RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Quando il bambino non parla a 2 anni e mezzo"

Mio figlio ha due anni e 7 mesi e quest'anno ha iniziato l'asilo per la prima volta, ma ancora non chiacchiera come dovrebbe. Io cerco di stimolarlo in tutti i modi e con me delle parole le dice poi davanti ai parenti fa finta di nulla. Lui capisce tutto sa quali sono i colori le forme, gli oggetti: posso fare altro per stimolarlo?

Un bambino di 2-3 anni dovrebbe iniziare a dire qualche frase semplice, con un soggetto e un verbo. Ma non sono tutti uguali. Alcuni parlano più tardi, alcuni dicono solo parole anche ben oltre l'inizio della scuola materna. Per capire se si tratta di un ritardo vero del liguaggio bisognerebbe sentire il bambino in tutti i contesti: la famiglia, il momento a tu per tu con la mamma, la frequenza della comunità e il gioco con gli altri bambini. Vanno valutati anche gli alti aspetti del suo sviluppo: se il resto della sfera cognitiva e affettiva è in linea con la sua età, se ha acquisito regolarmente le sue tappe di sviluppo neruologico, se è, insomma, un bambino del tutto normale, che parla un po' poco, oppure se è un bambino globalmente più indietro rispetto alla sua età. La timidezza, inoltre, può alterare i comportamenti: in particolare, la presenza dei parenti, di fronte ai quali viene magari incoraggiato a far sentire i suoi progressi, può provocare chiusura e mutismo, che in momenti in cui è rilassato non ci sono. Chieda alle maestre come si comporta con loro e con gli altri bambini: il loro parere è prezioso per capire se è in linea con molti altri o se è effettivamente un bambino che sta parlando tardi. Se il bambino è solo timido e a volte impacciato, non serve stimolarlo a parlare, meglio è confortarlo, correggerlo con delicatezza e aiutarlo a stare rilassato, senza farlo sentire sotto esame. Se il ritardo del linguaggio è reale, servono una valutazione e un aiuto specialistici.


Ha risposto Battaglioli Marina

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Marina Battaglioli

Pediatra e neonatologa

Specializzata in Pediatria Generale nel 1994 e in Neonatologia nel 1996, dal 2000 assume l’incarico a tempo indeterminato presso il reparto di Patologia Neonatale e Nido dell’Ospedale Buzzi, dove attualmente è Dirigente medico di 1° livello.

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