Disturbi e patologie

Scegli l'argomento della sezione

 

Cervicalgia

È un dolore molto più diffuso di quanto si pensi: sotto accusa stress, pigrizia ed errori di postura.
Ico_tempolettura Tempo di lettura: 5 minuti
Cervicalgia dolore cervicale

Che cos’è

La cervicalgia (ovvero il dolore alla cervicale, la parte alta della colonna vertebrale) è uno dei disturbi più frequenti del mondo occidentale.

Con il termine generico di “cervicale” si intende il dolore al collo che, spesso, si irradia alle spalle e talvolta alle braccia, rendendo difficoltosi i movimenti.

Ma un’infiammazione o l’alterazione ossea della zona della colonna cervicale può anche influenzare i nervi con comparsa di una sintomatologia caratteristica.

Per questo il dolore cervicale può essere diviso in:

  • cervicalgia vera e propria
  • sindrome cervico-brachiale
  • sindrome cervico-cefalica

Sintomi

I sintomi possono essere diversi a seconda del tipo di cervicalgia.

Nel caso di cervicalgia vera e propria, il dolore interessa prevalentemente il collo e la parte alta della schiena, tra le scapole, e può irradiarsi al braccio e, qualche volta, alla mano nella sindrone cervico-brachiale.

In caso di sindrome cervico-cefalica possono comparire cefalea, vertigini, disturbi della vista e dell'udito, disturbi della deglutizione.

Formicoli e iposensibilità agli arti e alle mani possono suggerire la presenza di una anomala pressione sui nervi cervicali.

Potrebbe interessarti anche l'articolo Torcicollo.

Cause

Le principali cause di dolore cervicale sono da ascrivere a uno scorretto stile di vita, che porta a:

  • stress
  • tensione
  • assenza di esercizio fisico
  • posture errate, sia durante il giorno, sia durante il sonno

Anche eventi traumatici occasionali, come il colpo di frusta, o continuativi, come accade in chi pratica sport quali boxe, rugby, football americano portano spesso a cervicalgia.

Esistono poi fattori predisponenti, come alterazioni delle curvature fisiologiche della colonna (per esempio, la cifosi dorsale o l'iperlordosi lombare).

Infine, processi degenerativi delle ossa, come nel caso dell’osteoartrite o dell’artrite reumatoide, portano a dolore cervicale.

Terapia

Date tutte le possibili cause, una diagnosi corretta è fondamentale per poter impostare il trattamento adeguato.

Durante la fase acuta la terapia ha lo scopo di:

  • ridurre l'intensità del dolore nel tempo più breve possibile
  • restituire la capacità di movimento

Si fa attraverso la somministrazione di farmaci analgesici e antinfiammatori non steroidei o, nei casi più gravi, l’infiltrazione di anestetici locali o corticosteroidi.

Anche i rilassanti muscolari possono avere un ruolo nel calmare il dolore grazie alla riduzione della tensione muscolare spesso associata alla cervicalgia.

Quando il dolore cervicale è dovuto a un trauma come il colpo di frusta, può essere prescritto l’uso del collare.

Si ricorre alla chirurgia qualora si evidenzi una compressione del midollo spinale o dei nervi a causa, per esempio, di ernie del disco.

In una seconda fase possono essere eseguite:

  • fisioterapia
  • manipolazioni
  • elettroanalgesia
  • massoterapia
  • termoterapia

Si deve prestare attenzione: le manipolazioni non devono mai essere effettuate in fase acuta.

La diagnosi differenziale tra problemi meccanici e stati infiammatori è essenziale: nel secondo caso il movimento in qualsiasi direzione darà dolore, mentre il trattamento manuale è assolutamente controindicato in presenza di artrite reumatoide.

Correggere la postura riduce l’incidenza della cervicalgia, specie nelle persone che tendono ad assumere posizioni fisse per molto tempo, come chi lavora molto al computer, con affaticamento generale dei muscoli di collo, braccia e spalle.

L'esercizio fisico, lo stretching e il rafforzamento muscolare sono spesso usati come trattamenti di prevenzione.

Quando consultare il medico

Il medico di famiglia o lo specialista andrebbe consultato in ogni caso alla comparsa dei sintomi e nuovamente se le terapie non sortiscono l’effetto desiderato.

CONSULTA IL DOSSIER "MAL DI TESTA"

VIDEO

Cervicale o mal di testa? Facciamo un po' di chiarezza

Foto_paolo_martelletti

Come riuscire a distinguerle e in che modo curarle. Ne parliamo con Paolo Martelletti, presidente della Società italiana per lo studio delle cefalee.

LEGGI TUTTO

Fotogallery

Gli sport per il mal di schiena

  • Fotolia_30337491_s

    Al ritmo del tango

    In alcuni ospedali si pratica addirittura la tangoterapia, cioè ballare sulle note di questa avvincente musica per migliorare il mal di schiena. È appurato infatti che il tango rinforza i muscoli centrali della schiena e quelli dei glutei. Inoltre aumenta la flessibilità del tronco. Andrebbe fatto due volte alla settimana per almeno 45 minuti. Fare attenzione ai movimenti bruschi se non si è allenati.

  • Fotolia_41978497_s

    Nuoto: miglior alleato della colonna

    È lo sport ideale per chi soffre di lombalgia perché scarica le tensioni nervose, rinforza i muscoli di tutto il corpo senza sovraccaricare la colonna con il peso del corpo. E poi distende bene la schiena. Andrebbe praticato due o tre volte alla settimana.

  • Fotolia_54137304_s

    Camminare di buon passo

    Basta mezz’ora al giorno di camminata veloce, in città o in campagna. L’unica cosa da evitare sono i tacchi alti per le donne, dal momento che non fanno bene alla schiena. Passeggiare consente di rinforzare i muscoli della colonna e di tonificarli. In molti casi, è il modo più semplice di risolvere i piccoli problemi di lombalgia.

  • Fotolia_4502258_s

    Acquagym per tutti

    È un’attività che va bene per tutti: si deve praticare due o tre volte alla settimana per poterne apprezzare i benefici a livello della schiena. L’acquagym tonifica la muscolatura delle gambe e della schiena senza esporre quest’ultima a sforzi eccessivi: quando siamo dentro l’acqua infatti il carico sulla colonna si riduce notevolmente.

  • Fotolia_3396419_s

    Spada o fioretto se hai problemi di postura

    Solo chi ha problemi di mal di schiena legati alla postura riesce a trarre beneficio dalla scherma o dal fioretto. Occorre avere, naturalmente, una buona preparazione atletica e l’allenamento deve essere abbastanza frequente. È un valido alleato della schiena perché, praticandolo, siamo costretti a cercare costantemente un buon equilibrio e una postura corretta, per poter fronteggiare l’avversario.


CONSULTA L’ARCHIVIO DI "DISTURBI E PATOLOGIE"

Torna su