RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Singhiozzo persistente"

Ho singhiozzo da due giorni cosa devo fare??

Il singhiozzo è dovuto a contrazioni ripetute e involontarie del muscolo diaframma, che si muove con gli atti respiratori. Si genera perché si ha un’alterazione del nervo frenico, deputato al controllo delle contrazioni del diaframma. Il nervo frenico segue un percorso molto lungo: nasce nel cervello, attraversa la zona cervicale e innerva diversi organi (il diaframma, la sottile membrana che avvolge il cuore, il fegato, lo stomaco e i reni). Se viene irritato in un punto qualsiasi del suo percorso, può conseguire un episodio di singhiozzo. Nel singhiozzo sono coinvolte anche alcune parti del sistema nervoso: i centri che controllano la respirazione e l'ipotalamo, una parte del cervello non controllabile dalla volontà (questo è il motivo per cui il singhiozzo si manifesta improvvisamente e in modo involontario). Le cause possono essere molte: la più frequente sembra essere la dilatazione dello stomaco determinata dalla rapida o eccessiva ingestione di cibo, liquidi o aria; oppure bruschi sbalzi di temperatura, come passare dal caldo al freddo o ingerire una bevanda bollente o gelata. Ma anche episodi di emotività possono essere alla base del singhiozzo: quando ci si trova in una condizione di forte disagio, si ingoia una quantità di aria superiore al normale che provoca l'irritazione del diaframma e quindi la comparsa del singhiozzo. A volte però può essere la spia di disturbi più seri, che vanno presi in considerazione se il singhiozzo persiste. Quando l’episodio è occasionale in genere è sufficiente adottare uno dei numerosi rimedi popolari, per alcuni dei quali c’è, in effetti, una spiegazione fisiologica. Come per esempio trattenere il respiro, o respirare in un sacchetto di carta: l’aumento della CO2 nel sangue inibisce centri nervosi coinvolti nel singhiozzo. In genere hanno utilità temporanea e quindi sono poco efficaci nel singhiozzo protratto. Visto però che sono assolutamente innocui possono essere tentati prima di ricorrere a farmaci, che dovranno essere prescritti dal medico.


Ha risposto Tursi Francesco

Tursi

Francesco Tursi

Pneumologo

Dal 2005 è Dirigente medico presso l’UO di Pneumologia dell’Ospedale Maggiore di Lodi. È dal 2002 Segretario dell’Associazione Italiana per lo Studio della Tosse (A.I.S.T.) e dal 2009 Presidente dell’ALOR onlus (associazione lodigiana di ossigenoterapia riabilitativa).

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