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Bulimia: quando il cibo è una prigione

È un disturbo del comportamento alimentare in crescita e a esserne affette sono soprattutto donne giovani, in molti casi adolescenti.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti

È un disturbo del comportamento alimentare in crescita e a esserne affette sono soprattutto donne giovani, in molti casi adolescenti.

Un desiderio incontenibile di ingurgitare grandi quantità di cibo e un senso di fame eccessiva. È la bulimia nervosa, un disturbo del comportamento alimentare piuttosto diffuso soprattutto tra le donne.

Le abbuffate si verificano in modo ricorrente (almeno una volta la settimana per tre mesi). Si ingoia cibo di ogni genere, anche crudo o addirittura surgelato. L’ingestione avviene in modo automatico senza percepire la possibilità di contrastarla. Per compensare questi episodi, chi ne soffre si provoca il vomito e talvolta fa uso di diuretici e lassativi.

Con la bulimia, a differenza dell’anoressia, il corpo in genere non si modifica in modo significativo. Le persone bulimiche infatti spesso hanno un peso nella norma o appena sopra e il ciclo mensile non viene alterato.

Chi soffre di bulimia ha spesso anche instabilità dell’umore e depressione. I comportamenti bulimici sono vissuti in solitudine e in segreto, afflitti dal senso di colpa e la famiglia spesso rimane a lungo all’oscuro del problema.

Una questione di autostima

La bulimia e l’anoressia hanno in comune l’ascendente ingiustificato che la forma e il peso del corpo hanno sull’autostima. In entrambi i casi il cibo diventa il centro dei pensieri quotidiani.

Tutti i disturbi del comportamento alimentare, compresa la bulimia, purtroppo sono in aumento e riguardano anche ragazze di età sempre più giovane. Internet spesso gioca un ruolo importante, soprattutto nelle adolescenti e in rete le ragazzine cercano consigli per distruggersi.

Sul web trovano coetanee con il loro stesso problema, con cui si scambiano suggerimenti sui metodi per vomitare o sui trucchi per nascondere ai genitori il loro disturbo e si convincono che la bulimia, come l’anoressia, sia una scelta di vita.

Riconoscere i campanelli di allarme e affidarsi agli specialisti

Come affrontare questa patologia? È necessario un approccio multidisciplinare. Ci sono centri di grande esperienza e competenza nei disturbi del comportamento alimentare, luoghi dove le pazienti riescono ad abbassare le barriere che hanno innalzato, il primo passo per accettare una cura. Nei centri un team composto da diverse figure professionali, dallo psicoterapeuta al nutrizionista, aiuterà le donne bulimiche ad affrontare il disturbo.

Quali sono i campanelli d’allarme? Un cambiamento nelle abitudini alimentari, il modo in cui i cibi nel piatto vengono selezionati e sminuzzati accuratamente. Attenzione anche a comportamenti come andare in bagno subito dopo il pasto o pesarsi in continuazione.

Ragazze solari e brillanti improvvisamente diventano tristi, taciturne, si isolano dagli altri, non vogliono più uscire.

Ai primi segnali meglio parlarne con il medico di fiducia, che indirizzerà verso i centri specializzati. Gli specialisti consigliano ai genitori di adolescenti bulimiche di prendere in mano la situazione, ma di evitare il fai da te.

È una patologia psichiatrica che richiede un supporto specialistico per uscirne. In altre parole, non serve a nulla obbligare una ragazza a mangiare tutto quello che ha nel piatto. Per avere consigli e indicazioni sui centri specializzati si può chiamare il numero verde 800.180969 di Sos – Disturbi Alimentari, istituito dall’Istituto Superiore di Sanità.

Alessandra Margreth

CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
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