SapereSalute.it - Star bene in un click

 
Pubblicità

RISPOSTE DELL'ESPERTO

Aborto

Gravidanza dopo aborto

Dopo aborto con revisione uterina per "uovo cieco" alla 9 settimana, è possibile cercare gravidanza dopo ritorno del primo ciclo? Ci sono pareri contrastanti a riguardo, perché? A me hanno detto che dopo è più semplice rimanere incinta, perché?

Di per sé cercare una gravidanza già dopo il primo ciclo da un aborto spontaneo non pone nessun particolare rischio riproduttivo. Le affermazioni di chi dice di attendere alcuni mesi non hanno in realtà un supporto scientifico, ma probabilmente piuttosto psicologico, nel senso di invitare la donna e la coppia a lasciar passare un po' di tempo per metabolizzare e dimenticare la precedente esperienza negativa.

Rimanere incinta subito dopo un aborto

Dopo un aborto spontaneo a 8 settimane si può rimanere incinta subito senza aspettare primo ciclo? E se si rimane incinte prima che arrivi il ciclo come si calcola la gravidanza? cioè si calcola dalla data dell'aborto?

Esiste certamente una probabilità di restare incinta anche al primo mese dopo un aborto, poiché l’ovulazione può benissimo tornare regolare già un paio di settimane dopo l’aborto. Se ciò avvenisse sarà comunque una ecografia ad aiutare a verificare la possibile data di inizio della gravidanza e a determinare con precisione l'epoca di gravidanza.

Poliabortività: HCG-beta, analisi da eseguire e possibili terapie

Molte domande che arrivano al sito si riferiscono a gravidanze iniziali (gravidanze biochimiche) che non vanno a buon fine. Di solito le beta-HCG non sono molto alte e poi si abbassano. Le analisi per la poliabortività possono dare diversi risultati alterati (TSH, prolattina, anticorpi LAC ecc). E ci si chiede quali possano essere le cause dei micro aborti e quali terapie possano aiutare.

La poliabortività è una condizione in cui avvengono tre o più aborti spontanei prima della ventesima settimana di gravidanza. Talora l’aborto avviene in fase molto precoce, cosiddetta biochimica, talaltra avviene nelle settimane di gravidanza successive, più spesso entro la 12°-13° settimana, ma talvolta anche più avanti. In generale si consiglia comunque di cominciare a indagare già dopo il secondo aborto spontaneo. È evidente ipotizzare che in epoca diversa della gravidanza vi possano sottostare cause diverse. La poliabortività può avere infatti molte cause, che più spesso risultano non facilmente studiabili o districabili fra loro. Possono esservi cause genetiche, anatomiche, ormonali, infettive, immunologiche o legate più in generale allo stato materno, incluse malattie generali. All’interno del percorso diagnostico vengono spesso richiesti gli esami tiroidei, ma la loro utilità è dubbia, come quella di altri esami ormonali. Un certo rilievo potrebbe avere la iperprolattinemia, ma non è ben dimostrato. Il dosaggio dell’HCG-beta è una metodica per seguire l’andamento della gravidanza, essendo l’HCG-beta l’ormone della nidazione; la sua mancata crescita è conseguenza del mancato sviluppo di una gravidanza, ma non ne è la causa. In ogni caso trovare la causa vera è spesso molto difficile, e ciò deve essere fatto in centri specializzati, solitamente presenti nei grossi ospedali. Va peraltro detto che le terapie di queste condizioni sono tuttora poco mirate e danno scarsi risultati.

Mutazioni del gene MTHFR e aborto

Ho 29 anni. In seguito a un aborto ho fatto varie analisi e all'analisi genetica sono risultate mutazioni del gene MTHFR: ct eterozigote e ca eterozigote. Cosa puo comportare? Posso avere problemi con le successive gravidanze?

Il rapporto tra queste alterazioni e la probabilità di aborto spontaneo non è tuttora chiaramente stabilito, anche se alcuni dati confermano una più alta probabilità. Più spesso le alterazioni del gene MTHFR (gene che codifica per l'enzima metilentetraidrofolatoreduttasi), che sono peraltro molto frequenti, determinano innalzamento della omocisteina, che si controbatte con l’assunzione di acido folico-levofolene. Se l’aborto spontaneo diventa ripetuto (3 o più aborti spontanei) sono necessari approfondimenti genetici ulteriori.

