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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Volo aereo di lunga durata in caso di cardiomiopatia ipertrofica"

Sono un maschio 38enne affetto da cardiomiopatia ipertrofica non ostruttiva, valutato con profilo di rischio basso (nessuna terapia farmacologica né impianto di defibrillatore sottocutaneo). Per motivi di lavoro dovrei recarmi negli USA per una settimana e vorrei sapere se ci sono controindicazioni relative al volo intercontinentale (la pressurizzazione della cabina, o qualunque altro aspetto correlato a volo). Ho viaggiato in aereo molte volte in Europa, ma per non più di un paio di ore e non ho mai avvertito particolari episodi di fibrillazioni atriale (quantomeno non più accentuati o diversi dai brevissimi che di tanto in tanto mi capita di provare sulla terra ferma...).

La cardiopatia ipertrofica necessita comunque di terapia con betabloccanti per evitare il suo peggioramento, come ipertrofia; È positio il fatto che non vi sia pattern aritmico né ostruzione, ma avendo brevi fibrillazioni atriali a maggior ragione necessita di beta blocco in cronico. Prima di partire per gli USA farei un controllo con Holter Ecg. Nessun problema per il volo lungo o la pressurizzazione (tenga conto che i pazienti critici vengono sempre portati in aereo nei voli sanitari), comunque farei controlli periodici con ecocardiografia e Holter Ecg, e farei anche uno screening familiare visto che qusta patologia è familiare.


Ha risposto Panciroli Claudio

Panciroli

Claudio Panciroli

Cardiologo

Dal 1985 esercita la professione presso l’Azienda Ospedaliera della Provincia di Lodi, in USS Interdipartimentale di Emodinamica di cui è responsabile e in USC di Cardiologia e, privatamente, in ambulatorio.

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