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Acetone bambini zucchero

Acetone, basta un po' di zucchero

Non è un disturbo grave, ma a volte preoccupa i genitori. La soluzione è semplicissima.


Spesso compare quando i bambini hanno febbre alta o come conseguenza di un episodio di vomito o diarrea, anche isolati. Non è un disturbo grave, ma può preoccupare i genitori.

Il bambino sembra senza forze, magari ha anche gli occhi scavati e cerchiati di nero, secchezza della bocca, mal di pancia persistente, dolore alla testa. I genitori, ovviamente, si preoccupano, ma potrebbe essere soltanto un episodio di acetone. Nulla di grave, quindi, he si cura facilmente.

Come riconoscerlo?

Il disturbo, comunque passeggero, è facilmente riconoscibile dal caratteristico odore di acetone dell’alito e delle urine.

Sembra proprio quello che si percepisce quando apriamo il boccettino del solvente che serve a togliere lo smalto dalle unghie, anche se alcuni lo associano di più a quello della frutta maturata troppo.

Capita quasi solo ai bambini, di solito dopo i 2-3 anni e fino ai 10. La causa scatenante è un’alterazione del metabolismo indotta dalla febbre alta, ma anche dal vomito, episodi di diarrea o digiuno prolungato.

Quando, cioè, i più piccoli esauriscono la scorta di zuccheri presente nel fegato che servono loro a scopi energetici.

Quell’odore caratteristico

Nel caso, il loro organismo inizia a metabolizzare i grassi, generando dei prodotti di scarto, chiamati corpi chetonici, che entrano in circolo. Queste sostanze sono altamente volatili e pertanto vengono eliminate con la respirazione o con le urine. 0

E sono proprio loro ad avere quell’odore caratteristico che si percepisce dall’alito.

I corpi chetonici, inoltre, possono causare un forte mal di pancia, vomito, debolezza e secchezza della lingua. E per essere certi che il malessere dipenda dall’acetonemia (presenza di corpi chetonici nel sangue) si possono facilmente misurare queste sostanze nell’urina con appositi stick che si trovano comunemente in farmacia.

I più colpiti sono i bimbi gracili e con la struttura muscolare meno sviluppata. E capita più spesso quando il loro fisico è messo sotto stress dal digiuno prolungato, da una alimentazione squilibrata, o da episodi di febbre alta che richiedono un grande dispendio di energia.

Ma anche da malattie dell’intestino o del fegato, come le epatiti. O, semplicemente, da un forte stress o una forte emozione.

Si sentono stanchi e sono nervosi e irritabili. Hanno crisi ripetute di vomito e dolore forte alla pancia a livello dell’ombelico.

Contrastarlo è spesso molto semplice

Si tratta di una condizione transitoria, che passa in 24-48 ore. Se ci si accorge subito si può intervenire dando al bambino un po’ di zucchero, qualche bevanda zuccherata e ricca di sali minerali, ma anche semplicemente dell’acqua con zucchero, facendo però attenzione a somministrarla in piccoli sorsi, perché in grandi quantità potrebbe indurre nuovamente lo stimolo del vomito.

Questo serve a ripristinare in modo rapido le riserve di zuccheri del piccolo e farlo sentire meglio. Mentre non è opportuno forzarlo a mangiare se non ne vuole sapere.

Anche se lo zucchero è efficace, è comunque sempre opportuno rivolgersi al pediatra per escludere cause più serie, come per esempio il diabete, che va ovviamente curato adeguatamente, o anche solo consigliare una terapia in caso di vomito protratto o disidratazione.

A cura della redazione

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Marina Battaglioli
Pediatra e neonatologa

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