Rischi dopo interruzione di un aborto medico

La mia ragazza, dopo una lunga e sofferta discussione, ha pensato di abortire. Fatta la prima somministrazione di mifepristone le è stato consigliato di passare all'aborto chirurgico. A questo punto però lei ha deciso di continuare la gravidanza (non essendo l'aborto andato a termine con la sola prima somministrazione). Potranno esserci problemi fisici per il nascituro?

Il mifepristone, conosciuto comunemente come RU-486, è un famaco antiprogestinico atto, a dosi adeguate, a interrompere una gravidanza. Per questo viene usato in varie parti del mondo sia per interrompere in modo medico una gravidanza in fase precoce, per esempio per un aborto volontario, sia per interrompere in modo medico una gravidanza in fase avanzata, quando vi siano precise indicazioni, come per esempio per la morte fetale in utero. In Italia questo farmaco è autorizzato solo per l'uso nelle precedure di aborto medico in associazione con il misoprostolo, in fase precoce entro la settima settimana di gravidanza, con un ricovero consigliato di 3 giorni. La sospensione della procedura in itinere, cioè dopo avere iniziata l'assunzione del mifepristone, e la contemporanea decisione di continuare la gravidanza fino al termine, purtroppo si possono accompagnare a rare ma possibili malformazioni nel neonato (esempio: sirenomelia, malformazione agli arti). Più dimostrata è invece la capacità malformativa a vari livelli dell'altro farmaco usato per l'induzione dell'aborto medico, il misoprostolo.

Aborti spontanei, quali esami fare

Ho 27 anni e nell'ultimo anno ho subito 2 raschiamenti a causa di 2 aborti spontanei (alla 6 e all'8 settimana). Ho eseguito lo screening con studio trombofilico, esami della tiroide, eco vaginale e pap test. Nessuno di questi esami ha riscontrato un problema. Siccome vorrei provare in una nuova gravidanza, volevo sapere se ci sono altri esami da fare.

La poliabortività ha cause molto complesse, spesso non facilmente individuabili. Queste cause possono essere: cromosomiche, genetiche, ormonali, metaboliche, immunologiche, anatomiche, psicologiche, legate al tipo di impianto dentro l'utero, legate all'età, a fattori ambientali, compreso lo stile di vita (inclusi fumo, alcol, altro), legate a malattie croniche, o inspiegate (circa il 50 % dei casi). Essendo così complessa la situazione, essa merita di essere approfondita da un centro di riferimento, che solitamente è presente a livello di ogni grosso ospedale. Gli esami citati fanno sicuramente parte di un iniziale procedimento diagnostico alla ricerca della possibile causa, ma vanno progressivamente ampliati certamente alla luce di sospetti diagnostici più o meno consolidati per il caso specifico. Tutto questo va fatto, come detto, in centro di riferimento abituato a trattare questa casistica. Va anche detto che, nella metà dei casi, le donne con poliabortività riescono ad avere una gravidanza a termine. È comunque utile uno stile di vita sano che escluda fumo, alcol, droghe, e associ movimento e calo di peso, nei casi in cui questo sia sopra la norma.

Esame del caritipo dopo due aborti

Ho partorito una bimba sana sei anni fa, nel 2011 ho avuto un aborto spontaneo alla 5° settimana e nel 2012 alla 8°. Il ginecologo vuole farci fare l'esame del caritipo prima di procedere con cure o stimolazioni ormonali. Che ne pensa?

Penso che l’indagine genetica abbia senso, anche se più comunemente viene consigliata dopo un terzo aborto spontaneo. I gesti per conoscere sono sempre positivi.

Intervento di rimozione di fibromi e pregresso aborto

A breve dovrò effettuare un intervento di rimozione di fibromi all'utero e, all'anamnesi, non vorrei dire che circa dieci anni fa ho abortito. È un problema? Il ginecologo se ne accorgerà? Il medico che effettuerà l'intervento non è lo stesso di quello precedente, nè lo è la struttura ospedaliera.

La fibromatosi uterina è una patologia benigna molto diffusa, che viene talvolta affrontata con la chirurgia quando si ritiene che questa procedura possa essere risolutiva di alcuni problemi legati alla fibromatosi stessa, in particolare le emorragie mestruali o i dolori pelvici ricorrenti. Solo in rari casi (1-2 per mille) la fibromatosi può nascondere una patologia maligna. La storia di una pregressa interruzione di gravidanza è ininfluente da ogni punto di vista, sia per il tipo di procedura chirurgica da adottare per la rimozione del fibroma o dei fibromi (isteroscopia, laparoscopia, laparotomia), né può influenzare eventuali complicazioni durante e dopo la procedura; tantomeno vi possono essere segni nell’utero da cui l’operatore possa dedurre la storia di un pregresso aborto. Ne consegue che non è necessario che il chirurgo che agisce sia a conoscenza di questo particolare aspetto della vita riproduttiva della donna.

