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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Ansia e inappetenza"

Sono un soggetto ansioso (in cura da tanti anni da uno psicoterapeuta) e quando sono un pò sotto pressione faccio una fatica immensa a mangiare. In un giorno posso talora mangiare solo una merendina, un tè, un cornetto e un cappuccino, una manciatina di pasta a pranzo con pochissima verdura con un bicchiere di vino, a cena solo un bicchiere di vino una merendina all'una e trenta di notte e l'altra alle sei di mattina. Per giunta ho passato la notte in bianco. In queste condizioni psicofisiche secondo la Sua esperienza c'è la possibilità che una persona abbia un colllasso o un malore di altro tipo?

Per prima cosa desidero rassicurarla riguardo alle sue condizioni generali attuali. L’ansia e l’inappetenza sono disturbi frequenti di questi tempi, e non è il caso di drammatizzare, anzi, è necessario cercare di reagire con un atteggiamento positivo e senza piangersi addosso. La sua debolezza mattutina è dovuta a una situazione generale un po' disordinata con una forte carica di stress, e le sue abitudini alimentari certo non aiutano. Prendendo come riferimento la sua giornata peggiore, ecco qualche consiglio: lasci perdere i cornetti e le merendine che gonfiano e basta con scarso valore nutrizionale; la mattina accompagni il tè con 3 o 4 fette biscottate con buona marmellata. Verso le 10.30 il cappuccino va bene, ma con zucchero. A pranzo poca pasta va bene condita con olio e parmigiano e poi verdura preferita in abbondanza. Vero le 17 altro spuntino: spremuta e biscotti secchi. A cena carne o pesce e ancora verdure in abbondanza e pane. Se le piace, tutte le sere mentre si rilassa mangi qualche pezzetto di cioccolato, meglio se fondente. Non beva vino o birra o altri alcolici, perché inizialmente danno euforia e senso di sazietà, ma si consumano in fretta e danneggiano lo stomaco con il risultato di far diminuire la fame. Un bel bicchiere di latte caldo con poco miele mezz'ora prima di coricarsi è, invece, un toccasana per lo stomaco e per il sonno. Tutto questo se non ci sono altre malattie serie in corso e/o forti variazioni del peso, nel qual caso è bene sempre consultare il proprio medico e gli specialisti che egli stesso potrà consigliarle.


Ha risposto Gatti Patrizia Maria

Pgatti

Patrizia Maria Gatti

Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Laureata in Medicina e Chirurgia nel 1983 presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Milano si è Specializzata in Scienza dell’alimentazione (indirizzo dietetico) presso il medesimo Ateneo nel 1986. Nel 1994 ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Biochimica e la Specializzazione in Biochimica Clinica (indirizzo diagnostico) nel 1997

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