Quando assumere lo psillio perché non interferisca con altri farmaci

DOMANDA

Assumo delle bustine di psillio, ma visto che ho avuto un infarto, prendo anche l'acido acetilsalicilico a basse dosi alle 13,45 dopo pranzo: a che ora dovrei prendere lo psillio perché non iterferisca? Lo psillio può essere preso per tempi lunghissimi o ha delle controindicazioni?

RISPOSTA DELL'ESPERTO

Risponde: Antonello Sannia, Endocrinologo, docente di Fitoterapia

Lo psillio va preso in genere in tarda serata (verso le ore 22) disciolto in un bicchiere pieno di acqua, bevendo poi ancora un altro bicchiere di acqua entro 10 minuti dall'ingestione dello psillio. In questo modo non c'è alcun rischio di interferenza con altri farmaci presi durante la mattinata o il primo pèomeriggio. Lo psillio può essere preso anche per periodi molto lunghi, data la sua ottima tollerabilità.

Antonello Sannia
Endocrinologo, docente di Fitoterapia
Ha conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1978 e la Specializzazione in Endocrinologia nel 1981 presso l’Università di Genova.
Nella prima metà degli anni 80 ha frequentato a più riprese corsi di perfezionamento in Fitoterapia in Francia.
Attualmente è docente al corso di perfezionamento in fitoterapia presso le Università di Siena e di Pavia, è membro della SIFIT (Società Italiana di Fitoterapia) e svolge la sua attività libero professionale in alcuni Centri Medici Specialistici in Piemonte, dove coordina un gruppo di ricerca clinica nel settore fitoterapico in collaborazione con altri colleghi.
Ha pubblicato svariati articoli scientifici sulla fitoterapia sulla rivista Acta Phytotherapeutica, organo ufficiale della SIFIT (Società Italiana di Fitoterapia) e su altre riviste scientifiche internazionali.
Collabora con alcune testate giornalistiche (Corriere Salute e altri) per la stesura e la validazione di articoli inerenti la fitoterapia. Effettua inoltre consulenza scientifica nel settore industriale farmaceutico rivolto alla fitoterapia.
È Presidente della Società Italiana di Medicina naturale (SIMN), fondazione a carattere scientifico per la formazione fitoterapica dei medici e dei farmacisti, per la ricerca clinica in fitoterapia e per la farmacovigilanza nel settore fitoterapico.
È membro del progetto Phytonet, che è un progetto di ricerca sugli isoflavoni di soia finanziato dalla Comunità Europea.
Ha svolto e svolge numerosi corsi di fitoterapia scientifica per farmacisti, medici pediatri e medici di medicina generale nell’ambito del programma ECM del Ministero della Salute.

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