Ruolo degli esami istologici fatti sul materiale abortivo

Ho 34 anni, ho già una figlia di 5 anni e stavo cercando la seconda gravidanza quando è arrivata ed alla 9° settimana si è interrotta senza che mi accorgessi di niente. Sia la prima gravidanza che la seconda sono arrivate con l'ovulazione indotta dal clomid. Il risultato dell'istologico riporta parole per me incomprensibili: lembi di decidua con aree necrotiche e granulociti sovrapposti. Vorrei sapere il significato di questo inutile esame.

Gli esami istologici fatti sul materiale abortivo non sono affatto inutili, perché potrebbero evidenziare alcune delle cause di aborto che potrebbero averlo determinato, come per esempio la presenza di malattie cromosomiche. Tali condizioni non sono, per sua fortuna, presenti in questo caso.

Diagnosi prenatale dopo minaccia d'aborto

Sono alla 11a settimana di gravidanza e sono stata ricoverata per minaccia d'aborto dovuta a un grande "scollamento" della placenta. Per il momento mi è stato prescritto riposo assoluto e 2 ovuli di progesterone al dì. Dopo un evento del genere, a tempo debito e quindi tra un po' di settimane, secondo lei è possibile effettuare un'amniocentesi? E, in caso di risposta negativa, quale esame di screening potrei effettuare? Ho 37 anni, non soffro di patologie particolari e ho già avuto una gravidanza 8 anni fa, senza nessuna complicazione.

Le scelte sulle strategie successive in gravidanza quando si sia verificata una condizione emorragica precoce dipendono ovviamente dall’andamento di questa situazione patologica. Se ci fosse un veloce recupero (cessate perdite e riassorbimento dello scollamento), non c’è dubbio che un'amniocentesi possa essere fatta. Ricordandosi comunque che tale procedura di per sé non è scevra di pur minimi rischi. Le alternative possono essere quelle di fermarsi al bitest (ultrascreen o altra definizione), che si fa solitamente attorno alla 12esima settimana, o di effettuare la ricerca del DNA fetale nel sangue materno (dopo la decima settimana), esame che viene fatto in Italia ancora in pochi centri e che valuta la possibile presenza di anomalie cromosomiche. Sono comunque esami ognuno con dei propri limiti, incluso il fatto di poter escludere solo certe patologie, e inclusa la possibilità modesta di errore (falsi positivi). Il secondo esame peraltro al momento si effettua solo in centri privati, ed è relativamente costoso. Va tenuto presente anche che questi esami si effettuano solitamente in epoca più precoce rispetto alla amniocentesi.

Ripresa dell'attività sessuale dopo aborto

Volevo sapere quando è possibile riprendere l'attività sessuale,senza procreare, dopo un raschiamento per aborto.

Dopo una procedura chirurgica per l’aborto è possibile riprendere i rapporti non appena si riduce il sanguinamento, normalmente dopo 15-20 giorni dall’intervento. Occorre ricordare che un'ovulazione è possibile anche al primo mese dopo l’intervento, certamente dal secondo mese. Se si vuole evitare la gravidanza è opportuno l’uso di un metodo contraccettivo sicuro. Ad esempio la pillola può essere assunta già dai primi giorni dopo l'intervento di revisione della cavità uterina.

Gravidanza dopo un aborto

Ho avuto un aborto e vorrei sapere se, avendo un rapporto completo prima che compaia il ciclo, si può verificare una gravidanza.

A livello teorico una ovulazione è possibile anche al primo mese dopo un aborto; a livello pratico questo non sempre avviene. È comunque corretto usare sempre delle precauzioni. La stessa pillola può essere assunta già dai primi giorni dopo un aborto.

Accorgersi o meno di un aborto precoce

Io e mio marito stiamo cercando di avere il secondo figlio e aspetto il ciclo tra qualche giorno che, spero, non arrivi. Se è avvenuto il concepimento e dovessi perdere nel frattempo il feto me ne accorgerei in qualche modo o lo espellerei con l'arrivo del ciclo?

