RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Test per citomegalovirus in gravidanza"

Mi trovo a 22 settimane di gravidanza e fino a ora la mia ginecologa non mi ha fatto fare il test per il citomegalovirus. Facendolo in questa settimana come devo poi interpretare i risultati? Posso avere una immunità certa nel caso di presenza di soli anticorpi o comunque corro qualche rischio di aver contratto il virus durante la gravidanza?

Si tratta di una infezione che, se contratta per la prima volta in gravidanza, può dare anche gravi problemi al bambino; però la percentuale di infezione al feto è molto bassa. Questa è una delle ragioni per cui molti ginecologi non fanno lo screening all’inizio della gravidanza. Un’altra ragione è che in effetti non c’è una terapia per contrastare l’infezione. Naturalmente avere a disposizione un valore di inizio gravidanza costituisce un importante punto di riferimento e confronto. Le IgG positive indicano una infezione già avvenuta nel passato, mentre delle IgM positive indicano una infezione recente. Ovviamente i risultati andranno valutati per quello che sono, sapendo che nell’eventualità di dubbi di infezione recente, quindi in corso di gravidanza, vi sono degli esami che permettono di verificare questa ipotesi in modo preciso con dei test di secondo livello. Va peraltro osservato che l’infezione da citomegalovirus, pur pregressa, si può anche ripetere in gravidanza, ma in questo caso i possibili rischi sono ancora inferiori. In altri termini la pregressa infezione non garantisce l’immunità.


Ha risposto Arisi Emilio

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Emilio Arisi

Ginecologo

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Parma, si è specializzato in Ostetricia e Ginecologia nella stessa Università. Dal 1993 al 2010 è stato Direttore della U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Regionale “S. Chiara” di Trento dove, dall’inizio del 2002 è stato coordinatore del Dipartimento Materno-Infantile della Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia di Trento.

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