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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Poliabortività: HCG-beta, analisi da eseguire e possibili terapie"

Molte domande che arrivano al sito si riferiscono a gravidanze iniziali (gravidanze biochimiche) che non vanno a buon fine. Di solito le beta-HCG non sono molto alte e poi si abbassano. Le analisi per la poliabortività possono dare diversi risultati alterati (TSH, prolattina, anticorpi LAC ecc). E ci si chiede quali possano essere le cause dei micro aborti e quali terapie possano aiutare.

La poliabortività è una condizione in cui avvengono tre o più aborti spontanei prima della ventesima settimana di gravidanza. Talora l’aborto avviene in fase molto precoce, cosiddetta biochimica, talaltra avviene nelle settimane di gravidanza successive, più spesso entro la 12°-13° settimana, ma talvolta anche più avanti. In generale si consiglia comunque di cominciare a indagare già dopo il secondo aborto spontaneo. È evidente ipotizzare che in epoca diversa della gravidanza vi possano sottostare cause diverse. La poliabortività può avere infatti molte cause, che più spesso risultano non facilmente studiabili o districabili fra loro. Possono esservi cause genetiche, anatomiche, ormonali, infettive, immunologiche o legate più in generale allo stato materno, incluse malattie generali. All’interno del percorso diagnostico vengono spesso richiesti gli esami tiroidei, ma la loro utilità è dubbia, come quella di altri esami ormonali. Un certo rilievo potrebbe avere la iperprolattinemia, ma non è ben dimostrato. Il dosaggio dell’HCG-beta è una metodica per seguire l’andamento della gravidanza, essendo l’HCG-beta l’ormone della nidazione; la sua mancata crescita è conseguenza del mancato sviluppo di una gravidanza, ma non ne è la causa. In ogni caso trovare la causa vera è spesso molto difficile, e ciò deve essere fatto in centri specializzati, solitamente presenti nei grossi ospedali. Va peraltro detto che le terapie di queste condizioni sono tuttora poco mirate e danno scarsi risultati.


Ha risposto Arisi Emilio

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Emilio Arisi

Ginecologo

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Parma, si è specializzato in Ostetricia e Ginecologia nella stessa Università. Dal 1993 al 2010 è stato Direttore della U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Regionale “S. Chiara” di Trento dove, dall’inizio del 2002 è stato coordinatore del Dipartimento Materno-Infantile della Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia di Trento.

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