Terapia cronica con tiroxina, quali svantaggi

DOMANDA

Ho 34 anni, a novembre mi è stato diagnosticato un nodulo benigno al lobo sinistro della tiroide. Ho già fatto tutti gli esami di rito. Le soluzioni che mi sono state presentate prevedono l'intervento chirurgico oppure il monitoraggio nel tempo della situazione (l'endocrinologo è a favore dell'intervento perché le dimensioni del nodulo sono consistenti). Sono molto sportivo, pratico running a livello non agonistico ma regolarmente e quasi tutti i giorni. La dose di tiroxina adeguata è la stessa che prenderei con una vita sedentaria? Le reali aspettative di vita di una persona che assume levotiroxina perennemente sono le stesse di una persona che non lo fa? Ho sentito parlare di problemi al cuore e alle ossa in età avanzata e soprattutto se si segue la terapia da molti anni.

RISPOSTA DELL'ESPERTO

Risponde: Antonello Sannia, Endocrinologo, docente di Fitoterapia

L'intervento chirurgico è assolutamente consigliabile se le dimensioni del o dei noduli sono di grandi. Ovviamente dopo l'intervento dovrà fare frequenti esami ormonali per stabilire il funzionamenmto della tiroide e su questa base decidere qual sarà il corretto dosaggio di tiroxina. Facendo una buona attività sportiva il consumo di ormone tiroideo aumenta, per cui potrebbe essere utile un suo adeguameno. Le aspettitive di vita di chi fa terapia cronica con tiroxina sono le stesse di chi non la fa, a patto di tenere la funzionalità tiroidea perfettamente nella norma. Pertanto il dosaggio andrà monitorato molto attentamente e abbastanza spesso durante la terapia.

Antonello Sannia
Endocrinologo, docente di Fitoterapia
Ha conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1978 e la Specializzazione in Endocrinologia nel 1981 presso l’Università di Genova.
Nella prima metà degli anni 80 ha frequentato a più riprese corsi di perfezionamento in Fitoterapia in Francia.
Attualmente è docente al corso di perfezionamento in fitoterapia presso le Università di Siena e di Pavia, è membro della SIFIT (Società Italiana di Fitoterapia) e svolge la sua attività libero professionale in alcuni Centri Medici Specialistici in Piemonte, dove coordina un gruppo di ricerca clinica nel settore fitoterapico in collaborazione con altri colleghi.
Ha pubblicato svariati articoli scientifici sulla fitoterapia sulla rivista Acta Phytotherapeutica, organo ufficiale della SIFIT (Società Italiana di Fitoterapia) e su altre riviste scientifiche internazionali.
Collabora con alcune testate giornalistiche (Corriere Salute e altri) per la stesura e la validazione di articoli inerenti la fitoterapia. Effettua inoltre consulenza scientifica nel settore industriale farmaceutico rivolto alla fitoterapia.
È Presidente della Società Italiana di Medicina naturale (SIMN), fondazione a carattere scientifico per la formazione fitoterapica dei medici e dei farmacisti, per la ricerca clinica in fitoterapia e per la farmacovigilanza nel settore fitoterapico.
È membro del progetto Phytonet, che è un progetto di ricerca sugli isoflavoni di soia finanziato dalla Comunità Europea.
Ha svolto e svolge numerosi corsi di fitoterapia scientifica per farmacisti, medici pediatri e medici di medicina generale nell’ambito del programma ECM del Ministero della Salute.

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