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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Test di gravidanza in pazienti ricoverate in coma"

Volevo chiedere se il test di gravidanza viene effettuato automaticamente su una donna ricoverata per coma cerebrale. O meglio, è possibile che ai medici di un ospedale sfugga che una donna ricoverata per coma sia anche incinta di poche settimane? Vengono fatti degli esami del sangue automaticamente in questi casi attraverso i quali può emergere lo stato di gravidanza, oppure l'eventuale test viene effettuato solo in caso di dubbio?

Ogni reparto ha, ovviamente, le sue specifiche procedure. Solitamente un test di gravidanza, sulle urine o sul sangue, viene effettuato in ogni donna ricoverata - qualunque sia l’età o la ragione clinica del ricovero - in tutti i reparti di ostetricia e ginecologia ben organizzati. Ciò avviene a maggior ragione se una donna è ricoverata per problematiche cliniche molto importanti, quale potrebbe essere una situazione di coma. È presumibile che ciò avvenga in tutti i reparti di ricovero o di emergenza, inclusa una rianimazione, indipendentemente dalla ragione del ricovero, e in particolare nelle donne in età fertile. Nulla vieta in ogni caso che, se la donna in coma non è in grado di prestare il proprio consenso o di fare delle specifiche richieste, la persona che gestisce i rapporti con la struttura sanitaria e con i medici che hanno in terapia la paziente comatosa, non ponga il quesito del test di gravidanza e del suo risultato all’interno dei regolari colloqui informativi. Ciò a maggior ragione poiché, in particolare nel periodo iniziale della gravidanza, vi possono essere farmaci in grado di danneggiare l’embrione e/o l’andamento della gravidanza, con evidenti possibili riflessi sulla sua continuazione e/o sulla necessità di interromperla.


Ha risposto Arisi Emilio

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Emilio Arisi

Ginecologo

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Parma, si è specializzato in Ostetricia e Ginecologia nella stessa Università. Dal 1993 al 2010 è stato Direttore della U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Regionale “S. Chiara” di Trento dove, dall’inizio del 2002 è stato coordinatore del Dipartimento Materno-Infantile della Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia di Trento.

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