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Alzheimer e demenza senile: come distinguerli?

Spesso si tende a far confusione tra termini che indicano danni legati allo stato mentale. Ma esistono alcune distinzioni.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 5 minuti

È demenza o morbo di Alzhiemer? Spesso si tende a far confusione tra termini che indicano danni legati allo stato mentale. Ma esistono alcune distinzioni.

Se ne parla spesso, ma è facile fare confusione e usare un termine per l’altro. La demenza viene determinata da diverse cause e ne esistono diverse tipologie. Fra queste, il morbo di Alzheimer è la forma più comune e segue un percorso irreversibile che attraversa diverse fasi.

Con il termine generico di "demenza" non si indica quindi una malattia specifica, ma piuttosto una vasta gamma di sintomi associati al declino della memoria o di altre abilità intellettive.

Per essere attribuibili alla demenza, i sintomi devono essere però sufficientemente gravi da ridurre la capacità di una persona di svolgere le attività quotidiane. In particolare, le funzioni da tenere d’occhio sono la memoria, la comunicazione e il linguaggio, la capacità di prestare attenzione e di concentrarsi, il ragionamento e la percezione visiva.

Le persone affette da demenza possono avere problemi per esempio con la memoria a breve termine: può capitare di non sapere dove si trovano borse o portafogli, di scordarsi di pagare le bollette, di pianificare e preparare i pasti.

In molte forme di demenza i sintomi si manifestano lentamente, per poi peggiorare gradualmente.

Cosa succede nel cervello quando insorge la demenza?

Le cellule cerebrali subiscono danni tali da interferire con la capacità di comunicare tra loro normalmente. Questo “cortocircuito” ha effetti importanti sul pensiero, sul comportamento e sulle sensazioni percepite da chi soffre di demenza.

Il cervello ha molte regioni distinte, ciascuna delle quali è responsabile di diverse funzioni (per esempio, la memoria, il giudizio e il movimento). Il tipo di disfunzione cerebrale riscontrata nelle diverse forme di demenza dipende quindi dall’area del cervello danneggiata.

Il morbo di Alzheimer

Il morbo di Alzheimer è la forma più comune di demenza. Provoca problemi di memoria, pensiero e comportamento. In genere i sintomi si sviluppano lentamente e peggiorano con il passare del tempo, diventando talmente gravi da interferire con le attività quotidiane.

L’Alzheimer non è un normale elemento di invecchiamento, ma avere più di 65 anni rappresenta il fattore di rischio maggiore. E non è solo una patologia della vecchiaia: circa il 5% delle persone che ne sono colpite ha avuto un’insorgenza precoce della malattia, cioè tra i 40 e i 50 anni o tra i 50 e i 60 anni.

All’inizio si verificano perdite di memoria leggere, poi negli anni chi ne soffre perde la capacità di portare a termine una conversazione o di interagire nel proprio ambiente.

Il sintomo precoce più comune del morbo di Alzheimer è la difficoltà a ricordare informazioni apprese recentemente; infatti, i cambiamenti dovuti all’Alzheimer hanno inizio generalmente nella parte del cervello che riguarda l'apprendimento.

Non solo Alzheimer

Il secondo tipo più comune di demenza è quella vascolare, che insorge dopo un ictus. Ci sono anche altre condizioni che possono provocare sintomi di demenza. Alcune forme sono reversibili, come per esempio quelle causate da problemi di tiroide, depressione, abuso di alcol, carenze vitaminiche. In questi casi, quando la condizione che causa la demenza viene curata, le condizioni neurologiche possono migliorare.

La diagnosi differenziale

Non esiste un vero e proprio esame che consenta di distinguere il morbo di Alzheimer da altre forme di demenza: in caso di sospetto, è possibile però intraprendere un percorso diagnostico basato inizialmente sull’esclusione di altre malattie con sintomi molto simili.

A questo scopo i medici devono raccogliere informazioni sulla storia del paziente (anamnesi), sui suoi comportamenti, eseguire una valutazione delle capacità funzionali e cognitive e prescrivere test di laboratorio e/o, se necessario, esami strumentali (per esempio la TAC).

In base ai risultati ottenuti il medico potrà essere in grado di riconoscere per esempio una demenza di tipo vascolare, oppure giungere a una diagnosi di possibile o probabile Alzheimer: la certezza assoluta che si tratti di questa patologia può arrivare infatti solo una volta effettuato l’esame autoptico dopo la morte del paziente.

Alessandra Margreth

CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
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