RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Aritmia, ablazione e betabloccanti"

Da diversi anni soffro di extrasistoli sopraventricolari e sporadici attacchi di tachicardia parossistica sopraventricolare (in media, meno di 5 episodi l'anno) di breve durata. Il cardiologo, dopo aver constatato che il mio cuore è sano mi ha detto che è meglio evitare una seconda ablazione e che posso svolgere qualsiasi attività sportiva, con la possibilità di prendere piccole dosi giornaliere di 100 mg di atenololo. Negli ultimi mesi assumo 1/4 di pasticca al giorno e mi sento molto meglio. A lungo andare può avere effetti negativi sul fisiologico funzionamento del cuore. Mi è stato anche consigliato (non dal mio cardiologo) di assumere farmaci anticoagulanti, ma la cosa mi ha lasciato alquanto perplesso. Cosa ne pensa?

Se il cardiologo che la conosce bene sconsiglia una nuova ablazione sono d'accordo, però sappia che in cuori sani e in pazienti giovani anche una seconda ablazione non crea problemi ed è risolutiva, cosicché non dovrebbe più preoccuparsi delle sue aritmia per sempre e fare la vita che vuole. Il betabloccante a lei consigliato va benissimo anche se non toglie del tutto le aritmie. Il sentirsi meglio è reale e il farmaco aumenta anche lievemente la performance (infatti è considerato doping per gli sportivi agonisti). Lo prenda pure in cronico, anche per sempre, perché non dà alcun problema. Esegua sempre i controlli consigliati dal suo cardiologo. Non assuma anticoagulantiantiaggreganti: non sono assulutamente indicati, li avrebbe gia somministrati il suo cardiologo che la conosce.


Ha risposto Panciroli Claudio

Panciroli

Claudio Panciroli

Cardiologo

Dal 1985 esercita la professione presso l’Azienda Ospedaliera della Provincia di Lodi, in USS Interdipartimentale di Emodinamica di cui è responsabile e in USC di Cardiologia e, privatamente, in ambulatorio.

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