Pneumotorace, cause e terapia chirurgica

DOMANDA

Sono un ragazzo di 19 anni. Ho già avuto due pneumatorace spontanei, risolti con drenaggio. Mi hanno detto che se dovesse accadere di nuovo sarà necessaria una operazione. Non sono però ancora riuscito a capire come mai mi sono venuti: può chiarirmi quali possono essere le cause di questa malattia? Sono davvero a rischio di averne altri? Qual è l’operazione di cui parlano e quali potrebbero essere le misure di prevenzione?

RISPOSTA DELL'ESPERTO

Risponde: Francesco Tursi, Pneumologo

Il pneumotorace è un accumulo di aria di provenienza polmonare nel cavo pleurico, causato dalla rottura di una bolla polmonare. L'aria non riesce più a uscire e si accumula nel cavo pleurico, fino a schiacciare il polmone stesso. Il pneumotorace può essere spontaneo e primitivo (insorge in soggetti sani), secondario (insorge in soggetti con malattie polmonari, ad esempio in portatori di broncopneumopatia ostruttiva o bpco), post-traumatico (si verifica per l’azione di un trauma sulla parete del torace). Inoltre, il pneumotorace può verificarsi quale conseguenza di manovre diagnostiche. Le forme spontanee primitive vengono attribuite alla rottura di bolle di enfisema. Sono state segnalate una tendenza familiare ed un’associazione col fumo di tabacco. Si presentano spesso in individui longilinei. Quello che deve fare se non lo ha già fatto è eseguire una TC torace ad alta risoluzione e vericare se sono presenti delle bolle nel suo polmone e vedere se non ha un deficit di alfa-1-antitripsina. Se sono presenti delle bolle a rischio di rottura l'intervento chirugico che consite nell'asportazione di queste bolle si impone; invece se non sono presenti bolle, l'intervento può consistere in una pleurodesi cioè nell'incollare le due pleure attraverso materiali che creano una reazione fibrosante fra i due foglietti pleurici. L'unica misura di prevenzione se fuma è smettere di fumare altrmenti non si può fare altro.

Francesco Tursi
Pneumologo
Dal 2005 è Dirigente medico presso l’UO di Pneumologia dell’Ospedale Maggiore di Lodi.
È dal 2002 Segretario dell’Associazione Italiana per lo Studio della Tosse (A.I.S.T.), www.assotosse.com e dal 2009 Presidente dell’ ALOR onlus (associazione lodigiana di ossigenoterapia riabilitativa).
Nel 2008 ha effettuato la segreteria scientifica del convegno “Inquinamento atmosferico: stato e impatto sulle vie respiratorie” tenutosi a Lodi.
È stato Relatore in diversi convegni accreditati ECM.
Ha realizzato diverse pubblicazioni e studi di ricerca, tra cui:
Partecipazione alla stesura del manuale di “Malattie dell'apparato respiratorio” (C: Terzano) ed. Springer 2006;
nel 2005 Progetto ICEBERG che ha permesso di valutare l’effetto degli inquinanti indoor sulla salute degli operai della provincia di Bologna in collaborazione con API, CNR, azienda ausl di Bologna; nel 2002-2004 Studio AIST. L’ AIST (Associazione Italiana Studio Tosse) ha condotto una ricerca multicentrica, alla quale hanno partecipato 12 centri ospedalieri ed universitari disposti su tutto il territorio nazionale, con lo scopo di valutare le relazioni esistenti tra l’eziologia e le caratteristiche della tosse, nonché di valutare la prevalenza delle varie cause di tosse;
“Broncopneumopatia cronica ostruttiva, non solo un male di stagione”, D&T (diagnosi e terapia) anno XXII, numero 10, dicembre 2003;
“Tosse: aspetti diagnostici e terapeutici”, anno II, numero 1, Allergy and Respiratory Diseases, 2003;
“ Inquinamento atmosferico: il punto di vista dello pneumologo. Atti del XVIII congresso internazionale della società degli otorinolaringoiatri;
Roma IFOS giugno 2005; Questionario per valutare l’impatto della tosse cronica sulla qualità di vita, quarto convegno nazionale AIST, 2003.
Ha particolare interesse nello studio delle acque minerali e ha collaborato alla stesura di: “Guida alle Acque Minerali in Bottiglia”, V edizione, 2002 e VI edizione, 2005.

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