Accorgersi o meno della espulsione di un feto dipende ovviamente dal momento in cui il fenomeno avviene. Sappiamo certamente che esiste un numero notevole di aborti precocissimi di cui la donna non si accorge perché non ha ancora ritardo, o al massimo ha un ritardo di uno o due giorni. Diversa e più evidente è naturalmente la situazione in cui un aborto spontaneo avvenisse dopo un discreto ritardo.

Poliabortività sine causa

Ho fatto tutti gli esame necessari per poliabortività e il risultato è stato: sine causa... Cosa mi consiglia di fare?

Purtroppo le cause di poliabortività spontanea possono essere moltissime, ma nella maggior parte dei casi non è facile trovare una causa certa. Tra i principali fattori considerati predisponenti all’aborto spontaneo ripetuto si possono citare le anomalie cromosomiche, le malformazioni dell’utero, alcune patologie materne tra le quali le infezioni del basso tratto genitale femminile, la esposizione a farmaci e tossine, inclusi fattori ambientali, le alterazioni di tipo ormonale, le trombofilie congenite e acquisite e le cause immunitarie. Davanti a una serie di indagini che non individuano una causa certa purtroppo ci sono poche soluzioni percorribili. Tra queste la prima potrebbe essere quella di avere il coraggio comunque di ritentare la gravidanza utilizzando anche alcune terapie che, sebbene non ci siano accordi sulla loro validità, possono essere intraprese sotto consiglio del ginecologo.

Aborto chimico

Settembre scorso ho avuto una gravidanza chimica, 2 giorni di ritardo, le beta erano a 9,8 ma dopo mi è arrivato il ciclo. Questo tipo di gravidanza terminata molto precocemente ha, statisticamente, una causa più frequente o le cause anche qui, come negli aborti che avvengono più avanti, possono essere le più svariate? Oltre a fare io controlli di vario tipo serve che li faccia anche mio marito? Mi chiedo, una gravidanza chimica avviene sicuramente per un problema della donna o può dipendere anche dall'uomo?

La domanda prioritaria da farsi è ovviamente quella sul perché una donna abbia fatto un dosaggio dell’HCG beta dopo solo due giorni di ritardo, il che ha poco senso in termini clinici se non in situazioni di ansia particolare. Solitamente un test ha senso clinico se il ritardo è più consistente. Ciò anche se il test fosse stato eseguito in seguito a un tentativo di gravidanza conseguente a una qualche tecnica di fecondazione assistita. Probabilmente delle situazioni di gravidanza chimica e non clinica sono molto più frequenti di quanto non si creda. E hanno cause varie e complesse non sempre facilmente individuabili, come del resto avviene anche per aborti in gravidanza decisamente più avanzata. Più spesso in realtà vi sono alterazioni genetiche, e la natura fa opera di selezione. Esami di approfondimento vengono consigliati solo dopo aborti ripetuti (almeno tre aborti), e in questi casi è corretto che venga coinvolta anche la parte maschile. È preferibile che questi esami vengano eseguiti in centri specializzati in fisiopatologia della riproduzione.

Possibilità di scoprire un pregresso aborto con visita ginecologica

Molti anni fa ho avuto un aborto indotto per una gravidanza non desiderata adesso sono incinta da poco tempo dovrei fare la visita ginecologica, ma il mio attuale compagno non sa niente in merito. Il ginecologo si accorge di un pregresso aborto? Se sì, come fare a non rivelare al ginecologo e al mio compagno l’aborto subito in passato?

Non vi sono elementi anatomici, clinici o laboratoristici che possano far conoscere l’esistenza di un pregresso aborto se una donna non lo rivela spontaneamente, a meno che queste attività di indagine non siano espletate nell’immediato post-aborto. Ne deriva il fatto che l’unico modo di non farlo sapere né al ginecologo né al partner è quello di non dire nulla. Peraltro è dimostrato che un pregresso aborto non influenza in nessun modo le successive gravidanze, che possono semplicemente avere i problemi di qualunque altra gravidanza al mondo.

Isterosalpingografia dopo aborto tubarico

Mesi fa mi hanno ricoverato per un intervento di laparoscopia. Diagnosi di entrata: sospetta gravidanza extrauterina. Ma dopo la visita mi dissero che l'intervento non era necessario in quanto era già in atto un aborto tubarico. Prima di essere dimessa mi dissero di effettuare l'isterosalpingografia, mentre un altro ginecologo mi sconsigliò di fare questo intervento, in quanto non si può intervenire sulla tuba. Sono molto confusa: se in ospedale hanno ritenuto di non dover intervenire con la laparoscopia, perché mi è stata poi consigliata la isterosalpingografia? Con questa posso scongiurare una seconda gravidanza extrauterina?

