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Pisolino dopo pranzo? Meglio evitare

Riguarda soprattutto gli uomini, che fanno fatica a resistere al classico abbiocco post pranzo.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti
Pisolino dopo pranzo

Riguarda soprattutto gli uomini, che fanno fatica a resistere al classico abbiocco post pranzo. Ecco come evitare di assopirsi sul divano.

Alzi la mano chi non ha mai avuto la tentazione (e non ha mai ceduto) di appisolarsi dopo un pranzo abbondante.

I segnali sono inequivocabili: le palpebre si abbassano lentamente, le braccia si rilassano, la vista si annebbia e la testa diventa pesante come un macigno.

Succede a moltissimi, soprattutto agli uomini, magari dopo un pranzo abbondante. E colpisce letteralmente a tradimento: l’abbiocco arriva infatti pochi minuti dopo aver finito di mangiare, di solito la domenica quando in generale si è più rilassati.

I diretti interessati sostengono che non ci sia niente di male a schiacciare un pisolino. Anzi, alcuni pensano che faccia bene. La realtà è un po’ diversa.

La soluzione? Una breve camminata subito dopo pranzo, senza esagerare. Oltre a evitare possibili problemi con il capoufficio, fa bene alla salute.

Quando è meglio stare svegli

Ci sono persone che dovrebbero evitare di schiacciare un pisolino subito dopo pranzo. Chi soffre di reflusso gastroesofageo, per esempio, disturbo in cui si verifica un rigurgito di acido gastrico dallo stomaco nell’esofago.

La posizione sdraiata, mentre è in corso la digestione, non fa altro che favorire la risalita di liquidi nell’esofago e quindi è molto meglio stare in piedi o seduti.

Anche coloro che di notte soffrono di insonnia dovrebbero evitare la pennicchella. Il perché è semplice: se di dorme di pomeriggio si farà più fatica a prendere sonno alla sera.

Infine, chi ha problemi di digestione lenta o dispepsia, un disturbo del funzionamento dello stomaco che comporta bruciori, acidità e gonfiore, dovrebbe fare in modo di favorire il passaggio del cibo dallo stomaco all’intestino facendo una bella passeggiata dopo ogni pasto.

Perché viene l’abbiocco

Non appena introduciamo cibo nello stomaco comincia il processo digestivo. Ciò comporta un immediato afflusso di sangue nel tratto gastrointestinale e, di conseguenza, ne arriva meno a tutti gli altri organi, compreso il cervello.

Meno sangue ai neuroni vuol dire un maggiore senso di spossatezza mentale e sonno.

I ricercatori dell’Università di Manchester, in Gran Bretagna, hanno scoperto che alcuni neuroni dell’ipotalamo, una struttura del cervello coinvolta anche nella regolazione del ritmo sonno-veglia, producono orexina, una proteina indispensabile per restare svegli.

Ebbene, questi neuroni sono molto sensibili ai livelli di glucosio presenti nel sangue. Nel senso che bastano piccole quantità in più di zucchero circolante per “spegnere” la produzione di orexina.

Questo spiegherebbe anche perché sia difficile prendere sonno quando si è affamati. Dopo pranzo infatti il tasso di glucosio nel sangue aumenta e, venendo meno l’orexina, è facile essere catapultati nel mondo dei sogni.

Per evitare l’abbiocco l’unica è fare una bella passeggiata. Lo avevano scoperto già nel Medioevo gli studiosi della Scuola medica salernitana, che consigliano, in un loro precetto, il lento pede deambulabis, cioè il passeggiare lentamente.

Facilita le contrazioni di stomaco e intestino e, quindi, l’avanzamento del cibo. Se lo sforzo fisico è eccessivo invece si ha l’effetto opposto: il lavoro dei muscoli sottrae sangue allo stomaco e la digestione rallenta.

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Sette trucchi per digerire meglio

  • Digerire pranzo stress

    Mangia con calma

    La fretta è il peggior nemico della digestione. Meglio prendersi il tempo necessario per mangiare e masticare con calma, boccone dopo boccone. Meglio evitare quindi il panino ingurgitato in fretta e furia al bancone del bar perché è il modo migliore per sentirlo andare su e giù per tutta la giornata. Se possibile, nella pausa pranzo, vanno evitate anche le fonti di stress. Quindi niente discussioni di lavoro, almeno a tavola.

  • Digestione pantaloni

    Evita le cinture che “strizzano” la vita

    Almeno un merito la tanto vituperata moda dei pantaloni “a vita bassa” ce l’ha: lascia libero lo stomaco da inutili costrizioni, facendo appoggiare le cinture o fasce sui fianchi. Chi invece preferisce vestirsi in modo più classico deve orientarsi verso tagli più morbidi e tessuti meno rigidi. E le donne che indossano gonne o shorts e collant dovrebbero evitare di posizionare gli elastici proprio all’altezza dell’ombelico.

  • Digerire fritto

    Stai lontano dai cibi grassi

    Fritti e condimenti a base di burro sono tra gli alimenti più difficili e lunghi da digerire. Lo stomaco deve lavorare un bel po’ prima di riuscire a smaltirli. Chi soffre di problemi digestivi deve quindi evitare, a pranzo e a cena, di mettere troppi grassi nel piatto.

  • Pennicchella digestione

    No alla pennichella

    Dopo un pranzo abbondante, a volte anche dopo un pasto leggero, viene l’abbiocco. Non è nulla di grave: il sangue scorre copioso verso lo stomaco, per favorire la digestione, e diminuisce l’afflusso al cervello. Stanchezza, spossatezza, palpebre abbassate sono un fenomeno naturale. Meglio evitare però la classica pennichella se si fa fatica a digerire perché la posizione orizzontale e il sonno non facilitano il lavoro dello stomaco.

  • Acqua digestione

    L’acqua frizzante non serve

    C’è chi pensa che l’acqua gassata aiuti a digerire. Sarebbe bello, ma in realtà è soltanto un’impressione. L'anidride carbonica non ha alcuna proprietà digestiva: le bollicine si limitano a dilatare lo stomaco, favorendo l'espulsione del gas. Ma questo non certo è sinonimo di digestione.

  • Digestione freddo

    Niente sbalzi di temperatura dopo mangiato

    Anche il classico colpo d’aria allo stomaco, così come il tuffarsi in acqua, subito dopo un pasto è un deterrente alla digestione. Il freddo è un ostacolo al lavoro dello stomaco e se per alcune fortunate persone non cambia nulla, per quelli che soffrono di difficoltà digestive può rappresentare un problema.

  • Antiacido

    Un antiacido all’occorrenza

    Se dopo il pasto insorgono bruciori e dolori allo stomaco è molto probabile che ci sia un problema di iperacidità gastrica. Niente di grave, se succede di tanto in tanto. Nella gran parte dei casi può bastare un antiacido, di quelli che si comprano in farmacia senza ricetta medica. Si tratta di sostanze che reagiscono con l'acido cloridrico, neutralizzandolo. Si presentano sotto forma di compresse o granulati, come per esempio i preparati a base di carbonato di calcio e di magnesio. Neutralizzano rapidamente l'iperacidità e sono rimedi efficaci per facilitare la digestione.


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