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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Alimentazione per la maculopatia idiopatica acuta"

Sono un uomo di 34 anni; da sempre non mangio frutta e verdura e ho sempre goduto di ottima salute. Recentemente mi hanno però riscontrato una maculopatia idiopatica acuta. Mi sto curando con cortisone e vitamine per la retina prescritte dal'oculista che, oltre ai farmaci, mi ha consigliato di mangiare frutta e verdura, ma proprio non riesco a parte anguria, melone, patate e piselli. Posso trovare le vitamine che mi servono nei minestroni di verdura se li mangiassi una volta a settimana e nei frullati e frappè ?

Per il suo problema sarebbe meglio abbondare con frutta e verdura cruda poiché le cotture fanno perdere molto del valore nutrizionale delle vitamine contenute negli ortaggi. Dunque carote grattugiate e pomodori in insalata tutti i giorni. Le patate non sono verdura, ma se non ha problemi di peso le mangi pure, meglio non tutti i giorni. I piselli vanno bene anche in forma di passato o di crema e li aggiunga freschi anche ai minestroni nei quali metta, possibilmente, verdura fresca o surgelata, ma non quella in scatola. Mangi il minestrone con una manciata di pasta o di riso, magari tiepido, ma almeno 2 volte la settimana. Per la frutta: i frutti di bosco sono ottimi per gli occhi, quindi li adoperi per un frullato con poco latte scremato che può prendere almeno 3 volte la settimana in alternativa al melone, che può mangiare insieme a prosciutto crudo magro e pane come piatto unico. Per l’anguria va bene solo fino a che è di stagione e non tutti i giorni, magari la usi come merenda un paio di volte la settimana. Sarebbero ottimi anche i peperoni, i cetrioli, i finocchi e le verdure in foglia verde, veda di abituarsi anche a questi ortaggi.


Ha risposto Gatti Patrizia Maria

Pgatti

Patrizia Maria Gatti

Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Laureata in Medicina e Chirurgia nel 1983 presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Milano si è Specializzata in Scienza dell’alimentazione (indirizzo dietetico) presso il medesimo Ateneo nel 1986. Nel 1994 ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Biochimica e la Specializzazione in Biochimica Clinica (indirizzo diagnostico) nel 1997

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