L’isterosalpingografia è un esame diagnostico di tipo radiologico, che permette di vedere se le tube sono o meno pervie. Questo esame non serve a scongiurare il ripetersi di una possibile gravidanza extrauterina. Se sia utile o meno fare una isterosalpingografia dopo un aborto tubarico è tutto da discutere, e potrebbe essere in relazione con quanto eventualmente osservato dagli esami condotti durante il ricovero (es. ecografia) o raccolti attraverso l'anamnesi. Che eventuali interventi sulle tube siano difficili da eseguire, questo è vero. Ma d’altro lato ci potrebbe essere il desiderio o il bisogno di conoscere il proprio stato anatomico-funzionale. Personalmente tendo comunque a proporre solo esami indispensabili.

Fecondazione il giorno dopo revisione per aborto

Volevo sapere: è possibile rimanere incinta il giorno dopo un intervento di revisione per un aborto?

È molto difficile che il giorno dopo una revisione per aborto vi sia una ovulazione; dunque è molto rara la possibilità di una gravidanza. A livello teorico comunque tale rischio non va mai escluso, per cui è sempre opportuno usare precauzioni.

Placenta bassa e rischi di aborto spontaneo

Sono alla 10 settimana + 6 giorni di gestazione ed esattamente alla 10 + 1 sono andata al pronto soccorso per perdite rosse, già convinta di avere perso il mio bambino così come avvenuto a luglio dell'anno scorso. Mi è stato detto che ho la placenta bassa e di assumere una terapia a base di progesterone due volte al giorno fino alla fine del terzo mese e di seguire assoluto riposo. Il farmaco già lo prendevo una volta al giorno perché alla 8+1 mi è stato detto di avere una piccola area di distacco deciduo ovulare. Devo davvero stare a riposo assoluto: cioè stare a letto alzandomi solo per andare in bagno?

Piccoli distacchi sono molto comuni nel primo trimestre di gravidanza e portano a modeste perdite di sangue. Il riposo è consigliato, anche perché (probabilmente) il meccanismo di cicatrizzazione ne viene facilitato. In questo periodo comunque la placenta è ancora in formazione e vi è una placentazione diffusa, che diventa più definita dalla 12° settimana. L'uso del progesterone in questi casi è di una certa utilità, perché da un lato supporta il corpo luteo gravidico nella sua normale produzione di progesterone endogeno, e dall'altra aiuta il muscolo uterino a rilassarsi. Resta inteso che il fenomeno dell'aborto spontaneo è comunque abbastanza frequente: circa il 15-20% delle gravidanze che raggiungono la vitalità, e la probabilità cresce se c'è già stato un precedente aborto spontaneo. Ma va anche aggiunto che solo circa il 30% delle gravidanze raggiunge la vitalità e che almeno il 50% delle gravidanze si interrompe ancora prima del ritardo mestruale. Causa di tutto ciò è più spesso qualche alterazione genetica, oppure meccanismi immunologici. È comunque psicologicamente logico che, se una donna ha già sperimentato un precedente aborto spontaneo ne tema una ripetizione. Purtroppo i dati della letteratura non sono univoci nel valutare la reale validità terapeutica del riposo a letto, così come quella di eventuali terapie di supporto, incluso l'uso del progesterone.

Quando cercare una nuova gravidanza dopo aborto spontaneo

Ho bisogno di un chiarimento: dopo un aborto spontaneo con conseguente raschiamento è possibile cercare subito una gravidanza? Ovviamente senza più perdite post aborto, ma senza aspettare l'arrivo del primo ciclo? Incorro in rischi?

Il dibattito in questo ambito è attivo da moltissimi anni, e forse non si arriverà mai a una conclusione. In generale l’ovulazione riprende già dopo un paio di settimane dall’aborto, e dunque una gravidanza a quel punto sarebbe già possibile. Ma si consiglia in genere di attendere un paio di cicli prima di intraprendere una nuova gravidanza, in modo che l’utero possa tornare alle sue condizioni originarie. Ciò naturalmente se si tratta di un aborto spontaneo singolo. Se si trattasse di un aborto ripetuto conviene fare prima una valutazione ginecologica ed eventualmente eseguire alcuni esami ematici e laboratoristici.

Torna su