenti.

E anche se inizialmente li rifiutano, l’insistenza da parte dei genitori è destinata a essere premiata.

Più verdure per i bimbi

Secondo varie indagini, in Italia, i bambini trovano poca verdura nel piatto: in media soltanto tre su dieci ne mangia una porzione al giorno.

Come si forma il gusto alimentare in un bambino? Se lo sono chiesto diversi ricercatori negli ultimi anni. E anche se non ci sono certezze definitive, alcune risposte cominciano a diventare più concrete.

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Per esempio una ricerca pubblicata sulla rivista Pediatrics ha dimostrato che le antipatie e le simpatie verso un determinato cibo cominciano a formarsi già a sei mesi, quando cioè comincia lo svezzamento con cibo solido.

Da quel momento in poi entrano in gioco fattori diversi, come per esempio la trasmissione del gusto e delle abitudini da parte dei genitori.

È istintivo pensare che se in famiglia c’è la consuetudine verso alcuni sapori, anche i bambini li considereranno normali, e quindi “buoni”.

In un primo studio pubblicato su Appetite, i ricercatori hanno verificato la reazione di bimbi dai 6 ai 12 mesi nei confronti di alcune verdure proposte per nove giorni consecutivi, basandosi sulle quantità di alimento consumato e sui pareri espressi dalle mamme e da osservatori neutrali.

A un primo gruppo è stata fornita sempre la stessa verdura, a un secondo tre diverse verdure sostituite ogni tre giorni, a un terzo le stesse tre verdure ma a rotazione giornaliera: i risultati hanno dimostrato che proporre giornalmente nuove verdure, variandole di frequente, aumenta l’accettazione.

Consigli per chi ha figli “riottosi”

Che fare però se il bambino si rifiuta ostinatamente di mangiare più cibi? La regola generale è consumare i pasti in modo regolare, senza imporre nulla, in un clima sereno e tranquillo.

Bisogna poi evitare che il piccolo arrivi troppo affamato o troppo stanco al momento del pasto, ma nemmeno sazio. Fondamentale in tal senso limitare gli spuntini tra un pasto e l’altro.

Un altro consiglio può essere quello di offrire a ogni pasto almeno un cibo gradito dal bambino senza forzarlo a mangiare anche gli altri.

Infine è buona regola tamponare comportamenti scorretti come sputare il cibo, buttarlo per terra o giocare durante il pasto. Il tutto senza critiche o discussioni eccessive.

Quando il “niet” del piccolo riguarda frutta e verdura, si può provare cominciando con quelle più tenere e, per la verdura, cuocendola il meno possibile. In genere cucinata al vapore o cruda è più accettata anche dai bimbi più riottosi.

Per fargli mangiare la frutta, invece, un trucco potrebbe essere quello di frullarla e mescolarla allo yogurt.

A cura della redazione

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Patrizia Maria Gatti
Specialista in Scienza dell’Alimentazione

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